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Camminare, passeggiare, perdersi. Tre modalità di fruizione estetica per esplorare lo spazio.

Questa tesi nasce dai miei viaggi, dai libri letti, dai racconti ascoltati, dalle persone incontrate lungo la strada durante passeggiate in città, dalla riscoperta di un gesto semplice ed elementare: il camminare.Camminare è, forse, l'atto volontario più vicino ai ritmi involontari del corpo, come il respiro o il battito del cuore. Si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustare il tempo che passa, per scoprire luoghi e volti sconosciuti o anche semplicemente per rispondere all'invito della strada. É una fatica che produce nient'altro che pensieri e stabilisce un equilibrio tra il fare e l’essere. Come sottolineano paleontologi e antropologi, camminare eretti è il primo segno distintivo della specie umana. Forse però, oggi, la maggior parte dei nostri contemporanei, lo dimentica, pensando di discendere direttamente dall’automobile. Quella umana è, infatti, una condizione immobile. I piedi servono più che altro per spingere l’acceleratore in macchina e non per camminare. Perciò il mio lavoro vuole essere un invito a riappropriarsi dello spazio pubblico, attraverso un’azione tutt’altro che semplice: camminare.

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5 Introduzione Questa tesi nasce dai miei viaggi, dai libri letti, dai racconti ascoltati, dalle persone incontrate lungo la strada durante passeggiate in città, dalla riscoperta di un gesto semplice ed elementare: il camminare. Camminare è, forse, l'atto volontario più vicino ai ritmi involontari del corpo, come il respiro o il battito del cuore. Si cammina per nessun motivo, per il piacere di gustare il tempo che passa, per scoprire luoghi e volti sconosciuti o anche semplicemente per rispondere all'invito della strada. É una fatica che produce nient'altro che pensieri e stabilisce un equilibrio tra il fare e l’essere. Come sottolineano paleontologi e antropologi, camminare eretti è il primo segno distintivo della specie umana. Forse però, oggi, la maggior parte dei nostri contemporanei, lo dimentica, pensando di discendere direttamente dall’automobile. Quella umana è, infatti, una condizione immobile. I piedi servono più che altro per spingere l’acceleratore in macchina e non per camminare. Perciò il mio lavoro vuole essere un invito a riappropriarsi dello spazio pubblico, attraverso un’azione tutt’altro che semplice: camminare. Per dimostrare come questa azione sia insita nell’uomo e come, nel tempo, si sia arricchita di valenze diverse e complesse, nel primo capitolo, si ripercorreranno le tappe di quella che è stata la trasformazione culturale del camminare. Da gesto naturale usato dagli uomini per reperire cibo e informazioni, il camminare è diventato la prima azione estetica attraverso cui l’uomo ha trasformato il paesaggio. Alla fine del XVI secolo ha assunto

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alida Fragale Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2499 click dal 21/01/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.