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Pisana nella critica nieviana 1867 - 1899

O primo ed unico amore della mia vita, o mia Pisana, tu pensi ancora, tu palpiti, tu respiri in me e d’intorno a me! Io ti veggo quando tramonta il sole, vestita del tuo purpureo manto di eroina, scomparir fra le fiamme dell'occidente, e una folgore di luce della tua fronte purificata lascia un lungo solco per l'area quasi a disegnarmi il cammino [...]. Per te per te sola, o divina, il cuore dimentica ogni suo affanno, e una dolce malinconia suscitata dalla speranza lo occupa soavemente.

Con queste commoventi parole si concludono Le Confessioni d'un Italiano: Carlo, prossimo alla morte, rivolge la mente al ricordo della Pisana che gli appare con le sembianze di donna viva ma avvolta da una luce divina che le conferisce un forte alone di ieraticità.
La suggestiva immagine scelta come explicit del romanzo conferma il ruolo dominante che Nievo volle attribuire alla sua protagonista femminile. Il destino talvolta supera l'immaginazione più fervida ed opera beffardo nella realtà: infatti un romanzo così fortemente legato alla figura, talvolta ingombrante, di una donna, vedrà la luce grazie alla tenacia di un'altra donna, Erminia Fuà Fusinato, moglie di Arnaldo Fusinato, amico di Nievo. Il romanzo infatti fu concluso nell'agosto del 1858 e dopo inutili tentativi di pubblicazione fu riposto nel cassetto da Nievo, che dopo pochi anni morì. Fu proprio la caparbia amica che, passati ormai anni, riprese il manoscritto e, dopo estenuanti trattative durate due anni con la casa editrice fiorentina Successori Le Monnier, riuscì a farlo pubblicare, nel 1867, con il titolo Le Confessioni di un Ottuagenario, scelto per ragioni commerciali, per non indurre i lettori a credere che si trattasse di «una delle solite pappolate politiche di un reduce delle patrie galere, o di un candidato alla deputazione».
Probabilmente gran parte della fortuna delle Confessioni la si deve alla straordinarietà della Pisana, personaggio femminile considerato tra i più affascinanti della letteratura dell'Ottocento e non solo, in quanto anticipatore di una sensibilità assai moderna. Leggere le reazioni dei critici, sin dalle prime recensioni del romanzo, è interessante perché ci mostra come negli anni il giudizio sull’eroina sia mutato a seconda del gusto e dei costumi della società; proprio questo è stato l’obiettivo del mio lavoro, rivolto alla ricerca e all’analisi dei giudizi espressi dai critici sul personaggio della Pisana nel trentennio che va dall’anno della pubblicazione del capolavoro (1867) sino alla prima importante monografia su Nievo pubblicata da Dino Mantovani nel 1899 (Il poeta soldato. Ippolito Nievo, Milano, Treves).

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1 Introduzione O primo ed unico amore della mia vita, o mia Pisana, tu pensi ancora, tu palpiti, tu respiri in me e d’intorno a me! Io ti veggo quando tramonta il sole, vestita del tuo purpureo manto di eroina, scomparir fra le fiamme dell'occidente, e una folgore di luce della tua fronte purificata lascia un lungo solco per l'area quasi a disegnarmi il cammino [...]. Per te per te sola, o divina, il cuore dimentica ogni suo affanno, e una dolce malinconia suscitata dalla speranza lo occupa soavemente. 1 Con queste commoventi parole si concludono Le Confessioni d'un Italiano: Carlo, prossimo alla morte, rivolge la mente al ricordo della Pisana che gli appare con le sembianze di donna viva ma avvolta da una luce divina che le conferisce un forte alone di ieraticità. 2 La suggestiva immagine scelta come explicit del romanzo conferma il ruolo dominante che Nievo volle attribuire alla sua protagonista femminile. Il destino talvolta supera l'immaginazione più fervida ed opera beffardo nella realtà: infatti un romanzo così fortemente legato alla figura, talvolta ingombrante, di una donna, vedrà la luce grazie alla tenacia di un'altra 1 I. Nievo, Le Confessioni di un Italiano, a cura di M. Gorra, Milano, Mondadori, 1981, p. 115. 2 Cfr. G. Maffei, Ippolito Nievo e il romanzo di transizione, Napoli, Liguori, 1990.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Rita Russo Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.