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''Lo strano caso'' della metafora concettuale. Per un'analisi cognitiva del romanzo di Mark Haddon

Lo scopo di questa tesi è quello di dimostrare come la teoria cognitivista, elaborata da linguisti e filosofi come George Lakoff e Mark Johnson e sviluppata da molti in tempi recenti, sia utilmente applicabile anche a testi letterari. Attraverso l'analisi comparativa del romanzo di Mark Haddon "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" si dimostrerà come le metafore concettuali siano profondamente radicate nei nostri processi cognitivi, al punto che anche un ragazzino come Christopher (il protagonista), affetto da sindrome di Asperger, ne fa inconsciamente un largo uso, pur non essendone consapevole e asserendo il contrario. Patrick Colm Hogan scrive che «Lakoff, Johnson and Turner see metaphor as pervading human thought processes» (2003:88), rigettando il punto di vista di Aristotele e Quintiliano, che guardavano alla metafora come ad una mera figura retorica. Già nel 1936 I.A.Richards definisce la metafora «omnipresent principle of language» (1936), aggiungendo che «il linguaggio letterale è raro al di fuori degli argomenti più strettamente scientifici» (1936). Più tardi Hobbs (1990) ribatterà che la "letteralità" è rara anche nei casi delle tipologie testuali della scienza.
I sostenitori di questa corrente, infatti, assumono che non vi sia una separazione tra corpo e mente. Proprio perché noi interagiamo con l'ambiente attraverso il nostro corpo, manipoliamo oggetti e ci spostiamo nello spazio, il nostro sistema concettuale è strutturato da una serie di schemi basilari di natura fisico-percettiva che permettono la formazione e la comprensione del linguaggio. È il fondamentale concetto di embodiment, la mente che si incarna nel corpo.
È quindi il significato che crea il linguaggio. Del resto, come scrive Lakoff «Le funzioni primarie del linguaggio sono quelle di dare forma ai pensieri ed esprimerli e quella di comunicare –non certo quella di produrre sequenze di suoni privi di interpretazione» (1987: 228).
I bambini si esprimono già prima di apprendere ad utilizzare il linguaggio verbale. Lo fanno con il loro corpo e i loro movimenti. L'esperienza corporea è dunque letteralmente fondamentale anche per comunicare concetti astratti ricorrendo a processi immaginativi come la metafora.
Dal momento che questi concetti astratti non esistono solo nei romanzi o nelle fiabe, ma anche e soprattutto nella realtà quotidiana, sembra necessario uno studio sulle metafore che strutturano la nostra "vita quotidiana".
Nel primo capitolo si spiegherà cosa si intende con 'metafore concettuali' e si introdurrà il problema della struttura sistematica dei concetti metaforici. Si farà riferimento ai testi di Lakoff e Johnson (1980:2007), di Mark Turner (1996) per la teoria del blending e della mente "letteraria" oltre che agli studi di psicologia cognitiva di Eleanor Rosch per quanto riguarda la teoria dei prototipi e le somiglianze di famiglia wittgensteiniane. Si affronterà altresì il tema dei neuroni specchio che collega fortemente le neuroscienze alla teoria cognitivista.
Nel secondo capitolo si presenteranno più in dettaglio la tipologia delle metafore concettuali (di orientamento, ontologiche e strutturali) utilizzando esempi specifici tratti dal romanzo di Haddon. Attraverso uno studio comparativo tra il romanzo in lingua originale e la traduzione italiana, si metteranno a confronto le strutture metaforiche nelle due diverse lingue (con alcune implicazioni culturali che ne conseguono): in sostanza si valuteranno le differenze e le somiglianze nelle categorie utilizzate per comprendere gli eventi e la realtà.
In Appendice si è ritenuto opportuno fornire un quadro generale delle caratteristiche cliniche di soggetti affetti dalla sindrome di Asperger, dei loro comportamenti e dei tratti cognitivi che permettono di capire più a fondo il linguaggio di Christopher, il ragazzo protagonista del romanzo di Haddon "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte".

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4 Introduzione Lo scopo di questa tesi è quello di dimostrare come la teoria cognitivista, elaborata da linguisti e filosofi come George Lakoff e Mark Johnson e sviluppata da molti in tempi recenti, sia utilmente applicabile anche a testi letterari. Attraverso l'analisi comparativa del romanzo di Mark Haddon “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” si dimostrerà come le metafore concettuali siano profondamente radicate nei nostri processi cognitivi, al punto che anche un ragazzino come Christopher (il protagonista), affetto da sindrome di Asperger, ne fa inconsciamente un largo uso, pur non essendone consapevole e asserendo il contrario. Patrick Colm Hogan scrive che «Lakoff, Johnson and Turner see metaphor as pervading human thought processes 1 » (2003:88), rigettando il punto di vista di Aristotele e Quintiliano, che guardavano alla metafora come ad una mera figura retorica. Già nel 1936 I.A.Richards definisce la metafora «omnipresent principle of language 2 » (1936), aggiungendo che «il linguaggio letterale è raro al di fuori degli argomenti più strettamente scientifici 3 » (1936). Più tardi Hobbs (1990) ribatterà che la “letteralità” è rara anche nei casi delle tipologie testuali della scienza. La “rivoluzione cognitiva” rivela che non esistono verità assolute, che i significati della realtà e delle esperienze che viviamo sono legati al contesto, alla nostra esperienza corporea e al nostro sguardo metaforico, alle categorie che prediligiamo e alla cultura in cui siamo cresciuti. Si rifiuta, quindi, da una parte l'oggettivismo più estremo e dall'altra un approccio del tutto soggettivo per il quale la verità è raggiungibile solo attraverso l'immaginazione. La metafora, invece, è esattamente lo strumento che unisce ragione e 1 in Patrick Colm Hogan 2003, p.88 2 citato in Jerry R. Hobbs 1990, p.52 3 citato in Jerry R. Hobbs 1990, p.51

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Alice Alberini Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.