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Genesi e prospettive della politica europea per la gioventù

I programmi di azione comunitaria nel settore dell’istruzione e della formazione sono stati avviati per introdurre miglioramenti attraverso specifiche iniziative transnazionali. Essi si propongono di sostenere il favorevole completamento del Mercato Unico (con la libertà di movimento delle persone) e di accrescere la competitività, nonchè di migliorare le opportunità e la qualità di vita degli individui. Tali programmi, quindi, hanno implicazioni dirette per la coesione (principalmente sociale).
L’effetto leva che tali programmi possono sviluppare è molto importante per riuscire a conseguire il massimo risultato possibile, e i programmi si propongono come catalizzatori dell’innovazione su scala europea attraverso lo scambio di informazioni ed esperienze tra stati membri.
I programmi per l'istruzione, la formazione e la gioventù coprono aree quali la cooperazione fra università e industrie, i programmi di scambio per studenti e specialisti, la formazione per i giovani, l’inserimento nel mercato del lavoro e l’insegnamento delle lingue straniere.
Questi programmi, avviati a titolo sperimentale all'inizio degli anni '80, forniscono ai giovani europei l'occasione di scoprire la realtà della vita economica, culturale e sociale negli altri paesi dell'Unione, di incontrare altri giovani e di assicurarsi così un bagaglio utile per il successo della loro vita professionale.
I giovani, gli insegnanti e gli istituti scolastici hanno accolto con entusiasmo questi programmi. Peraltro, a causa dell'insufficienza dei mezzi, purtroppo è stato possibile accogliere in media solo un quinto dei progetti presentati.
Nel 1994, la Commissione europea ha intrapreso la razionalizzazione e l'ampliamento delle modalità d'intervento dell'Unione nel campo della gioventù.
Ai diversi programmi precedenti ne sono succeduti tre grandi, pluriennali, dotati di mezzi finanziari più cospicui: Socrate, Leonardo da Vinci e Gioventù per l'Europa III, i quali sono stati gestiti dalla DG XXII della Commissione europea in forma unificata.
Questi programmi hanno ricevuto un nuovo impulso grazie alla progressiva apertura a tutti i paesi membri dello SEE, a Cipro, Malta e ai Paesi dell’Europa centro-orientale.
Una delle caratteristiche più importanti della politica europea in materia di istruzione e di formazione, è rappresentata proprio dalla sua continua apertura ai paesi terzi.
Questi programmi hanno dovuto affrontare una evoluzione differente a seconda del diverso obiettivo che si erano proposti, a causa dei cambiamenti sociali succedutisi.
I giovani, come dimostrano le più recenti statistiche, tendono a rimanere per un periodo di tempo più lungo presso la casa dei propri genitori. Questo porta ad una diminuzione nella richiesta di abitazioni; ad un costo più elevato per il loro mantenimento rimanendo spesso essi a carico della famiglia senza percepire alcun reddito; ad un conseguente calo demografico e ad un cambiamento dei valori di riferimento per i giovani stessi.
La motivazione principale di tale comportamento risulta essere un periodo scolastico più prolungato a causa di una istruzione media più elevata e di una difficoltà nella ricerca di un lavoro.
Un nuovo problema che si è affacciato nella società europea è una recrudescenza di fenomeni di razzismo e di xenofobia, ai quali si cerca di porre rimedio non solo da parte dell’Unione Europea, ma anche da parte del Consiglio d’Europa con programmi ad hoc.
Lo scopo delle future azioni comunitarie nel settore dell'istruzione, della formazione e della gioventù per il periodo 2000-2006 è quello di realizzare uno spazio educativo europeo aperto e dinamico che possa offrire ai cittadini gli strumenti indispensabili per un aggiornamento permanente delle loro conoscenze e per lo sviluppo della loro attitudine all'occupazione, in grado di funzionare anche come quadro in cui realizzare un processo di arricchimento della cittadinanza europea.
L'accesso all'istruzione e alla formazione nell'arco dell'intera vita costituisce un fattore essenziale per favorire l'occupazione e l'integrazione sociale. I programmi d'azione comunitaria dovranno evolvere d'ora in poi nella prospettiva di un'autentica “Unione della conoscenza”.
Per risolvere il problema pressante dell’occupazione, una politica macro-economica sana è “conditio sine qua non” per trasformare la crescita in posti di lavoro, ma è insieme necessario che si riesca a raggiungere la convergenza e il coordinamento delle politiche economiche tra gli Stati membri.
Un ulteriore problema da risolvere riguarda l’aumento della mobilità, compresa quella transnazionale e la creazione di nuove forme di organizzazione del lavoro.
Senza un deciso impegno su tutti questi fronti saranno infatti soprattutto i giovani a trovarsi in condizioni sfavorevoli per poter realizzare il loro progetto di vita.

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1 CAPITOLO 1 L’ATTUALE CARATTERIZZAZIONE DELLA GIOVENTÙ. 1.1 INDIVIDUAZIONE DELL’OGGETTO. Gioventù e giovani sono due termini molto sfruttati, ma sul cui effettivo significato vi sono sempre state incertezze e discordanze. Ogni governo nazionale, l’Unione Europea, il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite propongono delle definizioni di gioventù non uniformi, a seconda dell’argomento trattato e dei fini perseguiti, per cui ad esempio, può essere considerato fuori da tale categoria chi abbia 25 anni, mentre altre volte chi ne ha 32 vi appartiene ancora. Certamente, i limiti di età, sebbene utili o necessari nelle definizioni, nella realtà semplificano troppo le variegate caratteristiche della gioventù. Una sua precisa individuazione può comunque permettere una distinzione tra giovani e bambini, rendendo possibile differenziare una campagna per il diritto all’occupazione dei

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Filippo Alpa Contatta »

Composta da 370 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.