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Monitoraggio delle acque del Fiume Aniene attraverso l'utilizzo di marcatori molecolari in Salmo trutta (Linnaeus, 1758)

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Di Carlo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Biologia
  Relatore: Valentina Pallottini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Lo scopo principale di questo lavoro di tesi è stato quello di valutare la qualità ambientale delle acque del Fiume Aniene attraverso l'analisi di vecchi e nuovi marcatori molecolari, contribuendo così al progetto di monitoraggio ambientale di tale corso d'acqua.
Per raggiungere tale obiettivo sono state scelte tre stazioni di campionamento nel tratto medio-alto del Fiume Aniene (Jenne, Marano Equo e Vicovaro). Qui sono stati catturati esemplari della specie ittica Salmo trutta sul cui sangue e fegato sono state effettuate delle analisi molecolari per valutare l'espressione genica delle proteine seguenti: proteine da shock termico (HSP), vitellogenina (VG), proteine della zona radiata dell'uovo (ZRP), fattore 1 indotto da ipossia (HIF-1) e 3-β-idrossi-3-βmetilglutaril Coenzima A reduttasi (HMG-CoAR).
In aggiunta a ciò, sono state eseguite analisi chimico-fisiche, idromorfologiche e analisi biologiche sulla comunità macrobentonica, in modo da ottenere un quadro più completo possibile sulla condizione ambientale della nostra area di studio.
Sulla base dei dati ottenuti dalle analisi ambientali e fisiologiche si è giunti ai seguenti risultati.
Innanzitutto, è stato dimostrato che il livello proteico dell'enzima HMG-CoAR epatico può essere utilizzato come nuovo biomarcatore dell'inquinamento in acque superficiali. Parallelamente, è stato confermato che anche la proteina HIF-1 potrebbe risultare un buon marcatore di situazioni stressogene ambientali ma è più problematica da utilizzare a causa della restrittiva metodologia di prelievo del campione. Inoltre, grazie all'analisi di altri biomarker molecolari, VG e ZRP, si è scoperto che nelle acque del Fiume Aniene è presente un possibile inquinamento da interferenti endocrini, in particolare da sostanze estrogeno-mimetiche. Queste sostanze sono responsabili della femminilizzazione degli esemplari maschi di S. trutta e di un possibile sfasamento temporale del periodo riproduttivo nelle femmine della stessa specie. Sulla base di ciò, si è ipotizzato che ci siano sversamenti di acque particolarmente inquinate nel fiume e che questi scarichi vadano ad alterare l'espressione delle proteine nelle trote, con conseguenze più o meno gravi per il futuro della loro popolazione. A questo proposito rimangono innumerevoli questioni aperte, che ci auguriamo vengano risolte a breve, come ad esempio: quali sono le sostanze estrogeno-mimetiche presenti nelle acque, da quali fonti e perché sono introdotte nel fiume. Quel che è certo è che questo tipo di inquinamento risulta sicuramente dannoso nell'ottica di una efficace riproduzione della specie S. trutta, e al contempo, può rivelarsi deleterio per la salute umana.
Pertanto, è auspicabile che continui l'attività di monitoraggio, soprattutto chimico, delle acque del Fiume Aniene, in modo da comprendere a fondo le cause e le fonti di questo inquinamento, ed eventualmente poter agire con piani di gestioni più mirati e quindi più efficaci.

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4 Introduzione 1.1. Il monitoraggio come strumento di salvaguardia ambientale Da sempre l‟uomo ha utilizzato l‟acqua per soddisfare esigenze di vario genere incurante della natura di bene primario che le acque dolci rivestono. I fiumi, in particolare, hanno sempre coperto un ruolo importante in ambito agricolo, urbano, industriale, energetico, commerciale e come vie di comunicazione e trasporto (Rusconi 2005). Per migliaia di anni l‟uomo ha beneficiato dell‟acqua senza alterare in maniera significativa la naturalità degli ecosistemi, mentre nell‟ultimo secolo lo sfruttamento delle acque è diventato sempre più massiccio e insostenibile. Oggi è ormai evidente che le attività umane abbiano un forte impatto sugli ecosistemi acquatici, soprattutto quelli delle acque interne (Dynesius e Nilsson 1994; Naiman e Turner 2000). Le modificazioni dei corpi idrici dovute all‟intervento diretto o indiretto dell‟uomo si presentano sotto due forme: una, di natura chimica, va a incidere direttamente sulla qualità dell‟acqua; l‟altra, di natura fisica, influisce sugli aspetti morfologici dei corpi idrici. Scarichi industriali, agricoli e urbani immettono nelle acque fluviali sostanze che possono interferire con i normali processi biologici, mentre dighe, sbarramenti, briglie e cementificazione degli alvei agiscono sulla morfologia del fiume modificandone la struttura ed il regime idrologico. Il primo passo per prevenire questa degenerazione e per recuperare gli ambienti acquatici più impattati consiste nella valutazione dello stato di salute di tali corsi d‟acqua e il loro controllo nel tempo. In Europa, la direttiva comunitaria 60/2000/CE (WFD, Water Framework Directive) in materia di acque e uso sostenibile di tale risorsa, propone un approccio integrato per la valutazione della qualità dei corpi idrici. Il sistema integrato consiste nel tener conto sia degli aspetti chimici sia degli aspetti biologici che con la WFD assumono un‟importanza

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Parole chiave

salvaguardia ambientale
fiume aniene
biomarcatori molecolari

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