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Comunicazione pubblica e forze dell'ordine: la Questura di Roma dall'ufficio stampa ai social network

L’oggetto della presente tesi è rappresentato dallo studio degli account aperti sui social network Facebook, Twitter e YouTube dalla Questura di Roma. A circa un anno dall’attivazione delle pagine e dei profili ufficiali, è possibile tracciare un primo bilancio e valutare se l’esperienza della Questura di Roma – primo ente pubblico di questo tipo in Italia ad aggiungere i social tra i suoi canali di comunicazione – può rappresentare un esempio valido da seguire per gli altri presidi territoriali delle forze dell’ordine. Per un ente pubblico la cui mission è garantire la sicurezza, non è scontato aprire un dialogo alla pari con i cittadini come imposto dai social network; in quest’ottica la scelta dei contenuti, del linguaggio e del livello di interazione è fondamentale per non compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e forze dell’ordine. Nel corso dei mesi la popolarità degli account aperti dalla Questura di Roma è cresciuta sempre di più grazie, principalmente, a due fattori: la pianificazione di una strategia di comunicazione centrata su alcuni obiettivi chiari e la costanza nell’aggiornamento degli account stessi. La scelta di affidare la gestione delle pagine a personale dell’ufficio stampa ha permesso di sfruttare, soprattutto nei primi mesi, i comunicati che fino a quel momento venivano veicolati esclusivamente agli operatori dell’informazione attraverso mail. Questa stessa tipologia di contenuto, offerta ai fan della pagina Facebook e ai follower del profilo Twitter, ha ottenuto un immediato e costante successo testimoniato dai numeri registrati dagli account della Questura: prima della fine del 2013 la pagina Facebook ha superato i trentamila fan mentre su Twitter si contano oltre 1.600 follower. Collegando la tipologia di contenuti veicolati agli obiettivi perseguiti, è emersa la versatilità di questo nuovo mezzo che si è integrato perfettamente nel meccanismo già rodato della comunicazione della Questura capitolina. La promozione dell’immagine dell’ente, infatti, non è l’unico scopo perseguito sui social anche se resta quello principale, con particolare riferimento alla possibilità di avvicinare alla Polizia di Stato i giovani. Facebook, ad esempio, è stato utilizzato come mezzo per migliorare la comunicazione interna dell’ente e per avvicinare ‘virtualmente’ il Questore agli oltre seimila dipendenti distribuiti tra Questura e commissariati cittadini e della provincia di Roma. Inoltre, tra gli obiettivi dei responsabili degli account figura il miglioramento della sicurezza partecipata proprio attraverso i social; almeno due casi illustrati nel presente lavoro mostrano l’apporto fondamentale offerto dai cittadini nella risoluzione di casi di cronaca (un’anziana scomparsa) e nel perseguimento dei reati (la scoperta di una casa d’appuntamenti). Infine, il quarto e ultimo capitolo della tesi è incentrato sull’utilizzo dei social network da parte della Questura durante un evento considerato ad alto rischio sotto il profilo dell’ordine pubblico: la manifestazione per il diritto alla casa che si è tenuta il 19 ottobre 2013 a Roma. L’osservazione dell’esperienza social della Questura di Roma ha permesso di testare la validità delle scelte compiute dall’ente nella prospettiva di applicare lo stesso approccio comunicativo in altre realtà italiane per raggiungere scopo simili.

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3 INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi 23 anni, dall’entrata in vigore della legge 142/1990, l’attenzione del legislatore nei confronti della comunicazione degli Enti pubblici verso i cittadini è stata costante. Un percorso importante, basato sui principi di trasparenza, sussidiarietà, efficacia, efficienza e partecipazione che ruotano principalmente intorno all’attività dell’Ufficio per le relazioni con il pubblico, dell’Ufficio stampa e del Portavoce. Ruoli e compiti di queste tre figure vengono tratteggiati nella legge 150/2000, nodo significativo per l’attività di comunicazione in ogni ente pubblico. L’obiettivo di questa tesi è soffermarsi su un settore specifico della comunicazione pubblica (quello delle forze dell’ordine) e sulle modalità scelte da una istituzione pubblica in particolare (la Questura di Roma). In sostanza lo scopo è arrivare a mettere a punto una sorta di ‘guida ragionata’, seppur molto essenziale, nel campo della comunicazione effettuata dalle forze dell’ordine sia verso i media che verso i cittadini. Una guida (o vademecum) che vuole soffermarsi soprattutto su un passo che, prima o poi, tutte le forze dell’ordine saranno costrette a compiere: lo ‘sbarco’ sui social network, occasione imperdibile per diffondere non solo le notizie sull’attività di controllo del territorio ma tutte le iniziative (sociali, culturali, educative) promosse da questa particolare tipologia di ente pubblico in un’ottica di comunicazione bidirezionale. Ma le regole della cittadinanza digitale e dell’educazione ‘social’ sono profondamente diverse da quelle di ambienti lavorativi profondamente gerarchizzati e strutturati (e in alcuni casi dall’impronta militare) di caserme, questure, commissariati, etc. Ecco allora che l’esperienza dei pionieri - in questo caso la Questura di Roma - diventa fondamentale per gli altri enti che,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Antonio Cardarelli Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 975 click dal 10/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.