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Isotropia: sono isotropi i corpi amorfi

Gli approfondimenti e le analisi sviluppati in questa dissertazione accompagnano la genesi dell'opera Amorphe: la ricerca, incentrata sulla storia del cinema e sulle filosofie che dalla nascita ne hanno progressivamente affiancato l'evoluzione, si pone dunque l'obiettivo di sostenere la complementare fase progettuale con una base di natura teorica.

L'analisi svolta in questa dissertazione è destinata all'investigazione dei possibili processi di messa in scena di una realtà priva di esistenza visuale.
Passando in rassegna le filosofie, gli strumenti e i consequenziali metodi d'indagine che permisero all'essere umano di sondare le possibilità di questa rappresentazione.
Più precisamente, per restringere considerevolmente il campo d'indagine, la ricerca si focalizzerà attorno agli strumenti fotografici e pre-cinematografici, concedendo particolare attenzione agli studi eseguiti da Francis Galton e Alphonse Bertillon, Etienne J. Marey e Eadweard J. Muybridge, nel corso dell'Ottocento.
La suddetta selezione verte attorno alla pretesa intrinseca nel mezzo fotografico prima, cinematografico poi, di riproduzione fedele della realtà concreta e dunque, alla paradossalità scaturita dalla volontà di un loro utilizzo indirizzato verso la raffigurazione dell'astratto.
L'intangibile, oggetto dell'aspirazione, assume a seconda delle circostanze connotazioni differenti; l'indagine, seppur mutevole conformemente alle variabili interpretative del "fine", è collettivamente intesa in quanto antropocentrica: le ricerche formulate mirano universalmente all'analisi di questioni inerenti all'essere umano.

I rapidi progressi nelle tecnologie raggiungono peraltro quei campi della cultura radicati nel desiderio umano, inerenti alle credenze occulte, ben distanti dal razionalismo positivista, come ad esempio la così detta fantasmagoria, tesa a dar visibilità tangibile all'immaginario mediante espedienti d'illusione ottica.
La dilagante frenesia inquisitrice scaturì studi affini a quelli condotti da Etienne Gaspard Robert nel campo della fantasmagoria, conducendo medici referenziati verso la realizzazione degli optogrammi e delle impressioni su lastra emulsionata dell'aura emotiva.
La macchina umana si rivela nella sua realtà integrale, fisica e spirituale: la fotografia accompagnata da un fervore progressista sembra fornire all'uomo gli strumenti necessari per concludere indagini ontologiche finora incompiute.

L'etnografia coeva e la psicoanalisi intensifica le analisi e le ricerche sull'essere umano, sul tipo, sull'altro e sul diverso, che in tutto il corso del Novecento si protraggono nelle arti e nelle scienze sociali mediante studi condotti parallelamente sul piano del corpo fisico e dell'identità, stratificate e convogliate poi tramite i processi di reificazione dell'arte concettuale da una parte e dalla matericità della body art dall'altra, nelle indagini estreme del postmodernismo sul corpo e sull'identità post-umane.
Se infatti da una parte la fotografia partecipa al progetto "di riscatto della corporeità" e "dell'esserci" attuato dalla Body Art, il prolungamento o la duplicazione di questi, estende la fisicità a un'astrazione che ne afferma la concettualità virtuale: il corpo immanente sembra rarefarsi, si disgrega forse sotto il peso di un così prolungato protagonismo, bensì non attraverso la sintesi ma tramite la trasfigurazione, costante richiamo all'altro-ve.

Il pre-cinema e il cinema si propongono come evoluzione e come ulteriore strumenti finalizzati alle ricerche sull'uomo.

Come accennato, l'indagine sulle modalità e dunque sugli espedienti tecnico-meccanici che condussero scienziati e artisti verso la ricerca dell'invisibile, costituisce una parte fondamentale della ricerca, in quanto sostegno concreto dell'esperimento di uno zootropio umano, vivente (l'opera Amorphe): processo che inverte la mobilità e la fissità rispettive di soggetto osservante e oggetto osservato, delegando allo strumento ottico, in questo caso una videocamera, non solo il ruolo - intrinseco in esso - dello sguardo ma anche l'incarico vicario immaginifico della mente.

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2 L’Isotropia è qui intesa in senso metaforico e richiama uno dei più interessanti capitoli del volume L’Informe di Rosalind Krauss e Yve-Alain Bois, intitolato appunto Isotropia. Rosalind Krauss, prendendo in considerazione indagini precedentemente condotte da Sigmund Freud e da Jean-François Lyotard, analizza i processi di spazializzazione del linguaggio e successivamente delle idee e dell’inconscio per arrivare alla dimostrazione del sincronismo dialettico sul quale esse si fondano. L’intelligibilità è difatti tipica del piano simbolico-delocutorio e in ciò che Lyotard definisce “matrice” giace la contraddizione, ossia il fattore che rende possibile la presenza simultanea di due o più situazioni logicamente incompatibili. Nella matrice tuttavia non giace l’annullamento della differenza ma al contrario l’ibridazione - informe - , l’oscillazione capace di garantire le rispettive identità di ogni forma presente. Questa stessa proprietà è condivisa dal tempo interiore o dalla coscienza temporale, la quale garantisce la compresenza di più flussi temporali (passato, presente e futuro). Nel corso della dissertazione verranno affrontati svariati esperimenti dapprima scientifici e poi artistici condotti al fine di rendere visibili fotograficamente o cinematograficamente dei dati umanamente impercettibili. Si potrà notare come, alla base di tutte le ricerche analizzate, vi sia un comune richiamo all’”isotropia”, talvolta spaziale, talvolta temporale o entrambi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Arti Multimediali del Cinema e del Video

Autore: Giulia Palomba Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 274 click dal 31/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.