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La Moda Etica: una necessità socio-ambientale per l'evoluzione del settore tessile-abbigliamento attraverso meccanismi e valori sostenibili

Informazioni tesi

  Autore: Michela Mancini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Dams - Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo
  Relatore: Catia Migliori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Per quali motivi viviamo un trend moda/etica?
Semplicemente perché si sta divulgando la consapevolezza dell'insostenibilità e dell'ingiustizia del nostro vivere moderno. Squilibri ambientali e disuguaglianze economiche ci stanno portando a riconsiderare il nostro sistema consumistico, dove la moda si situa tra i principali protagonisti. Un aspetto peculiare risiede nel fatto che il principio di responsabilità sociale non è più in opposizione con le abitudini individualistiche degli amanti della moda e delle sue novità; questa 'presa di coscienza' ha determinato un forte interesse per le condizioni di sostenibilità ambientale ed etica. Oltre che di moda etica, si può parlare di "moda critica" in quanto l'attributo "etico" attiene principalmente ad un consumo che ha valenza sociale ed ambientale, e riguarda anche la sobrietà nello stile di consumo, la sostenibilità ambientale del processo produttivo, la valorizzazione della manualità, della creatività e dell'auto-produzione, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionali mentre l'aggettivo "critico" caratterizza questo fenomeno dal punto di vista del nuovo atteggiamento della società e dei consumatori riguardo i consumi.
Si tratta di un processo intenso che richiederà tempo, poiché non è semplice entrare nelle dinamiche e interagire con la rapidità del sistema moda. Moltissimi marchi stanno cavalcano l'onda 'etica', lottando per principi che fino ai primi anni del Duemila nessuno concepiva come l'educazione del consumatore ai processi produttivi della filiera. L'espansione del sistema produttivo e consumistico della moda ha provocato un dilemma morale. Da un lato l'aspirazione a migliorare se stessi, rifacendosi all'immaginario suggerito dalla moda; dall'altro lato la consapevolezza delle conseguenze provocate da questi meccanismi di consumo. A tutto ciò si uniscono gli scandali sullo sfruttamento dei lavoratori e dell'ambiente. Ritengo che il consumatore stia analizzando la situazione attuale, la crisi economica e prendendo le distanze dalla velocità dei processi del fashion system.
Si tratta di un consumatore critico che ricerca e si impegna per una causa e che potendo scegliere fra innumerevoli proposte di moda, inizia a volersi informare. Vuole conoscere la sostanza e la storia del prodotto, le scelte dell'azienda che produce il marchio. In seguito, possono subentrare anche altre motivazioni.
Molti, ad esempio, si rivolgono alle fibre naturali a causa di allergie cutanee, si potrebbe definirla una reazione "naturale" in un certo senso. In molte circostanze il tessuto sintetico, a causa di pesanti trattamenti di tintura e finissaggio, causa allergie e problemi dermatologici. Questo è un problema che non si verifica con materiali naturali come il cotone organico. Purtroppo in moltissimi continuano ad utilizzare cotone non organico, la cui produzione costituisce uno dei processi maggiormente tossici del sistema agricolo. Da qui, si sono resi necessari comportamenti trasparenti, documentati e costantemente controllati da organismi esterni alle aziende come gli standard GOTS che regolano l'intero processo produttivo: coltivazione, packaging, esportazione, importazione e vendita delle fibre naturali.
Ogni fibra deve essere classificata secondo due parametri: 'Organico', quando la percentuale di fibra organica è maggiore o pari al 95%; con 'Made with x% di materiale organico' invece si indica una percentuale che va dal 70% al 95%. Purtroppo è noto che non tutti adoperano questo modello, anche per via di un'elevata concorrenza verso il basso, il low-cost, tra i mercati nazionali e i nuovi Paesi in via di sviluppo, come Cina, Brasile, India, ed è solo di recente che sono stati avviati processi di collaborazione e istruzione delle popolazioni con cui i grandi marchi lavorano attingendo alle loro risorse e dando loro supporto.
Ci sono diversi tipi di eticità nella produzione della moda. Si passa dal vintage remake, nell'ottica del riutilizzo di capi usati, alle produzioni completamente realizzate con tessuti biologici o tinti naturalmente, collezioni e accessori realizzati con materiali di riciclo, ai grandi brand che s'inseriscono nel trend etico, dedicando una parte considerevole della loro produzione, del loro marketing alla responsabilità e alla sostenibilità.
Personalmente ritengo che la possibilità di veder decollare questo genere di moda dipenda dalla capacità di identificare la moda critica non con l'ambito del no-profit e delle attività pro-sociali ma con nuovo approccio estetico. Questo dipende da chi crea questi brand e dalla loro formazione. Allo stesso tempo bisogna ammettere che fino a pochi anni fa il campo della ricerca su questi tessuti non era molto evoluto e vi era una limitato assortimento di materiali sul mercato.

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3 Introduzione Per quali motivi viviamo un trend moda/etica? Semplicemente perché si sta divulgando la consapevolezza dell’insostenibilità e dell’ingiustizia del nostro vivere moderno. Squilibri ambientali e disuguaglianze economiche ci stanno portando a riconsiderare il nostro sistema consumistico, dove la moda si situa tra i principali protagonisti. Un aspetto peculiare risiede nel fatto che il principio di responsabilità sociale non è più in opposizione con le abitudini individualistiche degli amanti della moda e delle sue novità; questa ‘presa di coscienza’ ha determinato un forte interesse per le condizioni di sostenibilità ambientale ed etica. Oltre che di moda etica, si può parlare di “moda critica” in quanto l’attributo “etico” attiene principalmente ad un consumo che ha valenza sociale ed ambientale, e riguarda anche la sobrietà nello stile di consumo, la sostenibilità ambientale del processo produttivo, la valorizzazione della manualità, della creatività e dell’auto- produzione, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionali mentre l’aggettivo “critico” caratterizza questo fenomeno dal punto di vista del nuovo atteggiamento della società e dei consumatori riguardo i consumi. Si tratta di un processo intenso che richiederà tempo, poiché non è semplice entrare nelle dinamiche e interagire con la rapidità del sistema moda. Moltissimi marchi stanno cavalcano l’onda ‘etica’,

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