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Linee editoriali e costruzione della notizia

Informazioni tesi

  Autore: Davide Schepis
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teorie della Comunicazione
  Relatore: Mariaeugenia Parito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 74

La quantità delle notizie in circolazione è oggi incomparabilmente maggiore rispetto al passato.
La diversità delle voci e delle opinioni è alla base delle moderne democrazie. Più di qualunque altro fattore, le linee editoriali influiscono sul lavoro del giornalista, il quale spesso si ritrova stretto nella morsa dello schieramento ideologico-politico della testata, finendo col dover confezionare la notizia con modalità consone alle direttive dell'editore.
L'obiettivo di questo lavoro è chiarire se si tratti in realtà di un fenomeno conseguenziale alla libertà di pensiero e di stampa sancita dall'articolo 21 della Costituzione italiana, o se bisogna invece considerare ciò come un espediente atto a favorire la "manipolazione delle notizie", finalizzato a dare al lettore una visione distorta, in modo da alterarne l'opinione.
Nel primo capitolo si sono volute illustrare le modalità con cui un evento diventa notizia e le modalità di costruzione della stessa, partendo dalla definizione delle parole per poi spaziare sui criteri di notiziabilità, sull'autorevolezza delle fonti, per poi analizzare i fattori che determinano la distorsione della notizia.
Nel capitolo successivo è stata svolta un'analisi sulle linee editoriali ed i tipi di target imposti, mossi da intenti commerciali o politici, cercando così di trovare la linea di demarcazione che separa la libertà di stampa dall'attività di endorsement, basandosi sugli aspetti deontologici della professione giornalistica. Vengono inoltre presi in esame i tre modelli su cui si fonda l'informazione giornalistica, analizzando le caratteristiche della struttura della stampa, del parallelismo politico, della professionalizzazione e del ruolo dello Stato che vincolano il sistema dei media.
Nella terza parte si terrà inoltre conto dell'evoluzione dei mezzi comunicativi, descrivendo le peculiarità di ciascun media e le caratteristiche che determinano la diversità delle operazioni per "confezionare" e presentare le notizie.
Nell'ultimo capitolo sono stati presi in considerazione alcuni "casi" che riguardano il mondo giornalistico in Italia: dimissioni, scandali e licenziamenti causati da una "rottura" venutasi a creare proprio a causa dello scontro tra deontologia professionale, linee editoriali e libertà di stampa. Analizzeremo nello specifico cinque casi particolari: lo scandalo di endorsement di Paolo Mieli, al centro di una bufera mediatica in occasione delle elezioni del 2006, reo di aver fatto propaganda elettorale in favore di Prodi;
la rimozione di Augusto Minzolini dalla direzione del TG1, mossa da una serie di controversie (che gli costarono anche un richiamo del presidente RAI sui limiti del servizio pubblico ed una diffida da parte dell'Agcom);
il caso de "l'editto bulgaro", col quale Berlusconi denunciò quello che, a suo dire, era stato un «uso criminoso della tv pubblica» da parte dei giornalisti Enzo Biagi e Michele Santoro, affermando successivamente che sarebbe stato un preciso dovere della nuova dirigenza RAI non permettere più il ripetersi di tali eventi;
le dimissioni di Indro Montanelli dalla direzione del quotidiano "Il Giornale" causate quando, in seguito alla discesa in politica di Berlusconi (1994), questi si presentò all'ufficio amministrativo della testata chiedendo a Montanelli di supportarne le iniziative politiche;
infine verrà esposto il famoso "caso Mentana", venutosi a creare in seguito alle dimissioni dell'ex conduttore del TG5, a causa delle scelte di palinsesto fissate per Canale 5, dove si preferì mandare in onda una puntata del reality show "Grande Fratello" al posto dello speciale di Matrix previsto da Enrico Mentana, con un focus particolare sulla morte di Eluana Englaro, preceduta da mesi di dibattiti sull'eticità dell'eutanasia e della morte assistita.

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3 INTRODUZIONE La quantità delle notizie in circolazione è oggi incomparabilmente maggiore rispetto al passato. La diversità delle voci e delle opinioni è alla base delle moderne democrazie. Più di qualunque altro fattore, le linee editoriali influiscono sul lavoro del giornalista, il quale spesso si ritrova stretto nella morsa dello schieramento ideologico-politico della testata, finendo col dover confezionare la notizia con modalità consone alle direttive dell’editore. L’obiettivo di questo lavoro è chiarire se si tratti in realtà di un fenomeno conseguenziale alla libertà di pensiero e di stampa sancita dall’articolo 21 della Costituzione italiana, o se bisogna invece considerare ciò come un espediente atto a favorire la “manipolazione delle notizie”, finalizzato a dare al lettore una visione distorta, in modo da alterarne l’opinione. Nel primo capitolo si sono volute illustrare le modalità con cui un evento diventa notizia e le modalità di costruzione della stessa, partendo dalla definizione delle parole per poi spaziare sui criteri di notiziabilità, sull’autorevolezza delle fonti, per poi analizzare i fattori che determinano la distorsione della notizia. Nel capitolo successivo è stata svolta un’analisi sulle linee editoriali ed i tipi di target imposti, mossi da intenti commerciali o politici, cercando così di trovare la linea di demarcazione che separa la libertà di stampa dall’attività di endorsement, basandosi sugli aspetti deontologici della professione giornalistica. Vengono inoltre presi in esame i tre modelli su cui si fonda l’informazione giornalistica, analizzando le caratteristiche della struttura della stampa, del parallelismo politico, della professionalizzazione e del ruolo dello Stato che vincolano il sistema dei media. Nella terza parte si terrà inoltre conto dell’evoluzione dei mezzi comunicativi, descrivendo le peculiarità di ciascun media e le caratteristiche che determinano la diversità delle operazioni per “confezionare” e presentare le notizie. Nell’ultimo capitolo sono stati presi in considerazione alcuni “casi” che riguardano il mondo giornalistico in Italia: dimissioni, scandali e licenziamenti causati da una “rottura” venutasi a creare proprio a causa dello scontro tra deontologia professionale, linee editoriali e libertà di stampa. Analizzeremo nello specifico cinque casi particolari:

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