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Memoria ed emozioni: Le Flashbulb memories

Nel 1895, Oscar Wilde, diceva che "la memoria è il diario che ognuno di noi porta con sé"; senza memoria non sapremmo chi siamo, e, di fatto, non esisteremmo. È la memoria che ci dice da dove veniamo, chi abbiamo conosciuto, cosa abbiamo vissuto, cos'è che ci ha fatto male e cosa ci ha reso migliori. La memoria rappresenta, dunque, per l'uomo il senso della propria identità, in quanto attività mentale che più di altre conferisce "significato" all'esistenza. La valenza personale che ognuno attribuisce agli eventi della propria vita e le conoscenze acquisite, influenzano la memoria e di conseguenza il modo di percepire la realtà; se il passato non sopravvivesse e non influenzasse gli eventi attuali, non esisterebbe una vita psichica (Marsala, 2005). La nostra vita è costellata da un immenso numero di singoli episodi, ognuno dei quali è caratterizzato da specifici ricordi e determinate emozioni. Leggiamo il giornale del mattino, passeggiamo nel parco, parliamo con un amico e quell'esperienza in qualche modo ci cambia, in maniera transitoria o definitiva (Schacter, 2007).I nostri ricordi, parafrasando Schacter, possono considerarsi, allo stesso tempo, "sia fragili che potenti": Alcuni possono svanire in un attimo perché hanno poche occasioni di affiorare. Altri, quelli che sopravvivono, sono di una potenza straordinaria: Dopo un letargo protrattosi a lungo nel tempo, il manifestarsi improvviso, grazie a certi sapori o certi odori, di esperienze che sembravano perdute, è un evento sbalorditivo (Proust, 1987). Esistono degli strumenti esterni con cui l'essere umano cerca di preservare il passato e trasmettere i propri ricordi personali; foto, ritratti ed altri cimeli di famiglia, che possono però deteriorarsi, svanire e persino cambiare col tempo, pur continuando incessantemente ad emanare un'irresistibile aura emotiva. Come tali oggetti, il fragile potere della memoria, ci dà il senso generale di chi siamo e di dove siamo stati, pur tacendo molti episodi specifici che hanno contribuito a formarci. Possiamo essere profondamente commossi da un'esperienza che non ricordiamo con accuratezza, o da ricordi illusori di eventi soltanto temuti o immaginati. I nostri pensieri e le nostre azioni, sono a volte influenzati implicitamente da avvenimenti che non ricordiamo affatto. E molti degli episodi specifici della nostra vita sono svaniti dalla nostra memoria, per sempre. Nonostante questa fragilità, i nostri sistemi mnestici, però, sono dotati anche di uno straordinario potere: Riescono a preservare egregiamente i contorni generali del nostro passato e a registrare correttamente tante esperienze importanti che ci sono accadute. Si può, dunque, demolire un'altra leggenda: I ricordi non sono la registrazione passiva o letterale della realtà. Non sono nemmeno da considerarsi semplici fotografie riposte nell'album della nostra mente. Ormai è chiaro che le istantanee delle nostre esperienze passate sono legate al significato, al giudizio, al senso e alle emozioni che quelle esperienze ci hanno offerto. "I ricordi sono altresì, prodotti di ciò che rievochiamo del passato, crediamo del presente ed immaginiamo del futuro".

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6 CAPITOLO 1 LO STUDIO DELLA MEMORIA AUTOBIOGRAFICA “Le nostre menti conservano i resti di lontane esperienze che creano un legame speciale col passato. Luoghi che non esistono più e persone che sono scomparse dalla nostra vita continuano a sopravvivere nei nostri ricordi, a volte come apparizioni spettrali che stentiamo a decifrare, a volte come ritratti cristallini ancora palpitanti d’immediatezza”. Schacter (2007, p.3) 1.1 Ricordare: Un viaggio mentale nel tempo Filosofi, scrittori e scienziati, da tempo, cercano di penetrare i misteri della memoria, tentando di risolvere affascinanti interrogativi sul nostro modo di ricordare il passato. Lo psicologo americano, Endel Tulving, (2002) ha sostenuto che ricordare significa viaggiare nel tempo, pur nella consapevolezza che si tratti esclusivamente di un viaggio mentale e non della realtà, che rende l’essere umano capace di rievocare episodi del passato (ri- vivere), ma anche prevedere, pianificare e dare forma a qualsiasi evento futuro specifico (pre-vivere eventi) (Suddendorf & Corballis, 2007). L’idea del ricordo come <<viaggio mentale nel tempo>> mette in luce un elemento estremamente importante: Ciò che comunemente chiamiamo ricordo è il

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Vittoria Cullia Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6541 click dal 28/01/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.