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Una spiegazione funzionale della posizione del limite superiore del bosco nelle Alpi italiane orientali: alcune evidenze ecofisiologiche

Il limite superiore del bosco è elemento fondamentale della biodiversità, del ciclo idrologico e nelle dinamiche dei gas in atmosfera; perciò è importante conoscere i fattori ambientali che ne determinano posizione e caratteristiche, specialmente in un’epoca di cambiamento globale. Su scala locale molte sono le ipotesi proposte per una sua spiegazione funzionale, mentre su quella mondiale solo un paio sono ritenute determinanti da parte della comunità scientifica

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“… there (are) two kinds of original thinkers, those who upon viewing disorder try to create order, and those who upon encountering order try to protest it by creating disorder. The tension between the two is what drives learning forward.” (Wilson, 1998) 3 Introduzione Nello studio degli ecosistemi forestali uno degli aspetti oggetto di interesse da più tempo da parte della comunità scientifica è la presenza di limiti alla loro diffusione. Il limite superiore del bosco, ossia il fatto che al di sopra di una certa quota la vegetazione arborea lasci spazio a cespugli e praterie, è probabilmente quello più noto (Griggs, 1937), ma ancora senza un’univoca spiegazione funzionale. Montagne e foreste boreali svolgono un ruolo fondamentale nell’ecosistema terrestre: queste occupano un’elevata frazione della superficie (il 10 % è montagna e il 22 % foresta boreale), sono più o meno abitate (vi vive il 10% della popolazione mondiale, ed almeno la metà della stessa dipende indirettamente da essi), sono un serbatoio di biodiversità, specialmente le montagne con il loro elevato sviluppo altitudinale ed un elemento chiave del ciclo idrologico (qui si originano gran parte dei maggiori fiumi del mondo). Infine alterazioni nella struttura e della funzionalità di questi ecosistemi (come l’emissione di gas serra, modifiche dell’albedo o del regime di fuoco nelle zone boreali) possono avere un impatto elevato sull’atmosfera . Disporre di un’ipotesi funzionale delle dinamiche su scala mondiale del limite superiore del bosco è necessario supporto ai modelli di previsione del cambiamento globale. Infatti numerosi indizi paleoclimatici, come campioni di legno fossile (Tinner e Theurillat, 2003), pollini fossili , carote legnose e carote di ghiacciai, evidenziano che l’intensità dei cambiamenti climatici avvertita in questo secolo negli ecosistemi montani e boreali è superiore a quella rilevata a livello globale e di emisfero. Perciò si suppone che l’effetto del cambiamento globale sarà maggiormente avvertibile in ambienti d’alta quota . Gli effetti di questo processo sulla vegetazione, specialmente nelle foreste boreali, possono inoltre essere osservati tramite fotografie aeree o rilevamento remoto da satellite. I risultati di tutte queste tecniche sono controversi (Moore, 2004), a volte evidenziano una significativa espansione della foresta , altre solo uno spostamento modesto . Per interpretare queste osservazioni, e le sue relazioni con il clima, è necessario almeno ipotizzare una spiegazione funzionale e fisica della sua posizione a livello globale. Innanzitutto bisogna esplicitare il significato di questo termine e degli elementi che lo compongono: per albero si intende una pianta legnosa con fusto dominante che arriva a superare i 3 m di altezza; con limite si indica un limite naturale, in genere questi è una zona di transizione, un’ecotono frutto dell’interazione di numerosi processi, come la riduzione delle risorse disponibili e delle condizioni 6

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Dipartimento Tecnologie e Sistemi Agro Forestali

Autore: Claudio Fior Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 112 click dal 30/04/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.