Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Regenta nello specchio della critica: due generazioni di lettori (XIX-XX sec.)

L'obiettivo iniziale del mio elaborato è quello di analizzare la critica a La Regenta di Clarín concentrandomi sulle recensioni dalla pubblicazione, verso la fine dell'Ottocento, fino ai giorni nostri e includendo alcune pagine significative. Durante la mia ricerca delle fonti e di possibili spunti letterari, ho avuto modo di approfondire aspetti utili alla mia analisi come il rapporto tra l'autore ed Emilia Pardo Bazán, il Naturalismo e la sua differente concezione in Spagna e in Europa e infine l'influenza di quest'opera oggi. L'obiettivo finale è stato quindi quello di ampliare la mia ricerca collegando i differenti aspetti e toccando tasti che non avrei immaginato inizialmente, tracciando un quadro che unisce punti distanti tra loro.

Mostra/Nascondi contenuto.
LA CRITICA SPAGNOLA PEREDA E GALDÓS LETTORI DE “LA REGENTA” La scrittura della prima opera narrativa di Clarín avvenne totalmente in segreto. Fino al maggio del 1884, quando Clarín portò il primo tomo de La Regenta al suo editore, non vi fu alcuna allusione all'opera e da lì la notizia si diffuse subito. Don José de Pereda fu probabilmente il primo ad avvertire l'autore sulla dura accoglienza che il suo libro avrebbe ricevuto, soprattutto i colleghi da Clarín screditati erano molto curiosi di leggere il libro del critico. Ecco un frammento di una lettera di J. Pereda del 12 marzo 1884 a Clarín No necesito decirle cuánto deseo que ese libro se publique. Muchas gentes lo desearán también y una buena parte de ellas con la candorosa esperanza de vengar en las flaquezas de la obra las ronchas de las palizas del autor. 1 Le pressioni intorno a lui portarono Clarín a confessare all'amico Galdós, all'inizio dell'estate di quell'anno, le sue paure riguardanti l'elaborazione de La Regenta e il suo futuro da critico letterario; un'elaborazione frutto della totale spontaneità della scrittura dell'autore, una scrittura rapida ed improvvisata, una caratteristiche che fu anche un difetto dell'opera a causa della sua lunghezza. Amici e critici ebbero qualcosa da obiettare di fronte agli effettivi due tomi, il primo eccessivamente lungo per essere solo espositivo e non interessante quanto il secondo. Nuovamente Pereda in una lettera del 23 giugno 1884 scrisse a Clarín “..Lo que ignoraba y al saberlo ahora por V. no me gusta, es que se publique en dos tomos”. 2 Inoltre i timori di Clarín erano particolarmente legati alla presenza di reali personaggi di Oviedo, la sua città natale, tra i personaggi di Vetusta, il che poteva pregiudicare l'accoglienza della sua opera prima. 3 Nel gennaio del 1883 si ebbero le prime notizie de La Regenta all'interno di due quotidiani barcellonesi, La Avanguardia e La Dinastía, mentre in generale i quotidiani della città non conservavano abbastanza spazi per articoli di opinione ed erano per la maggior parte conservatori; solo un quotidiano liberale, El Barcelonés, espresse 1 Fragmento de una carta de J. Pereda a L. Clarín, publicada por D. G. Fierros, “En el 150 aniversario del nacimiento de Pereda”, in La Voz de Asturias, VIII, 20-27, 1983 e IX, 4-11-18, 1983. 2 Ivi 3 Antonio Vilanova, La Nueva Lectura de “La Regenta” de Clarín, Anagrama Colección Argumentos .6

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Ganna Contatta »

Composta da 58 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1387 click dal 14/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.