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La Sindrome di Munchausen per Procura

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Genick
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Sociologia
  Relatore: Roberta Bisi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

Presentazione criminologica e psicopatologica del disturbo in esame completata con alcune considerazioni giuridiche inerenti la rilevanza penale della condotta stessa.

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1. Introduzione Subdola e diabolica la Sindrome di Munchausen per Procura si insinua negli interstizi della diade genitore-figlio, sovvertendone le dinamiche relazionali e portando all'identificazione di due monadi i cui spazi vitali, tuttavia, continuano a comunicare in funzione di una logica distorta che rappresenta il substrato di questa particolare forma di violenza. Con quest'ultimo termine, riproponendo la definizione dell'antropologa Françoise Héritier, si intende «qualsiasi costrizione di natura fisica o psicologica finalizzata a provocare danno, sofferenza o morte» (Héritier 1997, p. 17). Dal punto di vista etimologico il vocabolo ha radici indoeuropee: dal sanscrito jya al latino vis è evidente il riferimento al concetto di forza, di cui la violenza rappresenta una delle possibili espressioni, potendo quindi esser definita come una forma di costrizione che si afferma tramite atti sia fisici che psicologici, evidenziandone implicitamente il carattere relazionale. La violenza può dunque essere considerata una forma di misconoscimento di Alter, la sublimazione di un'autoreferenzialità che ostacola qualsiasi rapporto dialogico in funzione della preservazione della propria identità, considerata vulnerabile dalla differenza ontologica altrui. Nel linguaggio quotidiano possiamo, tuttavia, riscontrare un abuso del termine in questione, soprattutto in relazione a vocaboli come forza, aggressività e distruttività. Del primo è opportuno evidenziare la valenza sostanzialmente neutrale, tanto che può essere utilizzato in modo sia dispregiativo che virtuoso, senza scalfirne la legittimità al suo ricorso: l'uso della forza da parte delle pubbliche autorità per ristabilire l'ordine in occasione di eventi dannosi per la pax socialis non solo è giustificato ma addirittura è riconosciuto come necessario. Del secondo - derivante dal latino aggredi che significa andare verso, 3

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Parole chiave

vittima
infermità
disturbo di personalità
autrice
violenza domestica
munchausen
seminfermità mentale
sentenza 9163/05 sezioni unite cassazione
sindrome di munchausen

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