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Le nuove potenzialità terapeutiche della Metformina

Il mio lavoro ha lo scopo di studiare tutti i principali campi di utilizzo del farmaco ipoglicemizzante Metformina, analizzando dettagliatamente i meccanismi di azione, dal punto di vista molecolare, con cui esso agisce. Dopo un'iniziale descrizione della farmacocinetica della Metformina, il lavoro è stato suddiviso in diverse sezioni che descrivono dapprima l'eziologia e la patogenesi di diverse affezioni legate al metabolismo glucidico e lipidico ed infine i meccanismi con cui il farmaco agisce determinando la cura e/o la prevenzione delle stesse. Sono stati descritti in dettaglio gli effetti della molecola sul diabete mellito, sul metabolismo lipidico, sul sistema cardiovascolare, nel trattamento della sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), sulla carcinogenesi e quindi sulla prevenzione di alcuni tipi di neoplasie. Infine sono stati descritti tutti i principali effetti collaterali del farmaco, analizzando anche le possibili strategie che concorrono ad evitarne l'insorgenza. Il seguente lavoro descrive dettagliatamente tutte le vie di signaling modulate dal farmaco, illustrando in che modo il suo utilizzo può risultare efficace nel trattamento delle diverse affezioni descritte nei rispettivi capitoli. La mia tesi tuttavia descrive anche i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall’utilizzo dello stesso, analizzando anche le situazioni in cui la terapia potrebbe essere meglio coadiuvata dall’associazione con altri farmaci o addirittura da una sostituzione della Metformina con altre molecole più specifiche.

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7 I n t ro d u z i o n e Storia della Metformina La Metformina è un farmaco appartenente alla classe degli antidiabetici biguanidinici, descritto per la prima volta nella letteratura scientifica nel 1922 da Emil Werner e James Bell, i quali la presentarono come un prodotto derivante dalla N-N’-Dimetilguanidina. Soltanto nel 1929, tuttavia, fu reso noto il suo effetto antiperglicemizzante, grazie agli studi di Slotta e Tschesche. I due ricercatori, infatti, somministrando il farmaco su conigli, evidenziarono una spiccata attività ipoglicemizzante, la quale era addirittura superiore rispetto ai derivati biguanidinici testati in precedenza. In quegli anni, tuttavia, la ricerca riguardante la cura del diabete e dei suoi sintomi si era focalizzata principalmente sulla diretta somministrazione di insulina, pertanto gli studi di ricerca riguardanti la Metformina furono accantonati per qualche anno. Nel 1950, un medico filippino, Eusebio Y. Garcia, utilizzò la Metformina, da egli chiamata “Fluamina”, come farmaco antinfluenzale, dal momento che egli pensava possedesse attività batteriostatiche, antivirali, antimalariche e analgesiche. Garcia evidenziò, invece, un’attività diversa da quella auspicata, ovvero rilevò, nei pazienti trattati, la riduzione della glicemia ematica a valori minimi fisiologici, senza causare, tuttavia, alcuna tossicità. Nel contempo, in Francia, nell’ospedale De La Pitié, il dietologo francese Jean Sterne studiava le proprietà antiperglicemiche della Galegina, un alcaloide isolato dalla pianta Galega Officinalis con struttura chimica simile a quella della Metformina. Solo qualche anno dopo, lavorando nel laboratorio Aron di Parigi, egli venne a conoscenza degli effetti ipoglicemizzanti riportati dagli studi di Garcia. Per questo motivo, il dietologo francese, si concentrò sull’attenta analisi di tutti i possibili effetti primari attuati dal farmaco Metformina. Sterne, pertanto, fu il primo a sperimentare l’attività ipoglicemizzante della Metformina sull’uomo, verificando la sua efficacia nel

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Pierpaolo Coringrato Contatta »

Composta da 169 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.