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Teorie e pratica della traduzione per l'infanzia. Proposta di traduzione di ''Was denkt die Maus am Donnerstag?'' di Josef Guggenmos

Informazioni tesi

  Autore: Chiara Remedios Belia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Mediazione linguistica per le Relazioni Internazionali
  Relatore: Emmanuela Meiwes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 64

Introduzione:

People ask me if i ever thought of writing a children’s book. I say If i had a serious brain injury i might well write a children’s book ...

Sono queste le parole con cui Martin Amis, autore di alcune delle più note opere della letteratura postmoderna inglese, in un’intervista alla BBC risalente a soli tre anni or sono, ha espresso la sua idea di letteratura per l’infanzia.
Si potrebbe forse pensare che si tratti di un parere isolato e in fondo provocatorio, ma la realtà è purtroppo altra. Nonostante negli ultimi decenni si siano fatti passi da gigante in questo ambito culturale, pregiudizi e prese di posizione sommarie non accennano a scomparire; gli scrittori per bambini continuano a essere considerati di serie B (lo stesso Rodari si definì ironicamente in questi termini) mentre l’attenzione e la considerazione prestata dal settore accademico non è ancora adeguata ad un genere letterario di tale rilevanza.
Non v’è dubbio sul fatto che il numero di libri e di case editrici che si sono rivolti ai piccoli lettori sia cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni e che questi dati costituiscano un fatto positivo. D’altro canto però, andando ad osservare i testi messi ogni giorno in circolazione, ci si accorge che la percentuale di prodotti di qualità resta ancora molto bassa. E' la conseguenza di considerazioni come quella di Amis, che invece di costituire l’effetto, sono la causa efficiente di questa situazione.
Il problema è serio qualora si creda nell’importanza dell’educazione estetica dei bambini, che dovrebbe essere perseguita sviluppando l’amore per quella bellezza che si trova nei migliori libri, affinchè i piccoli crescano come dei lettori, ovvero come persone autonome nel pensiero e nel giudizio.
Partendo da tali premesse è facilmente intuibile quanto alla traduzione di questa letteratura si presti ancora meno interesse, in base all’opinione diffusa che si tratti di un lavoro facile, affrontabile da chiunque abbia la voglia di cimentarvisi e sia in grado di padroneggiare a sufficienza due lingue.
E' proprio a sfatare questo punto di vista che è dedicata buona parte del presente lavoro: al contrario di quanto comunemente ritenuto, la traduzione per l’infanzia presenta insospettate difficoltà (Mounin, 1965:151) e problematiche tanto specifiche da richiedere l’impiego di traduttori specializzati, pienamente consapevoli della complessità del lavoro che sono chiamati a svolgere.
La scelta di rivolgermi verso questo ambito periferico del sistema letterario è stata quindi dettata, oltre che dalla mia predilezione per quella letteratura per l’infanzia di
qualità, dalla consapevolezza che la qualità in questione è spesso anche il risultato di buone traduzioni, dal momento che molti dei testi letti dai più piccoli sono il risultato del procedimento traduttivo.
Mi sono rivolta nello specifico a un sottogenere della letteratura per bambini che per numerosi aspetti è tra quelli di più difficile traduzione, ovvero la poesia e la filastrocca per bambini. Seguendo un percorso inverso a quello che per esigenze di chiarezza è stato poi esposto nella successione dei capitoli, sono partita dall’idea di tradurre un testo per l’infanzia molto noto in Germania ma ancora inedito in Italia: si tratta di Was denkt die Maus am Donnerstag? (1967) composto da quello che a più voci è stato acclamato come il Meister der kleinen Form, il maestro della piccola forma, ovvero Josef Guggenmos. E' una raccolta di componimenti di varia natura, ma tutti collocabili tra la filastrocca e la poesia. Alla prima ho ritenuto opportuno dedicare un capitolo a sè stante, con una descrizione dei tratti salienti e dei principali problemi traduttologici posti. Mi sono poi concentrata sul genere letterario infantile e sulla sua traduzione, e proprio durante questa fase di iniziale elaborazione mi sono resa conto dell’importanza di mettere a fuoco aspetti propri della traduzione in senso lato, ma strettamente attinenti al mio lavoro: il principio d’equivalenza, la questione dell’intraducibilità, e il dibattito tra addomesticare e straniare. Questi aspetti più generali occupano il capitolo 1. Nel capitolo 2 è ricostruita la storia della letteratura per l’infanzia e sono analizzate alcune delle più rilevanti teorie traduttologiche a riguardo, mentre il capitolo 3 si rivolge specificamente alla filastrocca. Infine la proposta di traduzione accompagnata dall’analisi delle scelte compiute, insieme a una descrizione della poetica di Guggenmos, si trova nel capitolo 4.
Sono consapevole che molti problemi traduttologici non sono stati affrontati, ma tengo a dire che assenze o aspetti sottovalutati non sono imputabili a trascuratezza, quanto alla volontà di non allontanarmi troppo dal sentiero prefisso: quello della poesia per bambini e della sua delicata traduzione.

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Capitolo 1 La traduzione 1.1 Cosa significa tradurre? Io credo che noi non sappiamo con molta precisione e certezza che cosa stia- mo chiedendo e, parallelamente, quali veramente dovrebbero essere le risposte significative. (Steiner, 1984: 269) Premettendo che a tutt’oggi una definizione univoca e universalmente accetta del ter- mine tradurre non esiste, cerchiamo di comprendere come il concetto si sia evoluto nel tempo. Il termine latino interpres, interpretari, si riferiva sia all’operazione compiuta sulla lin- gua orale che a quella compiuta sulla lingua scritta. ` E dal secolo XII , con il primo caso del termine francese truchement, che andr` a consolidandosi sempre pi` u la distinzione tra l’operazione orale (interpretare) e quella scritta (tradurre). Per definire tale attivit` a nascono quindi nuovi termini, incentrati sull’idea di trasportare in un’altra lingua il significato di un determinato termine o di una determinata espres- sione: a partire dal latino traduco o transfero (trasportare oltre; trasferire; condurre di l` a; far conoscere; tradurre) si arriva all’inglese traslate, all’italiano tradurre, al francese 4

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