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Ecologia: un'epigrafe ambigua per una scienza multidisciplinare.

Coniare il termine Ecologia, definirne i campi di studio e le metodiche d'indagine, fu un merito dello scienziato e filosofo tedesco Ernst Haeckel, che nel trattato del 1866 "Generelle Morphologie der Organismen", formalizzò con il termine Ecologia una disciplina antica, della quale troviamo testimonianze già in Aristotele, Talete e Plinio il Vecchio, quest'ultimo con annotazioni sulla distribuzione geografica, sul clima e sulle condizioni di vita, precorse le moderne discipline Ecologia e Biogeografia. (cfr. Zunino & Colomba 1997)

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INTRODUZIONE. Coniare il termine Ecologia, definirne i campi di studio e le metodiche d’indagine, fu un merito dello scienziato e filosofo tedesco Ernst Haeckel, che nel trattato del 1866 “Generelle Morphologie der Organismen”, formalizzò con il termine Ecologia una disciplina antica, della quale troviamo testimonianze già in Aristotele, Talete e Plinio il Vecchio, quest’ultimo con annotazioni sulla distribuzione geografica, sul clima e sulle condizioni di vita, precorse le moderne discipline Ecologia e Biogeografia. (cfr. Zunino & Colomba 1997) Il nome proposto da Haeckel per un campo fino ad allora anonimo, fu acquisito nell’ambiente scientifico. Il pensiero ecologico nel successivo secolo si concretizzò sia in ambito teorico con scritti di altri autori, che contribuirono ad ampliare ed esplorare la neonata disciplina, sia in ambito accademico con il riconoscimento dell’Ecologia tra le discipline biologiche. Il primo corso universitario di Ecologia fu istituito grazie al botanico ed ecologo danese Eugenius Warming a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo. Il ventesimo secolo portò anche, di pari passo con lo sviluppo mediatico, confusione intorno al termine. Specialmente nell’ultimo decennio, acquisito anche nel linguaggio della comunicazione di massa, venne deviato in molteplici ambiti: politica, media, brand; implicando la conseguente mutazione del mero significato, tipico della comunicazione mediatica del nostro secolo, dove la platea sociale viene bombardata con termini estirpati del concetto, lasciati alla libera immaginazione, portatori di un significato aulico, che bene incarnano la società del nostro tempo, sterile e priva di contenuti. La seguente tesi prende le mosse da una breve analisi della presunta manipolazione mediatica esercitata sulla società tramite abuso di vocaboli mutuati dal linguaggio scientifico, in particolare del termine “Ecologia” e della radice “eco-“ che vi si riferisce, tipica delle strategie di marketing odierne, che sfruttando un linguaggio fuorviante e manipolando il vettore comunicativo, innescano così un meccanismo grazie al quale i termini incarnano il fine cui sono dediti, deturpati del significato originale e ricontestualizzati. La parte scientifica è un tentativo di viaggio all’interno della storia dell’Ecologia, disciplina affascinante, complessa, olistica, che riesce a fondere passione ed analisi per una natura tutt’ora incompresa, che spinge l’uomo ad approfondirne la conoscenza, trainato dall’impeto della sua indole esploratrice. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Francesco Ricci Contatta »

Composta da 27 pagine.

 

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