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Ruolo del sistema endocannabinoide nel controllo del metabolismo energetico

Gli endocannabinoidi e i loro recettori aumentano l’assunzione di cibo e riducono la spesa energetica agendo in particolare sull’ipotalamo e sui sistemi di ricompensa cerebrale. L’obiettivo del lavoro è analizzare come il sistema endocannabinoide regola l’attività di tali regioni in condizioni normali e patologiche. Il focus è diretto anche sulla correlazione tra alterazioni del sistema endocannabinoide e malattie quali obesità e disturbi del comportamento alimentare. Si fornisce una panoramica sui trattamenti farmacologici in grado di variare il tono degli endocannabinoidi, si indagano i loro frequenti effetti collaterali di natura psichiatrica e si esaminano possibili terapie alternative che modulino il sistema endocannabinoide allo scopo di contrastare i disturbi alimentari.

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1 Introduzione L’obesità è una delle patologie tipiche delle società industrializzate e la sua crescita esponenziale negli ultimi trent’anni sta determinando un allarme sociale in aumento (Pagotto et al., 2006). L’obesità è strettamente associata anche ad altri disturbi quali diabete mellito di tipo 2, disfunzioni cardiocircolatorie, ictus, sindrome da apnea notturna, alcuni tipi di tumore. Spesso gli individui obesi sviluppano anche disturbi dell’umore, soprattutto depressione, che peggiorano o addirittura annullano le loro interazioni sociali, già danneggiate dalla crescente stigmatizzazione dell’obesità tipica del mondo occidentale (Scherma et al., 2012). Nonostante i cambiamenti nello stile di vita nutrizionale e l’incremento di attività fisica restino i principali interventi per combattere l’obesità, l’aumento dei pazienti obesi dimostra che tali provvedimenti non sono più sufficienti per arginare la patologia. Si è iniziata, così, a manifestare la necessità di un approccio farmacologico. Il sistema endocannabinoide rappresenta uno dei nuovi target farmacologici per contrastare i disturbi alimentari (Pagotto et al., 2006). Questo sistema è costituito da tre tipi di molecole: gli endocannabinoidi (anandamide e 2- AG), una dozzina di enzimi che regolano i meccanismi di sintesi, trasporto e degradazione, e i loro recettori (CB1 e CB2). Gli endocannabinoidi (ECB) agiscono sia nel sistema nervoso centrale che nei tessuti ed organi periferici, modulando il controllo del metabolismo energetico (Bellocchio et el., 2008). Sembra che gli ECB aumentino il senso di fame e riducano il consumo energetico. A livello cerebrale agiscono sia con controlli omeostatici che con controlli non omeostatici. Interessano quindi sia i circuiti neuronali responsabili dell’omeostasi energetica in termini di rapporto tra quantità di cibo assunta e spesa energetica, sia i circuiti neuronali che permettono di attribuire un valore edonistico al cibo. Per cui l’organismo è spinto alla ricerca e all’assunzione di cibo sia per far fronte ad un calo delle risorse energetiche, quindi per richiesta metabolica, sia perché motivato ad assumere cibi altamente calorici e abbondanti a causa della sensazione piacevole e gratificante che ne consegue (Richard et al., 2009). La regione maggiormente coinvolta nella regolazione omeostatica del bilancio energetico è l’ipotalamo. Gli endocannabinoidi agiscono nel nucleo arcuato che è la prima stazione di raccolta ed integrazione delle informazioni, in cui sono presenti due popolazioni di neuroni: POMC/CART (centro anoressizzante) e AgRP/NPY (centro oressizzante). Riferendosi al modello Dual Center di Stellar (1954), ancora in parte considerato valido, esisterebbero due centri distinti. Il centro della sazietà è costituito dal nucleo ventromediale e dal nucleo

Laurea liv.I

Facoltà: Facoltà di Psicologia - Università di Bologna

Autore: Serena Pierantoni Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

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