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L'OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) e le frodi agroalimentari

Per fronteggiare i molteplici impegni sia all'interno che all'esterno del suo territorio, l'Unione europea deve disporre di un bilancio adeguato. Esso, approvato dal Consiglio e dal Parlamento su proposta della Commissione, è finanziato dai contribuenti europei. Alle istituzioni europee spetta, per quanto possibile, garantire un utilizzo efficace di queste risorse e proteggere gli interessi finanziari comunitari contro le frodi, lo sviamento di sovvenzioni e ogni attività illegale che minaccia gli interessi della Comunità europea.
Nel corso degli anni, e malgrado lo sforzo costante delle istituzioni europee, sono stati accertati numerosi casi di frode lesivi degli interessi finanziari delle Comunità europee. Le relazioni presentate annualmente dalla Commissione sulla base dei casi comunicati dagli Stati membri danno sotto questo punto di vista un'idea della reale entità delle frodi.
Una delle innovazioni più importanti in materia è stata introdotta dai regolamenti n. 1073/99 e 1074/99 del 23 maggio 1999, con i quali i poteri che erano conferiti alla Commissione in materia di indagini sulle frodi, sono stati trasferiti ad un Ufficio europeo per la lotta antifrode: l'OLAF.
L'OLAF ha sostituito dal 1° giugno 1999 l'unità di coordinamento della lotta antifrode (UCLAF) in tutte le sue funzioni.
L'OLAF, come verrà descritto più dettagliatamente nel corso del primo capitolo, esercita i suoi poteri d'indagine in piena indipendenza, senza chiedere né ricevere istruzioni dalle istituzioni comunitarie o dai governi degli Stati membri.
L'Ufficio si occupa di frode nel significato più ampio del termine, inteso cioè
come ogni comportamento illegale che ha un impatto negativo sul bilancio dell'Unione europea.
La lotta contro la frode, quindi, è più difficile proprio nella misura in cui questa può assumere diverse forme, in particolare:
1. il contrabbando, che consiste nell'attraversare le frontiere dell'Unione senza compiere le formalità previste dalla legge per alcuni tipi di merci, in particolare sigarette, alcool e oggetti preziosi;
2. la produzione di dichiarazioni false per quanto riguarda le tariffe doganali o l'origine dei prodotti;
3. la produzione di documenti falsi al fine di beneficiare di vantaggi all'importazione o all'esportazione o di aiuti nell'ambito di regimi agricoli e strutturali.
Il lavoro di questa tesi, e in particolare lo svolgimento del secondo capitolo, sarà incentrato sulle frodi del tipo 2), ovvero quelle relative al settore agroalimentare, quali le truffe dei pomodori e dell'olio extravergine d'oliva.
E, nel terzo capitolo, sarà disponibile il resoconto di due inchieste condotte da organismi nazionali e Olaf proprio nell'ambito delle frodi di questa tipologia: il traffico internazionale di prodotto adulterato dichiarato come burro e la frode all'importazione di banane nell'Unione Europea.

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3 INTRODUZIONE Per fronteggiare i molteplici impegni sia all'interno che all'esterno del suo territorio, l'Unione europea deve disporre di un bilancio adeguato. Esso, approvato dal Consiglio e dal Parlamento su proposta della Commissione, è finanziato dai contribuenti europei. Alle istituzioni europee spetta, per quanto possibile, garantire un utilizzo efficace di queste risorse e proteggere gli interessi finanziari comunitari contro le frodi, lo sviamento di sovvenzioni e ogni attività illegale che minaccia gli interessi della Comunità europea. Nel corso degli anni, e malgrado lo sforzo costante delle istituzioni europee, sono stati accertati numerosi casi di frode lesivi degli interessi finanziari delle Comunità europee. Le relazioni presentate annualmente dalla Commissione sulla base dei casi comunicati dagli Stati membri danno sotto questo punto di vista un'idea della reale entità delle frodi. Una delle innovazioni più importanti in materia è stata introdotta dai regolamenti n. 1073/99 e 1074/99 del 23 maggio 1999, con i quali i poteri che

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Pace Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 761 click dal 02/03/2015.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.