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L'orientamento alla qualità nella Supply Chain Agroalimentare: il caso della cooperativa ''Nuovo Cilento''

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Sacco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giuseppe Perrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

Al giorno d'oggi la sopravvivenza delle imprese, in un quadro economico generale caratterizzato da una crescente complessità si va facendo sempre più ardua; la crisi economica contingente ha ridotto negli anni sempre di più il margine di competitività detenuto dalle imprese appartenenti ad ogni tipologia di settore, portando molte di queste a limitare il proprio raggio d'azione se non addirittura a scomparire dal mercato. Per poter quindi gestire un'azienda, in una congiuntura economica segnata ormai pesantemente da una recessione iniziata nella metà del 2011, che in Italia ormai perdura da ben sette trimestri, è necessario orientarsi verso oculate politiche di gestione, che permettano di ridurre e se possibile eliminare ogni tipologia di "spreco", con la finalità di rendere quanto più ampio possibile il seppur piccolo utile di gestione per poter garantire quantomeno la sopravvivenza delle imprese, cercando di proiettarsi in un futuro caratterizzato da migliori condizioni economiche globali.
Il Supply Chain Management rappresenta lo strumento operativo utilizzato sempre più soventemente da imprese appartenenti ad ogni fattispecie settoriale per ottenere un miglioramento continuo delle performance aziendali, tramite una attenta gestione delle scorte lungo tutta la catena di distribuzione ed un orientamento all'integrazione sempre crescente di tutte le attività e di tutto il personale coinvolto nel processo di produzione e/o erogazione di beni e servizi.
Per poter ottenere tali risultati, la supply chain (catena di distribuzione/fortitura) deve eccellere in una serie di dimensioni tra le quali, quella che riesce a creare un vantaggio competitivo maggiore e che permette di poter differenziare i propri prodotti in maniera più netta rispetto ai propri competitors è la qualità, intesa sia come qualità di processo che di prodotto. Questa, deve pervadere ogni aspetto della catena di fornitura poiché, un errore in una singola fase può ripercuotersi negativamente sulle restanti, compromettendo così la qualità totale riassunta nell'output finale della filiera.
Tali concetti e strumenti, inizialmente considerati ed implementati unicamente da aziende di medio-grande dimensione, con il passare del tempo si sono fatti strada anche in realtà aziendali di dimensioni più esigue; oggigiorno infatti, anche le piccole imprese hanno orientato la propria gestione nella suddetta direzione, perseguendo, in particolar modo quelle appartenenti al comparto agroalimentare, per la particolare tipologia di prodotti offerti, il raggiungimento di livelli qualitativi sempre crescenti. La cooperativa "Nuovo Cilento" qui in esame, rappresenta un'eccellenza nel settore produttivo oleario nazionale e grazie ad un'attenta osservanza delle metodologie e delle norme poste in essere nel corso degli anni, riesce a risentire in maniera ridotta delle difficoltà sistemiche perseguendo appunto l'eccellenza qualitativa, sia nella gestione dei singoli processi aziendali interni, che nella realizzazione di prodotti qualitativamente superiori tesi a generare la piena soddisfazione dei consumatori finali.
Nel presente lavoro si è voluto innanzitutto esplicare quali siano state le motivazioni e le correnti di pensiero che hanno portato ad un evoluzione concettuale della "logistica tradizione" trasformandola in "Supply Chain Management"; successivamente ci si è addentrati maggiormente nella problematica attinente all'integrazione delle attività all'interno della catena di fornitura finalizzate a generare un'ottimizzazione della gestione aziendale globalmente intesa.
Nel prosieguo della trattazione si è fatta luce sui benefici che è possibile conseguire nella gestione aziendale, orientando la stessa verso un approccio tendente alla qualità; qualità intesa non unicamente come rispetto da parte dell'output finale delle caratteristiche desiderate dai consumatori, ma anche come qualità dei singoli processi interni all'azienda che di conseguenza diventano verificabili anche a valle della filiera stessa. Infine, è stato analizzato il caso della cooperativa agroalimentare a responsabilità limitata "Nuovo Cilento" che, appartenendo ad un settore che per definizione e struttura deve mantenere vivo un approccio tendente all'eccellenza, applica in pieno e con risultati proficui tutte le prassi e le metodologie che nel tempo sono state proposte per garantire tale risultato.
Giunti al termine dell'analisi è possibile evidenziare come l'orientamento alla qualità nella gestione aziendale possa garantire dei risultati soddisfacenti, anche in un periodo di recessione come quello contingente, in particolar modo per le imprese operanti in settori come quello agroalimentare, che nonostante solitamente non risentano dei periodi di contrazione tipici e ciclici dell'economia, negli ultimi anni ha iniziato a manifestare segni di cedimento causati dal grave disagio economico che si è venuto a creare a causa della perdurata oltre le aspettative iniziali del periodo recessivo.

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5 Introduzione Al giorno d’oggi la sopravvivenza delle imprese, in un quadro economico generale caratterizzato da una crescente complessità si va facendo sempre più ardua; la crisi economica contingente ha ridotto negli anni sempre di più il margine di competitività detenuto dalle imprese appartenenti ad ogni tipologia di settore, portando molte di queste a limitare il proprio raggio d’azione se non addirittura a scomparire dal mercato. Per poter quindi gestire un’azienda, in una congiuntura economica segnata ormai pesantemente da una recessione iniziata nella metà del 2011, che in Italia ormai perdura da ben sette trimestri, è necessario orientarsi verso oculate politiche di gestione, che permettano di ridurre e se possibile eliminare ogni tipologia di “spreco”, con la finalità di rendere quanto più ampio possibile il seppur piccolo utile di gestione per poter garantire quantomeno la sopravvivenza delle imprese, cercando di proiettarsi in un futuro caratterizzato da migliori condizioni economiche globali. Il Supply Chain Management rappresenta lo strumento operativo utilizzato sempre più soventemente da imprese appartenenti ad ogni fattispecie settoriale per ottenere un miglioramento continuo delle performance aziendali, tramite una attenta gestione delle scorte lungo tutta la catena di distribuzione ed un orientamento all’integrazione sempre crescente di tutte le attività e di tutto il personale coinvolto nel processo di produzione e/o erogazione di beni e servizi. Per poter ottenere tali risultati, la supply chain (catena di distribuzione/fortitura) deve eccellere in una serie di dimensioni tra le quali, quella che riesce a creare un vantaggio competitivo maggiore e che permette di poter differenziare i propri prodotti in maniera più netta rispetto ai propri competitors è la qualità, intesa sia come qualità di processo che

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Parole chiave

logistica
supply chain
prodotto
processi produttiv
agroalimentari

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