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La determinazione del prezzo del vino: il caso del distretto delle Langhe

L'elaborato si propone di individuare e fornire un tentativo di analisi delle dinamiche che portano alla formazione del prezzo del vino.
La trattazione si sviluppa in quattro capitoli nei quali vengono illustrati, rispettivamente, le principali caratteristiche del mercato vinicolo nazionale, le peculiarità territoriali e produttive del distretto delle Langhe, le principali tecniche di pricing del prodotto vino con particolare riferimento ai costi di produzione e, infine, l'analisi del caso Fontanafredda.
Esclusi i primi due capitoli, prettamente descrittivi, le domande che ho maturato nel corso della mia ricerca e analisi sono la seguenti: in quanta parte in prezzo del vino è determinato dal mercato? E il produttore si comporta da price taker o price maker?
È innegabile che il prezzo sia composto da una parte oggettivamente quantificabile basata sui costi di produzione sostenuti dal produttore. Una volta uscito dalla cantina, tuttavia, il prezzo subisce dinamiche che sfuggono al controllo dello stesso, dipendenti in gran parte dal canale di vendita di destinazione ma soprattutto da fattori quali la reputazione dell'azienda, la denominazione, l'annata e, più generalmente, la qualità.
Nel prodotto vinicolo sono infatti prepotenti i fattori immaterali di offerta, di conseguenza gli elementi prima citati assumono particolare importanza nel posizionamento del bene, specialmente alla luce del confronto da me effettuato nel quarto capitolo tra prezzi di prodotti di fascia diversa (Dolcetto d'Alba Doc e Barolo) in canali di vendita differenti.
A livello bibliografico ho utilizzato siti internet di istituti di statistica (Istat, Ismea) per il reperimento dei dati nei primi due capitoli, nonché manuali di economia delle imprese vitivinicole per l'illustrazione della caratterizzazione del settore a livello nazionale.
Per il terzo capitolo mi sono affidata alla letteratura vigente in tema di pricing con particolare riferimento ai costi di produzione, non essendovi in letteratura una trattazione specifica della tematica in relazione al settore vitivinicolo. Ho integrato l'analisi con spunti provenienti da articoli accademici o contenuti in riviste economiche estere.
Il quarto capitolo, infine, é stato interamente realizzato grazie alle informazioni raccolte presso l'azienda Fontanafredda, integrate dai dati ricavati dalla mia ricerca sul campo, nonché dalle conclusioni personali maturate in questi mesi di analisi.

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INTRODUZIONE Cos'é il vino? Il vino viene definito dalla maggior parte dei dizionari italiani, nonché dall'attuale legislazione, come “il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica totale o parziale di uve fresche, pigiate o no, o di mosti d'uve.” Il termine ha un'origine molto antica e su questa gli studiosi sembrano essere in disaccordo. Secondo l'ipotesi più diffusa questo deriverebbe dal verbo sanscrito vena, “amare”, da cui venas ossia “amabile, delizioso, piacevole”, da cui deriverebbe anche il nome latino Venus della dea Venere. Un'altra ipotesi fa risalire l'origine del lemma all'antico ebraico iin che attraverso il greco οῖνος sarebbe arrivato ai latini. In realtà, ed é questa l'ipotesi più accreditata, altri studiosi attribuiscono la derivazione del termine al dialetto eolico ϝοίνος, utilizzato sull'isola di Lesbo, il quale anteponeva il digamma ϝ al termine attico-ionico οῖνος. È infatti proprio sull'isola di Lesbo e a Samo che si ebbe la prima produzione vitivinicola della Grecia, diffusasi poi nel resto del paese. 3

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Céline Derrien Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1887 click dal 14/01/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.