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Fuori dalla società - Il teatro esistenziale di Antonello Panero

Il malato e il suo opposto: negando il contatto al micro-cosmo del palcoscenico, il malato appare lontano dall'altro personaggio, al punto da risultare diverso anche a chi con lui condivide il palco. Il vero opposto del malato è anche l'altro motore della drammaturgia, e va riconosciuto in chi rimane fuori da quel micro-cosmo, lo spettatore che siede in platea.
Uno spettatore dovrà ammettere di aver compreso le opinioni di un malato rimasto fuori dalla società, le avrà comprese per merito della sapiente trasposizione in teatro di un fatto di vita operata da Antonello Panero, malato di sclerosi multipla nella vita quotidiana che inserisce nel suo modo di "fare teatro" la prospettiva che gli appartiene, elargendola al pubblico.

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Presentazione Conobbi Antonello Panero in circostanze quotidiane; come probabilmente avrebbe fatto qualunque altro sconosciuto che si presenti nella propria condizione di escluso o emarginato (o comunque facente parte di una minoranza), Antonello mi ha presto informato della sua malattia, spiegando di camminare con il bastone a causa della sclerosi multipla. La sua attività attoriale pluridecennale fu da subito motivo di grande interesse per me, in quanto occasione di scambio e confronto con un “addetto ai lavori” nell'ambito teatrale. Meno entusiasmante fu, dapprima, apprendere del suo adattamento teatrale del romanzo di Stoker, a causa del grande successo mediatico dell'antieroe Dracula. Forse proprio a causa di questo non mi fui mai avvicinato all'opera letteraria del vampiro più famoso e famigerato della storia, presupponendo (a torto) si trattasse di un racconto fondato su nient'altro che la consueta e ormai banale suggestione dell'orrendo sul lettore. Avrei dovuto ricredermi: a prescindere dall'eccellenza formale di un romanzo come Dracula di Bram Stoker, culminando nella grande quantità di opere quasi omonime che ne fanno eco, spesso mediocri, il romanzo ha avuto di che stupirmi, nonostante ne conoscessi già gli sviluppi a grandi linee. Leggere una storia nota conoscendone gli esiti è come parlare di malattia senza averne esperienza diretta, ma già conoscendone le implicazioni. Approcciarmi al teatro di Panero mi avrebbe portato a conoscere la realtà di chi vive nell'emancipazione forzata, le cui sensazioni e i cui pensieri traspaiono dalla produzione artistica; il teatro si compone di archetipi umani, modelli di vita che spesso possono apparirci sconosciuti se non addirittura improbabili: sul palco, tuttavia, ogni storia appare normale, pur nella sua anormalità, poiché il retroscena di ognuna di queste è la vita. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valerio Rupo Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 136 click dal 31/01/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.