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Da badante a moglie: un'analisi etnografica delle unioni tra donne rumene e uomini lucani

Oggi, in un mondo globalizzato dove produzione e riproduzione si sovrappongono in una lotta incessante tra i sessi, questi termini non funzionano più come universi del tutto scissi fra loro, poiché nel corso degli anni le donne hanno reso possibile la costruzione di uno spazio di rivendicazioni più radicali che ha permesso di imporre la propria voce anche su terreni dove era l'uomo a imporne i confini, mettendo in discussione le responsabilità delle donne rispetto al lavoro di riproduzione. A tal proposito, le donne dei paesi più ricchi, sempre più agguerrite nella ricerca di una più equa collocazione nel mondo nel lavoro, si sono spinte a cercare nuove figure femminili che fossero in grado di compensare la loro assenza nella cura degli affetti familiari. Un compito, che oggigiorno viene assunto sempre più dalle donne migranti straniere, chiamate a sostituire altre donne italiane all'interno degli spazi privati della famiglia e degli affetti come modello tradizionale di genere, in grado di mantenere in equilibrio la sfera produttiva e riproduttiva del lavoro.Questo testo si propone di analizzare l'esperienza di emigrazione e il vissuto relazionale di un gruppo di donne migranti,per lo più di origine rumena, arrivate a Potenza fra i primi anni novanta, che hanno trovato occupazione nel lavoro di cura alla persona, e che successivamente si sono radicate nel contesto locale stabilendo relazioni affettive con uomini del posto.

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  4 Introduzione ∙ Il campo di ricerca. “Grazie al processo che genericamente definiamo globalizzazione, le donne sono in movimento come mai prima nella storia. Nelle pubblicità televisive e delle carte di credito, dei telefoni cellulari e delle compagnie aeree siamo abituati a vedere donne dirigenti d’azienda che volano da un capo all’altro del mondo, telefonando a casa da alberghi di lusso e incontrando i figli impazienti in aeroporto. Ma si sente parlare molto meno di un flusso assai più consistente di energia e lavoro femminile: la sempre più ingente migrazione di milioni di donne dai paesi poveri verso quelli ricchi, dove lavorano a servizio come tate, collaboratrici domestiche e qualche volta lavoratrici del sesso.” (Ehrenreich, 2002, p. 8) Quando si parla di entrata massiccia delle donne nel mondo del lavoro, non si richiamano all’appello solo le donne più istruite e in grado di gestire posizioni di più alto grado nella scala delle occupazioni, né tanto meno, quando si fa riferimento alla femminilizzazione del lavoro come fenomeno che implica una maggiore fuoriuscita dal tradizionale ruolo di custodi del focolare domestico, ci si limita a quelle donne il cui livello di emancipazione le vede più vicine al lavoro produttivo che a quello riproduttivo. L’altro lato della medaglia infatti, verte sull’analisi delle condizioni lavorative di quelle donne che, al contrario delle prime ma non così lontane da loro, hanno trovato un’occupazione proprio all’interno della sfera riproduttiva. Oggi, in un mondo globalizzato dove produzione e riproduzione si sovrappongono in una lotta incessante tra i sessi, questi termini non funzionano più come universi del tutto scissi fra loro, poiché nel corso degli anni, le donne hanno reso possibile la costruzione di uno spazio di rivendicazioni più radicali che ha

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Marialuisa Matera Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1491 click dal 28/03/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.