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La tecnica dei traccianti per l'individuazione del trasporto sedimentario nell'ingegneria idraulica costiera

La tecnica dei traccianti, o “tracers” ovvero particelle di sedimento naturale o artificiale che possono essere facilmente identificabili all’interno di una grande quantità di sedimenti naturali, è un metodo pratico per la valutazione delle vie di trasporto dei sedimenti, dal silt ai ciottoli, in quasi tutti gli ambienti acquatici. E’ una tecnica che ci consente di studiare e calcolare quantitativamente il materiale sedimentario trasportato lungo la costa e sul fondo marino e presenta una capacità di misurazione che poche altre tecnologie contemporanee forniscono. Si caratterizza per i metodi artificiali utilizzati che rendono identificabili i sedimenti tra quelli naturali: colorazione tramite vernice fluorescente e irradiazione sono i principali.
La tecnica dei traccianti si pone come obiettivo principale quello di poter studiare il trasporto sedimentario impiegando dei sedimenti resi identificabili che abbiano le stesse o per lo più simili caratteristiche granulometriche e proprietà idrauliche dei sedimenti naturali.

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Università degli studi di Ferrara Facoltà di Ingegneria Lorenzo Santolo | 1 1 Introduzione La tecnica dei traccianti, o “tracers” ovvero particelle di sedimento naturale o artificiale che possono essere facilmente identificabili all’interno di una grande quantità di sedimenti naturali, è un metodo pratico per la valutazione delle vie di trasporto dei sedimenti, dal silt ai ciottoli, in quasi tutti gli ambienti acquatici. E’ una tecnica che ci consente di studiare e calcolare quantitativamente il materiale sedimentario trasportato lungo la costa e sul fondo marino e presenta una capacità di misurazione che poche altre tecnologie contemporanee forniscono. Si caratterizza per i metodi artificiali utilizzati che rendono identificabili i sedimenti tra quelli naturali: colorazione tramite vernice fluorescente e irradiazione sono i principali. La tecnica dei traccianti si pone come obiettivo principale quello di poter studiare il trasporto sedimentario impiegando dei sedimenti resi identificabili che abbiano le stesse o per lo più simili caratteristiche granulometriche e proprietà idrauliche dei sedimenti naturali. La tecnica dei traccianti fluorescenti si è sviluppata fin dai primi anni ’60 quando un team di scienziati dell’Ex Unione Sovietica utilizzò sabbie contrassegnate da vernici fluorescenti di diversi colori per valutare il trasporto litoraneo dei sedimenti (Zenkovitch, 1960; Zenkovitch e Boldyrev, 1965). In questa prima occasione una parte di sedimenti fu rivestita da una sottile pellicola di un colloide che conteneva materiale fluorescente e poi essiccata e iniettata in spiaggia. In seguito, a intervalli regolari, i campioni di sabbia furono raccolti a diverse distanze dal punto d’iniezione al fine di stimare il trasporto sedimentario tramite la quantità di “tracers” ritrovata. I tracers cominciarono ad essere impiegati negli Anni ’60 anche nel continente Americano dove vennero utilizzati diversi colori di vernice fluorescente e una miscela di lacca acrilica e resina per rendere i sedimenti identificabili al fine di una valutazione sul trasporto di sedimenti di granulometrie differenti nel New Jersey (Yasso, 1965). In questo caso i traccianti furono iniettati due ore prima dell’alta marea sul litorale e successivamente prelevati e analizzati. Per la procedura di

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Lorenzo Santolo Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.