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Per una Storia degli Studi di Epigrafia Cristiana attraverso i Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, dal 1923 al 2006.

Il presente lavoro si propone di analizzare la storia degli studi di epigrafia cristiana e l'evoluzione dell'approccio alla materia, attraverso l'analisi di alcune epigrafi più o meno note, analizzate nel corso di poco meno di un secolo all'interno della Pontificia Accademia Romana di Archeologia

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4 Prefazione È noto come l'epigrafe sia uno dei pochi documenti scritti “originali” recuperabili da un contesto archeologico. Su di essa l'Antico lascia una traccia che può essere ufficiale, come un rescritto imperiale; personale, come nel caso di un'epigrafe funeraria; o ancora estemporanea, come nei graffiti rinvenuti su supporti mobili ed immobili. Tralasciando momentaneamente il primo caso, in un'epigrafe bisogna valutare la convergenza di due fattori: uno “esterno”, dato dal contesto in cui si pone, ed uno “interno” allo scrivente ovvero il suo retroterra culturale e la causa contingente che lo porta a scrivere. A questi elementi si aggiunge la personalità stessa dello studioso che si approccia al documento; personalità tanto più evidente in un contesto particolare come quello delle Antichità Cristiane. Infatti la definizione di Antichità Cristiane, e qui voglio comprendere ogni testimonianza archeologica, epigrafica et alia, si distingue dalle altre Antichità per i criteri di distinzione e riconoscimento usati: se – infatti - gli ultimi casi adottano criteri geografici e/o cronologici, le Antichità Cristiane si affidano anche ad un criterio ideologico che - sebbene costretto entro

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gabriella Acciani Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 345 click dal 07/02/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.