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Il ruolo di Cesare, Cicerone e Ottaviano nell'ascesa e caduta di Marco Antonio

L'obiettivo di questo lavoro, che non vuole essere una trattazione esaustiva ma una traccia per eventuali approfondimenti, è di presentare la figura di Marco Antonio confrontandola con i personaggi che incrociarono la sua strada e che segnarono, nel bene e nel male, il suo destino: l'amico e patrono Giulio Cesare, a cui Antonio dovette gran parte della propria fortuna; l'acerrimo avversario Marco Tullio Cicerone, che legò il proprio destino a quello dell'uomo che fu fatto bersaglio delle celeberrime Filippiche; Ottaviano, la cui tyche, per usare l’espressione di Plutarco, fu la sola in grado di sconfiggere l'abilità e la fortuna di Antonio. Una trattazione a parte meriterebbe invece la relazione con Cleopatra, alleata e amante, additata come avversaria di Roma e causa della rovina del proprio compagno.

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1 INTRODUZIONE «Roma, incline alla dissolutezza, non ha mai approvato l’amore in coloro che regnano: ne hanno saputo qualcosa Marc’Antonio e Tito.» Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (trad. di Lidia Storoni Mazzolani, Torino 2002) Il primo secolo avanti Cristo vede l’epilogo dell’esperienza repubblicana nella storia di Roma. Messo in crisi dalle accresciute dimensioni dell’impero, l’ordine costituito era stato sovvertito da alcuni avvenimenti che avevano rappresentato i prodromi della “rivoluzione romana”: l’impoverimento della piccola proprietà terriera e l’accentramento dei terreni nelle mani di pochi grandi possidenti; la trasformazione dell’esercito, voluta da Caio Mario, ora composto non più da cittadini divisi a seconda del censo, ma da soldati di professione; le contese con le popolazioni italiche, desiderose di acquisire i privilegi legati alla cittadinanza, sfociate nella guerra sociale. A causa delle notevoli sollecitazioni a cui la repubblica fu sottoposta emersero i limiti dell’ordinamento statale, ancorato alla vecchia concezione aristocratica e all’autorità degli optimates. Alcuni homines novi, fra tutti lo stesso Mario, iniziarono a comparire sulla scena politica, ad acquistare potere e a modificare gli equilibri in gioco. Al gruppo degli aristocratici, difensori della supremazia dell'oligarchia, si contrappose un multiforme raggruppamento identificabile con il nome di populares con il quale si schierarono, di volta in volta, sia esponenti della nobiltà sia cavalieri. Giulio Cesare seppe sfruttare la situazione e le proprie doti di stratego per acquistare prestigio tra i soldati, ricchezza personale e una notevole rete di clientele. Al momento della resa dei conti con la fazione degli ottimati e con Pompeo, l’antico alleato ora divenuto avversario, Cesare si avvalse, per la conquista del potere assoluto, della collaborazione di alcuni personaggi cresciuti, militarmente e politicamente, durante la campagna di Gallia. Marco Antonio fu sicuramente il più importante fra questi

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vincenzo D'aloisio Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.