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BOLOGNA TEMPLARE. Quadro generale delle fonti italiane sulla presenza del Tempio nella città felsinea.

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Bini
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Storia
  Relatore: Paola Galetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

La tesi nasce dal mio interesse per l'Ordine del Tempio e la passione per la Bologna medievale, centro culturale ed economico nell'epoca dei Comuni.
Diverse fonti indicano la commenda templare di Bologna come una delle maggiori in Italia, affiancata a Milano o Venezia, eppure dove sono le tracce della presenza templare? Che ne è stato della magione cittadina, dei numerosi possedimenti? A queste domande ho cercato di rispondere, analizzando la letteratura critica e le fonti italiane, mostrando come sia avvenuta una sorta di "damnatio memoriae" della presenza templare a Bologna.
Dal quadro storico di riferimento si passa all'analisi dettagliata del famoso Ordine, alla sua presenza nella città felsinea, fino al processo indetto dal re di Francia Filippo il Bello, con la complicità di papa Clemente V. Fonte necessaria per la ricostruzione delle ultime fasi della sede bolognase sono le carte del processo di Ravenna, presieduto dall'importante figura dell'arcivescovo Rinaldo: l'analisi di questo processo ha permesso di ipotizzare possibili sviluppi dei cavalieri felsinei dopo la disfatta del più grande ordine cavalleresco dell'occidente.

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Introduzione Il seguente lavoro nasce dall'interesse per l'ordine del Tempio e per la città di Bologna. Si è cercato di individuare le tracce del più potente e ricco ordine monastico-cavalleresco del Medioevo nella città dello Studio, nella Bologna del tredicesimo secolo. Il lavoro di tesi si propone di sintetizzare le conoscenze ad oggi presenti sull'argomento, dalle opere di studiosi italiani alla produzione di ampia divulgazione. Negli ultimi anni si è osservata una vera e propria rinascita degli studi sugli ordini religioso- militari, sopratutto nei paesi in cui questi si erano diffusi nei secoli del Basso Medioevo 1 . Sull'onda dell'entusiasmo non sono stati da meno i recenti studi sui Templari italiani, come ha evidenziato la stessa Barbara Frale nel suo intervento "Lo strano caso del processo ai Templari in Italia" 2 . Studiosi italiani hanno prodotto contributi fondamentali per la storia dell'ordine nella penisola, evidenziandone la diffusione e l'importanza. Il caso di Bologna risulta interessante in quanto, nonostante la città sia indicata da diversi studi come una delle maggiori commende italiane (la Frale affianca Bologna a Milano e Venezia come centri amministrativi della regione del nord Italia 3 ), pare si sia cancellata dalla sua memoria storica la presenza dell'ordine. Bologna visse un periodo di grande sviluppo tra il XII ed il XIII secolo, in concomitanza con l'affermazione delle istituzioni comunali e della crescita dello Studio. Potenza militare, economica e politica della regione, nel 1278 entrò ufficialmente nei possedimenti della Chiesa di Roma a seguito dell'affermazione, in città, della fazione guelfa. Considerato l'importante ruolo del comune felsineo nel periodo storico di riferimento, risulta difficile credere che il più affermato ordine cavalleresco dell'Occidente cristiano abbia lasciato così pochi indizi della sua presenza come appare ad una prima lettura di recenti opere di storia locale. Per questo motivo si è esaminata la letteratura critica di riferimento, principalmente italiana, fornendo in conclusione un quadro delle fonti il più esauriente possibile. 1 A. Demurger, I cavalieri di Cristo, Milano 2004, p. 8. 2 B. Frale, "Lo strano caso del processo ai Templari in Italia", nella sezione Estratti della XIX Edizione del Premio Internazionale Ascoli Piceno, "L'età dei processi. Inchieste e condanne tra politica e ideologia nel '300", sito internet www.issmceccodascoli.org 3 Ibid. p. 5 3

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bologna
medioevo
templari
pietro da bologna
processo di ravenna
rinaldo

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