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La storia degli interventi di restauro sui dipinti mobili in Italia tra il 1908 e il 1924.

Il lavoro intrapreso, che ha come oggetto un’analisi per lo più completa dell’attività di restauro ai dipinti mobili tra gli anni 1908 e 1924, è convogliato in una ricerca volta a decifrare, scovare e analizzare documenti, - molto spesso inediti, altre volte già utilizzati da altri studiosi, - appartenenti alla Divisione I del Fondo della Direzione Generale per le Antichità e le Belle Arti, che ha come estremi, appunto, gli anni della mia ricerca.
Tale ricerca si è basata principalmente sulle posizioni (le etichette che raggruppano le diverse tipologie di documenti) inerenti i musei (perché a questa sono ascrivibili i restauri effettuati nei diversi musei italiani), le gallerie (vale lo stesso discorso dei musei), gli oggetti d’arte (a questa posizione vanno ricondotti i restauri alle tavole ed alle tele custoditi negli edifici ecclesiastici e nei palazzi municipali) ed i monumenti (in questa posizione vengono inseriti i restauri ai dipinti mobili facenti parte di un progetto volto, molto spesso, al completo restauro della struttura in cui essa viene custodita).
Oltre ad un capitolo che analizza nello specifico l'iter burocratico a cui veniva sottoposto un restauro di dipinto mobile, nelle conclusioni è presente anche la tabella completa di tutti i restauri ai dipinti mobili avvenuti in Italia nell'arco di tempo analizzato, dal quale sono deducibili le fonti archivistiche di riferimento, città di collocazione, nome del dipinto, relazione, compensi e restauratori.

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I Introduzione Il lavoro da me intrapreso, che ha come oggetto un’analisi per lo più completa dell’attività di restauro tra gli anni 1908 e 1924, è convogliato in una ricerca volta a decifrare, scovare e analizzare documenti, - molto spesso inediti, altre volte già utilizzati da altri studiosi, - appartenenti alla Divisione I del Fondo della Direzione Generale per le Antichità e le Belle Arti, che ha come estremi, appunto, gli anni della mia ricerca. In una visione generale del Fondo in questione, le Divisioni corrispondono agli archi di tempo secondo cui si è proceduto al versamento dei documenti presso l’Archivio Centrale di Stato tra il 1860 ed il 1960: alla Divisione I 1860 – 1891, inventariata dal Dottor Matteo Musacchio, segue la Divisione I 1892 – 1908 e la Divisione I 1908 – 1912, che presenta un inventario analitico consultabile presso la Sala Studio dell’ACS; e ancora la Divisione I 1908 – 1924, la Divisione II 1925 – 1928, la Divisione II 1929 – 1933, la Divisione II 1934 – 1940, la Divisione II 1940 – 1945, la Divisione II 1945 – 1955, la Divisione II 1952 – 1960. Delle seguenti, per comprendere la metodica analitica dei versamenti, è possibile ovviamente disquisire solo sulla prima Divisione, quella inventariata dal Dottor Musacchio. L’inventario contiene la documentazione prodotta dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti dal 1860 al 1891, comunemente conosciuto come "Primo versamento" , la cui consistenza è di buste 642 e reggo 178. 1 Nonostante probabilmente sarebbe risultato più auspicabile come data di chiusura del primo versamento il 1902, anno in cui si riuscì ad ottenere la prima vera e propria legge di tutela, 2 si è preferita la data del 1891, sia perché coincidente con lo 1 Dopo l'unificazione del Regno fu approvata la nuova pianta organica del Ministero della pubblica istruzione con r.d. Il ago 1861 , n . 202. Dalla divisione I, competente in materia di personale amministrativo e insegnante, dipendevano anche le accademie di belle arti, i musei, gli scavi, i conservatori di musica, le accademie scientifiche e letterarie, i congressi scientifici le esposizioni, le biblioteche, gli archivi, le deputazioni di storia patria, i teatri e gli affari generali. Dal 1863 al 1874 alla Divisione I subentrò la Divisione II che divenne Provveditorato artistico nel 1876. Nel 1875 era stata istituita la Direzione generale degli scavi e musei di antichità con funzioni distinte da quelle del Provveditorato artistico. Nel 1880 la Direzione generale degli scavi e musei di antichità si trasformò in Direzione generale delle antichità e belle arti che assorbì anche le funzioni del Provveditorato M. MUSACCHIO, L’archivio della Direzione Generale delle antichità e belle arti, Ministero per BBCCAAAA, Roma 1994, pag. 9. 2 La legge n. 185/1902, denominata “Legge Nasi”, dal nome del Ministro della Pubblica Istruzione in carica al momento dell’approvazione, fu la prima soluzione concreta alla tutela dei beni siti in Italia.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Antonio Dario Fiorini Contatta »

Composta da 335 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.