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Il mercato mobiliare italiano dagli anni '80 alla fusione con il LSE : aspetti normativi e strutturali

Informazioni tesi

  Autore: Luigi Schiavi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesca Angiolini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 129

La centralità oggi acquisita nella vita economica dai mercati finanziari é resa lampante dallo spazio che vi dedicano le cronache quotidiane di tutti i mezzi di informazione di massa e dalla crescente diffusione di dibattiti e di pubblicazioni specialistiche. L'importanza dei mercati finanziari si è amplificata sempre di più coinvolgendo tutte le componenti della società civile anche se in Italia rispetto agli altri paesi europei la cultura finanziaria della popolazione non é mai stata a livelli elevatissimi. Nonostante questo gap che ci separa dagli altri paesi europei tutti quanti abbiamo sentito parlare nella nostra vita quotidiana ed anche nella pianificazione del nostro risparmio di Borsa Valori e di tutte le componenti che ne fanno parte. In questo lavoro parleremo proprio della Borsa Valori Italiana e di tutte le trasformazioni e i cambiamenti che la hanno interessata nei suoi due secoli di storia soffermandoci principalmente sull'ultimo trentennio. Infatti dagli anni ottanta in poi la Borsa Italiana ha cambiato radicalmente la sua struttura e la sua offerta di prodotti e servizi diventando con la fusione con il London Stock Exchange un player di caratura mondiale. Fattori determinanti della trasformazione della Borsa Italiana sono stati in questi ultimi anni il passaggio dalla lira alla moneta unica europea ed anche il cambiamento della struttura societaria che è passata da un soggetto di gestione pubblico ad un soggetto privato sottoforma di società per azioni, partecipata dai principali istituti di credito italiani. Inoltre ci soffermeremo su tutte le normative che in questi ultimi anni hanno innovato il mercato mobiliare italiano come il Testo Unico delle Disposizioni in Materia di Intermediazione Finanziaria a cui si é arrivati nel 1998 dopo varie tappe intermedie più o meno significative e il recepimento delle Direttive di matrice Comunitarie dovute al processo di integrazione europea con l'avvento del Mercato Unico e dell'introduzione dell'Euro. In merito basti ricordare i provvedimenti adottati dal legislatore italiano per attuare le direttive riguardanti sui servizi d'investimento, l'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e delle banche e infine il recepimento della MIFID (Market in Financial Instruments Directive) che rappresenta l'ultimo tassello sulla regolamentazione della exchange industry europea. In tutto questo excursus riguardante la storia della Borsa Italiana troverà spazio anche la trattazione delle due autorità di controllo dei mercati finanziari nazionali, la Banca d'Italia e la Consob, anche loro soggette a profondi cambiamenti in questi ultimi anni dovuti al processo di integrazione europea. Una volta completato il percorso storico riguardante il mercato mobiliare italiano e la legislazione che ha accompagnato il suo sviluppo negli ultimi anni concluderemo l'elaborato soffermandoci sulle nuove sfide che attendono la Borsa Italiana in considerazione anche del periodo di crisi economica globale che dal 2008 ha portato tutte le piazze finanziarie a bruciare molti miliardi di euro di capitalizzazione.

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5 CAPITOLO I : La nascita della Borsa Italiana e il suo sviluppo. 1.1. I primi anni di vita del mercato italiano sotto la dominazione francese. Attraverso due secoli di storia la Borsa Italiana e’ stata lo specchio fedele di tutte le vicende economiche e finanziarie del Paese registrando tutte le vicissitudini accadute : dalla crescita impetuosa ai momenti di crisi , dall’ambito pubblico a quello privato, dai mercati locali al mercato nazionale, per arrivare fino ai giorni nostri dove Borsa Italiana ormai e’ contestualizzata nel panorama internazionale. Per quanto riguarda la data di nascita la Borsa Italiana venne istituita con il nome di Borsa di commercio di Milano dal decreto del 16 gennaio 1808 dal vicere’ Eugenio Napoleone in cui ordinava l’apertura della stessa entro un mese. Il decreto affidava poi ad una commissione di quindici soggetti appartenenti alle categorie dei banchieri, negozianti e sensali nominata dal ministro degli Interni la ricerca di una sede provvisoria per l’apertura immediata e di una sede definitiva dove celebrare le riunioni di borsa. Già prima dell’istituzione napoleonica, gli operatori agivano sulla piazza di Milano, cosi come nelle principali città italiane, praticando sia l’attività di cambio che la vendita all’incanto degli effetti pubblici. Anche nel piano di revisione urbanistica avviato nei primi dell’ Ottocento per dotare Milano di strutture idonee al suo ruolo di capitale della Repubblica Cisalpina c’era la costruzione di un edificio monumentale per la Borsa valori. In seguito con un altro decreto si stabili’ il primo regolamento per il funzionamento della borsa. Si erano avuti questi decreti istitutivi anche grazie ad una petizione della camera di commercio milanese, risalente al 1807, che chiedeva alle autorita’ francesi di istituire una borsa per effettuare lo sconto per il pagamento delle cambiali. Gli operatori che agivano sulla piazza di Milano chiamati sensali furono definiti con la formula francese agenti di cambio 1 , i 1 Gli agenti di cambio sono stati i primi intermediari finanziari autorizzati a concludere contratti in borsa. La definizione, mutuata dal codice di commercio francese introdotto in Italia nel 1808, sostitui’ quella dei sensali di cambio.

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