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Longobardi e Franchi nel Registrum Epistolarum di Gregorio Magno (590-604): analisi della politica di un pontificato Alto Medievale

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Iafelice
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Eleonora Plebani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

Per la mia tesi magistrale dal titolo "Longobardi e Franchi nel Registrum Epistolarum di Gregorio Magno (590-604): analisi della politica di un pontificato Alto Medievale" ho sviluppato un punto di arrivo di un mio interesse nato proprio nel corso dei miei studi medievisti. Essendo Gregorio Magno un personaggio enorme e quindi anche molto studiato con una mole di storiografia obiettivamente vastissima, ho cercato di trovare un lato, sebbene non certo poco esplorato, ma comunque che probabilmente è stato messo meno in evidenza rispetto alla sua santità, ovvero la sua attività politica e diplomatica attraverso l’analisi delle lettere del suo Registrum epistolarum che trattano dei contatti della Sede pontificia con i regni latino-germanici. Questa ricerca mia ha portato alla stesura di un lavoro ampio ed esaustivo perché non mi sono limitata solamente ad analizzare i rapporti tra Gregorio e il popolo che in quel momento si stava insediando in Italia - ovvero i Longobardi - ma ho esteso anche il mio interesse verso tutti gli altri regni latino-germanici che, per un motivo o per un altro, ebbero comunque rapporti molto stretti con Gregorio: i Visigoti, i Franchi e anche gli Angli.
Il Registrum Epistolarum è una fonte di grande interesse molto dettagliata in tutte le informazioni che ci fornisce essendo effettivamente uno dei pochi registri di pontefici altomedievali giunti a noi, per cui l’ho posto al centro della mia trattazione non solo utilizzando ampiamente le epistole nella discussione generale ma anche riportando, ove necessario, la trascrizione del passo che interessava la mia trattazione all’interno del testo. Ho inoltre utilizzato anche altre fonti narrative coeve e non coeve come ad esempio la Historia Langobardorum di Paolo Diacono, Isidoro di Siviglia e Gregorio di Tours: fonti molto eterogenee tra loro che mi hanno permesso di ricostruire un quadro storico che si è dimostrato effettivamente di grande vivacità. Gregorio emerge non solo come grande pontefice ma come uomo politico e amministratore capace, grazie alla lunga esperienza sia come praefectus urbi in Roma che come apocrisario nella corte di Costantinopoli.Dal Registrum gregoriano sono emersi dei rapporti estremamente continui sia con i Longobardi sia con gli altri regni latino-germanici molto vivaci da un punto di vista politico, religioso e ecclesiologico. Dunque, data la vasta mole bibliografica riguardante il pontefice Gregorio Magno, ho deciso di non limitarmi a riproporre analiticamente la vita, l’operato e le opere del pontefice ma mi sono occupata di una tematica più precisa ovvero dell’analisi delle lettere del Registrum gregoriano che sottolineano i contatti della Sede pontificia con i popoli cosiddetti "barbari". Nello specifico mi sono interessata degli scambi epistolari del papa con le diverse personalità longobarde, franche, visigote e anglosassoni e delle epistole che trattano delle tematiche, sia politiche che religiose, che riguardano queste popolazioni di origine germanica. Quanto hanno influito in questo processo di trasformazione le popolazioni germaniche con i loro contatti e scontri con Roma e Bisanzio? Questa è la domanda che mi sono posta e a cui ho cercato di rispondere. Le parole scritte direttamente dal pontefice magno sono esemplari per comprendere la portata politica di tale avvenimento di passaggio e dei rapporti tra Roma, Bisanzio e i popoli germanici nel primo Alto Medioevo e le sue conseguenze. E quali furono le implicazioni di un’educazione e tradizione prettamente “romane” su un’elezione di un pontefice dell’Alto Medioevo? Un’impostazione familiare, sociale ed educativa di un giovane romano dell’alta aristocrazia senatoria, come poteva interagire con un mondo che stava ancora plasmandosi sulle macerie dolorose di quel che fu il glorioso Impero romano ormai preda dei “barbari”? Qual era inoltre il giusto comportamento che un uomo politico e religioso doveva avere con queste popolazioni nella costruzione di un impianto statale stabile nonché cristiano – quello che poi sarebbe diventata l’Europa nella prima manifestazione medievale imperiale? Credo che queste siano delle implicazioni storiografiche fondamentali per comprendere appieno quest’epoca sia per quanto riguarda la continua simbiosi tra cariche civili ed ecclesiastiche nell’Occidente latino e sia per le ripercussioni storiche, in una prospettiva europeista, del contatto del mondo greco-latino con quello germanico. Gregorio Magno può essere considerato un padre dell’Europa per come la intendiamo oggi come elemento unitario? E come influì su questo processo? Di questo ho trattato ampiamente nella mia tesi.

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3 Introduzione Molto è stato scritto sulla vita e la persona di Gregorio Magno 1 , indubbiamente uno dei pontefici più grandi dell’ epoca medievale. In questa sede non mi occuperò di riproporre analiticamente la vita, l’operato e le opere del pontefice ma mi occuperò di una tematica più precisa ovvero dell’analisi delle lettere del Registrum gregoriano che sottolineano i contatti della Sede pontificia con i popoli cosiddetti “barbari”. Nello specifico andrò a occuparmi degli scambi epistolari del papa con personalità longobarde, franche, visigote a anglosassoni e delle epistole che trattano delle tematiche, politiche e religiose, che riguardano queste popolazioni di origine germanica. Questa tesi di laurea si pone come ultimo lavoro di un percorso di studi medievisti che mi hanno portato ad interessarmi soprattutto del periodo alto-medievale e delle dominazioni longobarde nella penisola italiana. Il seminario svolto durante l’anno accademico 2009/2010 tenuto dai professori Carla Frova, Umbero Longo e Alfredo Cocci sulla figura del pontefice Gregorio Magno, ha accentuato la mia passione sulle tematiche del passaggio dal tardo-antico al Medioevo. Argomento di cui ho trattato in un breve scritto dal titolo “Gregorio Magno: tra Romanitas e Christianitas. La romanità all’interno della Chiesa cristiana (secc. II-VI)”: in questo lavoro mi sono interessata principalmente al delicato periodo del passaggio dalla cosiddetta epoca romana a quella medievale concentrando l’apice del processo transitorio nella figura del pontefice Gregorio I, un personaggio di spicco della societas romana (ormai in pieno decadimento), un discendente 1 Tra gli altri ed esclusi quelli presi qui in considerazione: A. CARDIN Gregorio Magno, Padova, RADAR, 1969; G. CREMASCOLI, L’esegesi biblica di Gregorio Magno, Brescia, Queriniana, 2001; E. GANDOLFO Gregorio Magno: servo dei servi di Dio, Milano, Milano 1980; J. RICHARDS, Il Console di Dio: la vita e i tempi di Gregorio Magno, Firenze, Sansoni, 1984.

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Parole chiave

gregorio magno
longobardi
alto medioevo
franchi
angli
pontificato medievale

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