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LO STRAPPO - cambiamenti illogici e repentini nel gusto-

Informazioni tesi

  Autore: Flavia De Marco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Beni culturali
  Corso: Culture e Tecniche della moda
  Relatore: Federica Muzzarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 46

L'individuo sociale è, al tempo d'oggi, sempre più impegnato e saturo di messaggi, informazioni e pubblicità tali da influire inconsciamente la percezione del mondo e dei gusti personali, ma cosa succede quando ci si dimentica di possedere anche una mente propria? Lo "strappo" è esattamente ciò che dimostra limiti di morale e canoni sociali di cui le nostre menti sono intrise; "cambiamenti illogici e repentini" creano un black-out, uno shock comportamentale dinnanzi al quale si prova paura non facilmente superabile se non grazie ad un lento e sano "riconfezionamento" mediatico che ne favorisca la metabolizzazione ed il conseguente sviluppo di un nuovo gusto, una nuova estetica, un nuovo modo di vedere il mondo.

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3 Lo “strappo” Tutti quei momenti in cui il processo raffinatissimo di perfezionamento di una tecnica, di un gusto, di un'espressione, di un'intelligenza, di un modo di comprendere il mondo si spezza all'improvviso per l'avvento di un grande talento e di altre sotterranee e invisibili ragioni e forze che sono all’opera e, contro ogni logica e in maniera apparentemente pericolosa, sfruttando un pochino magari un pas- so avanti tecnologico, spalanca un mondo nuovo dove immediatamente tutti accorrono. 1 Baricco chiama questi momenti anche “Fosbury” dal nome dell’atleta che alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 rivoluzionò la tecnica del salto in alto. Fino ad allora gli atleti saltavano in ventrale, egli, invece, sorprese tutti: scavalcò l'asticella rovesciando il corpo all'indietro e cadendo sulla schiena. Il risultato ottenuto gli valse persino la medaglia d’oro e tuttora è la tecnica adottata da tutti i saltatori, definita appunto stile Fosbury. Eppure al tempo suscitò diverse critiche. Com’era possibile scavalcare un ostacolo voltandosi di spal- le proprio al momento buono? È pericoloso! Il suo stesso allenatore si pronunciò dicendo: “ci sarà tutta una generazione di saltatori americani che non vincerà niente per la semplice ragione che sarà col collo rotto!” 2 . Praticamente un folle, ma da lì a poco i folli, o meglio, gli antiquati saranno tutti coloro i quali continueranno a saltare in ventrale. Lo shock prodotto da questa rivoluzione sportiva mi è subito sembrato un qualcosa di dav- vero entusiasmante, un adrenalinico sconvolgimento del presente che nell’arco di pochis- simo diventa passato catapultando una generazione nel futuro. Un po’ come la rivoluzione giovanile degli stessi anni Sessanta sconvolse totalmente il modo di concepire l’arte a fa- vore di una riscoperta dei sensi e del corpo quali “porte della percezione” da spalancare. Un corpo che, in particolar modo negli anni Settanta, assume un’ulteriore concezione, più violenta e cruda (si veda la geniale artista Ana Mendieta che in una delle sue splendidi ma- nifestazioni artistiche decide di inscenare uno stupro mostrando il “vero” orrore del gesto); sangue, tagli e ferite che saranno punto di forza espressiva per molte body artiste come Gi- na Pane e Marina Abramovic. Oggi, invece, fatta esclusione per la tecnologia di cui siamo totalmente imbevuti (pensiamo solo all’evoluzione del telefono da Meucci a Steve Jobs), appare piuttosto difficile trovare strappi tanto rivoluzionari. Il nostro stesso modus vivendi ce lo vieta: troppo abituati ad un andamento rapido, a milioni di stimoli e messaggi che tentano di intaccare menti, abitudini e desideri per cui difficilmente tendiamo a stupirci 3 ; novità che si susseguono una dietro 1 A. Baricco, Palladium Lectures. Kate Moss: sul gusto, DVD I, Feltrinelli, Milano 2013 2 Ibidem 3 Rimando alla lettura di G. Simmel, Le metropoli e la vita dello spirito, Armando, Roma 2009

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Parole chiave

moda
estetica
sociologia
fotografia
baricco
gusto
jean paul gaultier
diane arbus
strappo
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