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Zero Waste: dalla gestione dei rifiuti alla gestione delle risorse

Informazioni tesi

  Autore: Carla Martire
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione d'Impresa e Pubblica
  Relatore: Shane Niall O'Higgins
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Questa tesi nasce dal tentativo di analizzare la grave crisi di consenso che investe i progetti con un forte impatto ambientale, in quanto oggi, più che in passato, la questione dell’accettabilità sociale di questi impianti ha assunto nel panorama mondiale una rilevanza notevole.
Questi progetti destano preoccupazioni sempre più crescenti nella popolazione: il sociologo Beck, infatti, definisce l’epoca attuale come "società del rischio", in cui prevale la sfiducia e lo scetticismo nei confronti delle scelte dei governi e si avverte un crescente timore per i rischi ambientali, connessi al progresso industriale e tecnologico.
Tutto questo ha portato le comunità coinvolte a rivendicare una più ampia partecipazione alla pianificazione del territorio e ai processi decisionali.
Nel corso della tesi vengono infatti analizzati i principali elementi sociali e politici che attualmente interessano la pianificazione ambientale e territoriale e gli attori che più spesso vi intervengono, soffermandoci sul moltiplicarsi, negli ultimi anni, dei cosiddetti fenomeni "Nimby", "Lulu" etc.: tanti e diversi acronimi per indicare quelle rivendicazioni locali, spesso etichettate come egoistiche.
Avvalendoci degli studi in materia fatti dal politologo Bobbio, vedremo, invece, cosa spinge le comunità locali a opporsi, spesso fortemente, a quelle scelte di "governance" calate dall’alto e a richiedere un maggior coinvolgimento nelle scelte che inevitabilmente le riguardano, come quelle relative alla progettazione di un nuovo piano rifiuti, e come queste esperienze, paradossalmente, portino ad una nuova forma di consapevolezza del territorio e al riemergere della percezione di comunità, in quelle che la pianificatrice Healey definisce società sempre più frammentate.
Osserveremo come, nell’ultimo ventennio, è cresciuta l’attenzione verso lo sviluppo di sistemi produttivi e modelli di consumo che tendono ad ottimizzare lo sfruttamento delle risorse e a ridurre al minimo la produzione di rifiuti, e, tra questi, ci soffermeremo sulla strategia rifiuti zero, che costituirà il punto di arrivo di una complessa riflessione che coinvolgerà i più disparati rami scientifici, economici, tecnologici ed umanisti.
Metteremo in luce, infine, come può avvenire quello che lo scienziato Connett, ideatore della strategia "Zero Waste", auspica, ossia un più virtuoso passaggio dalla gestione di smaltimento dei rifiuti tout court alla gestione delle risorse, in cui questa si trasforma da mero "problema tecnologico", e quindi gestibile e governabile solo da tecnici ed amministratori, ad un processo di pianificazione collaborativa attraverso il quale le comunità, in un processo di dialogo aperto e costruttivo con le istituzioni, possano farsi portavoce di soluzioni nuove al "problema", soluzioni che vadano oltre il conferimento in discarica o l’incenerimento dei rifiuti e li rivalutino, invece, come una risorsa da "sfruttare", anche economicamente.

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1 Introduzione Questa tesi nasce dal tentativo di analizzare la grave crisi di consenso che investe i progetti con un forte impatto ambientale, in quanto oggi, più che in passato, la questione dell’accettabilità sociale di questi impianti ha assunto nel panorama mondiale una rilevanza notevole. Questi progetti destano preoccupazioni sempre più crescenti nella popolazione: il sociologo Beck, infatti, definisce l’epoca attuale come “società del rischio”, in cui prevale la sfiducia e lo scetticismo nei confronti delle scelte dei governi e si avverte un crescente timore per i rischi ambientali, connessi al progresso industriale e tecnologico. Tutto questo, ha portato le comunità coinvolte a rivendicare una più ampia partecipazione alla pianificazione del territorio e ai processi decisionali. Nel corso della tesi analizzeremo quindi i principali elementi sociali e politici che attualmente interessano la pianificazione ambientale e territoriale e gli attori che più spesso vi intervengono, soffermandoci sul moltiplicarsi, negli ultimi anni, dei cosiddetti fenomeni “Nimby”, “Lulu” etc.: tanti e diversi acronimi per indicare quelle rivendicazioni locali, spesso etichettate come egoistiche. Nel corso dell’argomentazione, avvalendoci degli studi in materia fatti dal politologo Bobbio, vedremo, invece, cosa spinge le comunità locali a opporsi, spesso fortemente, a quelle scelte di “governance” calate dall’alto e a richiedere un maggior coinvolgimento nelle scelte che inevitabilmente le riguardano, come quelle relative alla progettazione di un nuovo piano rifiuti, e come queste esperienze, come riportato anche in alcune riflessioni personali offerte nelle

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Parole chiave

sviluppo sostenibile
impatto ambientale
governance
società del rischio
zero waste e collaborative planning
gestione rifiuti risorse
strategia rifiuti zero
inceneritori, discariche, modello capannori
pianificazione ambientale e territoriale
fenomeni “nimby”, “lulu”,

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