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Le garanzie dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione. Riflessioni sul principio dell'obbligo di motivazione dell'atto amministrativo, della partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo (il contraddittorio) e della separazione della politica dall'amministrazione.

In una fase di riforma del sistema amministrativo, sembra opportuno indagare i princìpi dell'imparzialità ed del buon andamento della pubblica amministrazione, il cui perseguimento è garantito attraverso l'attuazione di princìpi che la l. n. 241/90 ha avuto il merito di riunire nel medesimo testo normativo. Tra i più importanti ci si è soffermati sull'obbligo di motivazione dell'atto amministrativo, nel tentativo di rendere più trasparente e quindi democratica l'attività della pubblica amministrazione, pur non mancando aspetti problematici su cui ci si soffermerà. Meritevole di attenzione si presenta anche il principio della partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo nel tentativo di dare vita ad una sorta di coamministrazione tra amministratore ed amministrato, pur discutendo sulle modalità di attuazione di una simile partecipazione, spesso sacrificata dal legislatore in virtù di una decantata celerità delle procedure non sempre concretizzata. Infine, merita qualche cenno l'annosa questione della separazione della politica dall'amministrazione la cui commistione ha fatto scrivere spiacevoli pagine della storia italiana.

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Preview Sono passati più di due anni dall’inizio della ricerca e ci si appresta a concludere una disamina che avrebbe voglia di non terminare mai, a dispetto di quel principio dell’economicità di cui all’art. 1 della l. 241/90, più volte invocato. Questo si verifica, a giudizio di chi scrive, per la difficoltà che si incontra non soltanto nell’intraprendere un simile lavoro in un campo così minato, ma anche nel concludere una ricerca in una materia magmatica come il diritto amministrativo, che difficilmente conosce conclusioni per il suo essere sempre “in itinere”, in una continua evoluzione di leggi, decreti, regolamenti, circolari, sentenze e, quindi, opinioni, riflessioni, dibattiti, convegni, contraddizioni, abrogazioni, accorpamenti e chiarimenti. Ma la parola “fine” è d’obbligo e, pertanto, nel chiudere il sipario si cercherà, nelle pagine che seguono, di fare il punto della ricerca. L’oggetto della trattazione è stata la stretta correlazione tra le garanzie dell’imparzialità e del buon andamento della p.A. e i princìpi dell’obbligo di motivazione dell’atto amministrativo, la partecipazione del cittadino al procedimento amministrativo e la separazione della politica dall’Amministrazione. Il desiderio di chiarezza e completezza ha fatto sì che venisse dedicata la prima parte della ricerca ad un’introduzione allo studio dell’imparzialità e del buon andamento con un approccio interdisciplinare che abbracciasse contemporaneamente aspetti giuridici, storici, sociologici e politici. L’Italia del secondo dopoguerra ha voluto costituzionalizzare i princìpi dell’imparzialità e del buon andamento in quell’art. 97 Cost., comma 1, da cui la ricerca ha preso il suo avvio, mentre in realtà hanno conosciuto una scarsa applicazione o, comunque di gran lunga inferiore di quanto una loro collocazione costituzionale potesse far pensare e pur essendo considerati princìpi fondamentali e si pensi all’idea di Forti, di Spaventa, di Minghetti o di Ruini. Eppure non si è fatto nulla per dare loro tutto lo spazio necessario, ma anzi sono stati contornati da una p.A. trascurata, oscura, sottovalutata, forse pensando che tutti i princìpi validi per l’ordinamento democratico valessero anche per la p.A. che, al contrario, pur professando un’imparzialità nel significato tradizionale del termine e di weberiana memoria di indipendenza dai partiti politici, in definitiva era un braccio di un organo politico, il Governo, non contribuendo, sicuramente, né all’imparzialità né al buon andamento della p.A. I princìpi presi in esame hanno conosciuto un movimento oscillatorio con improvvise accelerate d’interesse e altrettanto improvvisi raffreddamenti, contornati da una progressiva esigenza di riforma della p.A. che nel frattempo si ingigantiva vertiginosamente, per i motivi che sono stati più volte ricordati, sempre più complessa, più macchinosa, ma sempre più incapace di rispondere alle esigenze dei cittadini i cui interessi erano stati moltiplicati da uno Stato industrializzato, senza riuscire a dare, allo stesso tempo, risposte concrete ed efficaci. Eppure

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Leonardi Contatta »

Composta da 362 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12223 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 34 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.