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La relazione tra Stati Uniti e Israele nel dopo Guerra Fredda: pressioni interne e interessi strategici

La tesi verte su un'analisi attenta e dettagliata del supporto che gli Stati Uniti d'America hanno continuato a garantire allo Stato di Israele nel periodo successivo alla fine della guerra fredda fino ai giorni nostri. Vengono descritti, ricorrendo a dati specifici, i tre principali settori di sostegno, economico, militare e diplomatico, e spiegate le motivazioni che sottostanno a tale appoggio, includendo sia i fattori interni, come l'influenza dell'elettorato ebraico, che quelli esterni, dal valore strategico dell'area mediorientale alla lotta al terrorismo.

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1 1. INTRODUZIONE “Vi siamo piø che grati.” In questo modo si espresse il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin nei confronti dello “splendido popolo americano” di fronte alla sessione congiunta del Congresso, il 26 luglio del 1994. 1 Questa gratitudine, che si cela nei discorsi di molti altri politici israeliani, è un sentimento diffuso nello Stato di Israele. Il sostegno economico e gli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti nel corso degli ultimi quarant’anni hanno fatto di Israele una potenza industriale e un paese praticamente invincibile dal punto di vista militare se paragonato allo sviluppo dei suoi vicini arabi. Chiedersi cosa significa ancora oggi l’alleanza tra Stati Uniti e Israele scaturisce dalla necessità di spiegare le ragioni che hanno spinto le amministrazioni americane, successivamente alla Guerra Fredda, a perseverare in un sostegno quasi incondizionato verso lo Stato ebraico. A tal proposito ci sono state diverse opinioni che, pur partendo da periodi antecedenti, giustificano l’esistenza di questa alleanza ancora oggi. Durante la Guerra Fredda, e soprattutto a cominciare dai primi anni Settanta, Israele assunse per la superpotenza americana un valore strategico nei confronti del suo avversario sovietico. Condividendo interessi e valori comuni era piuttosto facile spiegare le ragioni dell’alleanza che legava i due paesi in un periodo in cui l’Unione Sovietica stava estendendo la propria influenza nel mondo arabo. Israele veniva ad assumere, nella strategia americana, il ruolo di “punta di diamante” dell’Occidente in mezzo ad un mare di paesi con caratteristiche pressochØ estranee al mondo occidentale, e che per varie ragioni apparivano sempre piø legati al blocco comunista. La guerra dei Sei giorni del 1967 e quella del Kippur del 1973, durante le quali Israele sconfisse militarmente l’Egitto e la Siria, infliggendo una 1 Mearsheimer J.J., Walt S.M. (2007), La Israel Lobby e la politica estera americana, Milano, Mondadori, p. 35.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Valentina Muscente Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 898 click dal 14/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.