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Crisi Sub-Prime: Dagli Stati Uniti all'Europa

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Di Carlo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: MarcelloSpanò
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

Nella seguente tesi analizzerò le cause scatenanti la crisi europea scoppiata nel 2007 e che ad oggi, 2013 non è ancora stata superata in molti paesi europei tra i quali l'Italia.
L'Europa presentava prima dello scoppio della crisi alcuni squilibri interni che sono aumentati dall'introduzione dell'Euro comportando un differente approccio alla crisi tra i diversi stati membri dell'Unione Europea.
Nel primo capitolo approfondirò le basi dell'Unione Europea e la creazione della moneta unica.
Nel secondo capitolo analizzerò lo scoppio della crisi nel mercato statunitense e come essa sia giunta all'Unione Europea.
Nel terzo e nel quarto capitolo mi concentrerò su Italia e Germania analizzando come i due paesi hanno affrontato la crisi e come gli squilibri presenti all'interno dell'Unione Europea e le contraddizioni di un'unione monetaria senza un'unione fiscale, politica e giuridica hanno favorito la politica economia tedesca a scapito degli altri paesi dell'Unione.
L'idea di analizzare questa tematica e di approfondire la situazione italiana e quella tedesca, è nata dall'osservazione dei Media italiani e della loro “venerazione” della politica industriale e sociale della Germania.
Mi sono chiesto successivamente se tale politica avesse potuto cagionare danno all'economia italiana o se la colpa della grave crisi che affligge l'Italia fosse esclusivamente causata dalla crisi del mercato ipotecario negli Stati Uniti e dalle errate scelte italiane.
Nella trattazione infine dopo aver approfondito la realtà italiana e produrrò una possibile via d'uscita dalla crisi per l'Italia senza l'uscita dall'Euro e dall'Unione Europea.

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Capitolo 1 Cammino verso l'Unione Europea Il processo di integrazione europea iniziò il 9 maggio 1950 con il discorso a Parigi del ministro degli esteri francese Robert Schuman, all'interno del quale egli auspicò il superamento delle rivalità tra Francia e Germania, che giunse l'anno successivo con la nascita della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), con lo scopo di riunire i diversi produttori, tra i quali Francia e Germania. La Comunità Economica Europea (CEE), la quale unì al proprio interno anche la CECA, fu istituita con la firma del Trattato di Roma del 25 marzo 1957, con questo trattato vi fu l'incipit della creazione del mercato europeo, esso prevedeva l'eliminazione dei dazi doganali tra gli Stati Membri e l'istituzione di una tariffa doganale esterna comune, lo sviluppo della cooperazione tra gli Stati Membri e l'istituzione della Banca Europea degli Investimenti con lo scopo di integrazione europea e coesione sociale. L'anno successivo nasceva l'Assemblea parlamentare europea, il 30 maggio 1962 prese il nome di Parlamento Europeo e dal 20 settembre 1976 i rappresentati in Parlamento sono eletti a suffragio universale diretto. Col fine di rafforzare l'unione tra i diversi paesi e la stabilità dei cambi fu istituito il Sistema Monetario Europeo (SME) il quale entrò in vigore il 13 marzo 1979, l'accordo sul quale si fondava lo SME prevedeva il mantenimento di un cambio tra le valute prefissato con una fluttuazione del ±2,5%, allo Stato Italiano fu concessa una oscillazione del ±6%. Dopo aver raggiunto la stabilità nei cambi con lo SME i paesi europei si trovavano ancora divisi dalle dogane, con lo scopo di eliminare i controlli alle frontiere, i paesi membri delle Comunità europee firmarono l'accordo di Schengen il 14 maggio 1985; l'entrata in vigore per l' Italia avvenne nel 1997. Il successivo grande passo verso una più stabile Unione Europea fu disciplinare con il Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992, i requisiti minimi per entrare a far parte della futura Unione monetaria, e assegnare il nome Euro alla futura moneta dell'Unione Europea, la quale diventerà moneta circolante nel 2002. In elenco i requisiti sono: • Rapporto deficit pubblico e PIL non superiore al 3%. 2

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