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Nuovi stili di vita e consumo: un progetto di interaction design - Storytelling per bambini

Informazioni tesi

  Autore: Caterina Tusciano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Architettura
  Corso: Disegno industriale
  Relatore: Francesco Monterosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

La prima cosa che distinse l’uomo dall’animale fu l’utilizzo del fuoco, che oltre ad essere utilizzato come difesa cominciò ad essere usato per la cottura dei cibi, capì che la carne cotta era migliore di quella divorata direttamente dalla preda uccisa. Cominciò a conoscere il sapore, a distinguere i gusti, a capire quale cibo era più buono di un altro, quali erano i modi migliori per cucinarlo. Si cominciò a delineare la cultura del cibo, diversa da popolazione a popolazione.
Cultura del mangiar bene che a poco a poco, nella società odierna si sta perdendo, la velocità ci sta divorando e non c’è più tempo per sedersi a tavola a mangiare, ancor di più per andare al mercato a comprare qualcosa di buono. È appunto quest’ultimo, il buono, che si sta perdendo, annebbiati sempre di più da cibi che ricordano i gusti veri. E un esempio sono i migliaia di fast food che affollano le nostre città. Cosa c’è all’interno di quel panino, così buono a vedersi!?
Perché in qualsiasi periodo dell’anno troveremo quell’insalata così croccante e rigogliosamente verde?!
Domande che certuni nemmeno si chiedono perché è più facile prendere la macchina, ordinare il cibo, pagarlo e ritirarlo. È semplice, comodo e veloce.
Da anni, ormai, Slow Food combatte contro tutto ciò, contro tutto quello che non cresce in natura, per ridare la giusta importanza a questa. Ed io, avvicinandomi a questa filosofia, ho voluto dare un contributo. Ciò che fa, anche grande un marchio, sono le pubblicità, coinvolgenti, che mettono in mostra il loro prodotto, facendo diventare questo il migliore di tutti. I primi ad essere colpiti sono i bambini, anzi un esempio portante , è proprio McDonald’s, si rivolge prima ai bambini, perché è più facile ingannare loro che i genitori. Questa grande M che ti accoglie al suo interno, che presenta un mondo fantastico, fatto di cibi “gustosi” e divertimenti, è sempre meglio di mangiare una brodaglia che ha preparato la mamma e che non piace. Allora ho pensato di educare i bambini alla filosofia dello slow food, che non è difficile da comprendere, capire ciò che è buono e ciò che non lo è, capire come crescono i cibi e dove, sopratutto, e chi sono gli artefici del buon cibo, e dare loro una giusta importanza. Quindi imparare giocando, ormai tutti possiedono un tablet, ecco che una storia fatta di principi e principesse, potrebbe avvicinare il bambino a capire che mangiare quella brodaglia che è preparato la mamma non è poi così male.

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VI La prima cosa che distinse l’uomo dall’ani- male fu l’utilizzo del fuoco, che oltre ad esse- re utilizzato come difesa cominciò ad essere usato per la cottura dei cibi, capì che la carne cotta era migliore di quella divorata diretta- mente dalla preda uccisa. Cominciò a cono- scere il sapore, a distinguere i gusti, a capire quale cibo era più buono di un altro, quali era- no i modi migliori per cucinarlo. Si cominciò a delineare la cultura del cibo, diversa da popo- lazione a popolazione. Cultura del mangiar bene che a poco a poco, nella società odierna si sta perdendo, la velo- cità ci sta divorando e non c’è più tempo per sedersi a tavola a mangiare, ancor di più per andare al mercato a comprare qualcosa di buono. È appunto quest’ultimo, il buono, che si sta perdendo, annebbiati sempre di più da cibi che ricordano i gusti veri. E un esempio sono i migliaia di fast food che affollano le no- stre città. Cosa c’è all’interno di quel panino, così buono a vedersi!? Perchè in qualsiasi periodo dell’anno trovere- mo quell’insalata così croccante e rigogliosa- Introduzione Introduzione

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