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L'attività delle reti d'impresa: processi tipici di gestione e misurazione. Il caso Napoli Shoes.

La recente crisi finanziaria, unita al già difficoltoso adattamento delle PMI nazionali alla precedente globalizzazione dell’economia, nonché alle caratteristiche strutturali di imprese, in massima parte di micro, piccola e media dimensione, del nostro sistema produttivo, ha contribuito al turnaround e al default di molte imprese dal mercato. Oggi, le imprese adottano questi strumenti di collaborazione per sopperire alle proprie carenze in termini di conoscenza ed esperienza e per competere in contesti sempre più competitivi; le imprese sentono il bisogno di utilizzare forme di aggregazioni sempre più snelle e flessibili che gli consentano, non solo, di sfruttare tutti i vantaggi derivanti da una collaborazione, ma anche di non rinunciare alla propria autonomia imprenditoriale. Cambia così il disegno strategico del network e si va a creare un modello realizzato “su misura” per ogni impresa che ne prende parte; la rete di impresa sembra rispondere alle nuove esigenze degli imprenditori.
L'individualismo, caratterizzante da sempre l’animo dei nostri imprenditori, sembra essere superato da una volontà di collaborazione orientata alla ricerca e all’innovazione, alla comunicazione e all’internazionalizzazione. La forma collaborativa che risponde a queste esigenze è, appunto, la rete di impresa che esiste da molti anni, ma, che è sempre stata etichettata come “forma ibrida di collaborazione” data l’assenza di una normativa di riferimento e di una struttura contrattuale volta alla tutela dei partecipanti.
Questo fino al 2009 quando l’aumento delle reti ha attirato l’attenzione del legislatore, suscitando l’esigenza di individuare un quadro normativo: nasce così il contratto di rete.
Il presente lavoro è orientato a fare luce su tale “nuova” forma aggregativa, descrivendone le caratteristiche principali, confrontando le stesse con altre forme aggregative presenti, le modalità di applicazione, gli aspetti contabili delle operazioni, nonché, ad analizzare i criteri di valutazione della performance.
Si è ritenuto opportuno articolare il presente lavoro in tre capitoli di analisi teorica ed uno di analisi empirica di dati, analizzando in quest’ultimo, Rete Napoli Shoes, la prima rete di impresa, del settore calzaturiero, italiano.
Nel primo capitolo, verranno introdotti e approfonditi i diversi tipi di aggregazioni aziendali, fino alle reti di impresa, procedendo anche ad un’analisi comparativa tra questi diversi modelli di collaborazione. Verranno illustrate le diverse tipologie di modelli reticolari e i relativi vantaggi e svantaggi. È sembrato appropriato riportare le diverse concezioni di rete di alcuni autori essendo questo, un dibattito ancora aperto.
Nel secondo capitolo verrà introdotta la normativa civilistica del contratto di rete delineando le parti fondanti su cui si basa la redazione del documento dal punto di vista giuridico. Verranno individuate e spiegate le fasi della costituzione della rete, l’oggetto del contratto, dando maggior rilievo rispetto a quest’ultimo punto, alla rete c.d. associativa. Inoltre, verrà affrontata la strategia relativa al network, articolata in step: costituzione, conoscenza e selezione del partner, redazione del programma di rete, costituzione del fondo e dell’organo comune di “gestione”.
Nel terzo capitolo verranno analizzati gli effetti contabili, sia per le singole imprese aderenti che per la rete stessa, relativi al conferimento del fondo patrimoniale; verranno evidenziate le scritture contabili relative al conferimento sia in denaro che al patrimonio destinato ad uno specifico affare. Inoltre, considerando che le imprese tendono a formare una struttura reticolare capace di creare una base solida per garantire una creazione di valore che sia duratura nel tempo, verranno analizzati diversi metodi di misurazione della performance della rete, con particolare riferimento alla Balanced Scorecard.
Nell’ultimo capitolo, infine, si analizzerà una realtà di rete frutto dell’iniziativa imprenditoriale campana. Il caso, Napoli Shoes, è risultato molto interessante, in primis per il suo programma di rete finalizzato, principalmente, all’aumento della competitività delle imprese nei mercati esteri, e quindi, volto ad un processo di internazionalizzazione. Verranno trattati i motivi della costituzione e verrà studiato il progetto di internazionalizzazione in tutte le sue componenti, compresa la produzione di un prodotto proprio di rete, di un logo e di un brand.
Il contratto di rete ha riscosso subito molto successo, dal 2010 ad oggi sono stati sottoscritti 1167 contratti che coinvolgono 5627 imprese, presenti in tutte le regione e in 102 province.

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7 Introduzione Le aggregazioni aziendali o, in maniera più specifica, le sinergie tra imprese e gli accordi di collaborazione, sono oggetto di studi economici- aziendali che nonostante non rappresentino un terreno vergine dal punto di vista degli studi, restano a tutt’oggi un fenomeno recente, che assume significati diversi e particolari rispetto al passato. Oggi, le imprese adottano questi strumenti di collaborazione per sopperire alle proprie carenze in termini di conoscenza ed esperienza e per competere in contesti sempre più competitivi. Le collaborazioni tra imprese, supportate o meno da schemi contrattuali ben precisi, hanno assunto una posizione di rilievo all’interno delle economie moderne, interessando tanto le grandi che le piccole imprese. La recente crisi finanziaria, unita al già difficoltoso adattamento delle PMI nazionali alla precedente globalizzazione dell’economia, nonché alle caratteristiche strutturali di imprese, in massima parte di micro, piccola e media dimensione, del nostro sistema produttivo, ha

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Antonietta Botta Contatta »

Composta da 237 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.