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Intersoggettività, prassi linguistica e parola esemplare. Da Wittgenstein alla fenomenologia

Il Tractatus logico-philosophicus e le Ricerche filosofiche sono senza dubbio tra le opere che più hanno influenzato il pensiero contemporaneo, mantenendo una straordinaria capacità di "stare al passo" con i tempi, incontrando, senza scendere a compromessi, nuove linee di pensiero e di ricerca.
Sebbene schiacciato talvolta su prospettive esegetiche monocordi, modellate sul Tractatus e sui limiti del linguaggio, il pensiero di Wittgenstein non ha mai cessato di suscitare riflessioni complesse, talvolta in linea, talvolta con esso contrastanti.
Nel presente elaborato si individuano sia i tratti fondamentali di quella lettura di Wittgenstein definibile come classica, che fa perno sulla teoria raffigurativa del linguaggio, sia quella, cosiddetta "risoluta", che pone come centrali le tematiche del non-senso e della funzione terapeutica della filosofia.
Si è assunta come fondata l'ipotesi oggi più diffusa che gli elementi di continuità tra un "primo" e un "secondo" Wittgenstein siano prevalenti rispetto a quelli che ne indicherebbero segni di frattura.
Inoltre la sistematica allusione al tema del rapporto tra linguaggio, pensiero e mondo ha offerto spunti per rivisitare argomenti correlati e filosofi che si sono in qualche modo incrociati con Wittgenstein.
La tematica portante che corre lungo tutta la riflessione di Wittgenstein, in stretta simbiosi ideale ed etica con le scelte della sua vita, si conferma essere quella che riguarda i limiti della esprimibilità che permea sottilmente i "costrutti" per i quali Wittgenstein è più spesso ricordato: giochi linguistici, forme di vita, linguaggio privato.
Sorvolando a bassa quota il terreno su cui si muovono le riflessioni ed i contributi su Wittgenstein, appare in ogni istante come lo spostamento che egli opera dalla domanda di verità a quella di senso comporti una costante critica del linguaggio che è appunto il compito della filosofia; essa si spoglia in tal modo del compito tradizionalmente attribuitale di cercare una verità che faccia corrispondere un modello alla realtà.
È l'uso a collegare il linguaggio al mondo nel quale, attraverso la rappresentazione perspicua, è possibile cogliere il complesso intreccio e le dinamiche connessioni del linguaggio.
Attraverso il raffinato filtro della fenomenologia si è poi inteso muovere qualche piccolo passo per testare il pensiero di Wittgenstein alla luce di tesi attuali ben rappresentare da De Monticelli che è stata di aiuto anche per delineare la possibilità di una parola efficace che coniughi rigore e spontaneità (al pari del linguaggio assertivo), la parola esemplare.
Inoltre è stata recuperata una nozione inspiegabilmente trascurata, quella di fisionomia: ciò che resta spogliando il linguaggio da ogni idealizzazione e realizzando una percezione continua di significato, grazie alla familiarità.

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4 Introduzione Il Tractatus logico-philosophicus e le Ricerche filosofiche sono senza dubbio tra le opere che più hanno influenzato il pensiero contemporaneo, mantenendo una straordinaria capacità di “stare al passo” con i tempi, incontrando, senza scendere a compromessi, nuove linee di pensiero e di ricerca. Sebbene schiacciato talvolta su prospettive esegetiche monocordi, modellate sul Tractatus e sui limiti del linguaggio, il pensiero di Wittgenstein non ha mai cessato di suscitare riflessioni complesse, talvolta in linea, talvolta con esso contrastanti. Nel presente elaborato si individuano sia i tratti fondamentali di quella lettura di Wittgenstein definibile come classica, che fa perno sulla teoria raffigurativa del linguaggio, sia quella, cosiddetta “risoluta”, che pone come centrali le tematiche del non-senso e della funzione terapeutica della filosofia. Si è assunta come fondata l’ipotesi oggi più diffusa che gli elementi di continuità tra un “primo” e un “secondo” Wittgenstein siano prevalenti rispetto a quelli che ne indicherebbero segni di frattura. Inoltre la sistematica allusione al tema del rapporto tra linguaggio, pensiero e mondo ha offerto spunti per rivisitare argomenti correlati e filosofi che si sono in qualche modo incrociati con Wittgenstein. La tematica portante che corre lungo tutta la riflessione di Wittgenstein, in stretta simbiosi ideale ed etica con le scelte della sua vita, si conferma essere quella che riguarda i limiti della esprimibilità che permea sottilmente i “costrutti” per i quali Wittgenstein è più spesso ricordato: giochi linguistici, forme di vita, linguaggio privato. Sorvolando a bassa quota il terreno su cui si muovono le riflessioni ed i contributi su Wittgenstein, appare in ogni istante come lo spostamento che egli opera dalla domanda di verità a quella di senso comporti una costante critica del linguaggio che è appunto il compito della filosofia; essa si spoglia in tal modo del compito

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Assunta Romagnoli Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 650 click dal 07/04/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.