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Krapp's last tape. Uno studio al femminile

L’idea di affrontare la drammaturgia di Samuel Beckett, ponendo un focus sul testo L'ultimo nastro di Krapp, nasce dal desiderio di indagare una scrittura per la scena che racchiude in sé l'impeto innovativo beckettiano, tanto influente per il teatro del Novecento e contemporaneo, nella sua versione più autobiografica. Pochissimi hanno saputo evolvere con la stessa discrezione e tenacia il mezzo espressivo teatrale rendendolo un organismo vivo. Si è contestualmente esplorato il teatro dell’assurdo contestualizzandolo nel periodo storico e sociale in cui si è sviluppato e indagato sulla vita privata di Beckett per meglio comprendere quei fenomeni appartenuti al suo vissuto che hanno condotto all'evolvere della sua personalità e del suo operato letterario e drammaturgico. Si è scelto infine come testo L'ultimo nastro di Krapp per l'originalità insita in questa drammaturgia nei confronti delle altre scritture beckettiane, in quel suo essere evidentemente innovativa perché "non rappresentativa in senso cronologico" seppur includente del tema del "tempo". In questo senso L'ultimo nastro di Krapp si presenta come un testo particolarmente stimolante e unico all'interno del complesso lavoro drammaturgico di Samuel Beckett. luce il lavoro beckettiano sulla base della consapevolezza delle differenze esistenti tra teatro e spettacolo . Il suo studio, estremamente originale, su L’ultimo nastro di Krapp, mi ha dato l’incipt per una inedita e personalissima rivisitazione al femminile del personaggio di Krapp. Se analizziamo l’immagine di Beckett, come quella di un intellettuale capace di mettere costantemente in discussione i propri stessi risultati, ed esperto come pochi nell’adeguare la propria esistenza all’intima eticità dei processi creativi, la rielaborazione del personaggio al femminile, tende a dimostrare che i personaggi portati in scena da Beckett non devono sembrarci ingabbiati nella loro sessualità. Ovvero, l’aver scritto in "genere" maschile non rappresenta il limite invalicabile dell’essenza scenica del personaggio, quanto, piuttosto, una indicazione, la trama su cui ogni essere umano può tessere le sue emozioni, le sue esaltazioni, le sue miserie, indifferentemente dal suo sesso.
Proprio a seguito di un intenso e interessante confronto con Morganti e con il suo lavoro sperimentale, ho inteso tentare una libera interpretazione del testo beckettiano declinandolo per l'appunto al "femminile", nella speranza che tale interpretazione possa evolvere una riflessione ancora nuova sull'opera di Beckett.

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Laurea liv.I

Facoltà: Scenografia

Autore: Ambra Dinoia Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 910 click dal 17/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.