Skip to content

I classici dell'arte nella pubblicità: note su uso e abuso del citazionismo

Informazioni tesi

  Autore: Elena Battistini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Discipline dello spettacolo e della comunicazione
  Relatore: Sergio Cortesini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

In questo elaborato finale si analizzano due diversi punti di vista riguardanti l'utilizzo dell'arte a scopi commerciali, in particolare nella pubblicità a stampa: quello dei pubblicitari e quello dei critici d'arte che hanno operato nel XX secolo.
Nella prima parte della prova finale; viene sposata la prospettiva dei pubblicitari secondo i quali le opere d'arte universalmente conosciute possono essere reinterpretate in vari modi allo scopo di promuovere un determinato prodotto: nello specifico sono esaminate le varie modalità di ritorni visivi delle opere d'arte, la tecnica dell'à manière de, l'allusione e la citazione con maggior attenzione in particolare per quest'ultima della quale si analizzano i diversi modi con cui strumentalizza l'arte.
Il significato delle opere d'arte citate infatti, è diverso rispetto al valore semantico di quelle originali in quanto i soggetti artistici ripresi subiscono dislocazioni in nuovi contesti, dissacrazioni o vengono semplicemente corredati da un claim che ha tuttavia il potere di modificare il messaggio originario delle opere.
Ci s'interroga poi sui motivi che spingono le agenzie pubblicitarie ad attingere dal repertorio artistico classico e si tratta anche del ruolo degli autori delle opere: la loro paternità non viene messa in discussione ma, comunque sia, viene sfidata la loro autorità e viene ad essere messo da parte il valore semantico che questi avevano attribuito alle loro creazioni.
Nella seconda parte dell'elaborato, invece, si prende in considerazione il punto di vista opposto a quello degli inserzionisti, ovvero quello dei critici d'arte i quali si sono dimostrati contro la riproduzione e la manipolazione dell'arte a fini commerciali: specificatamente si analizza il pensiero di due degli esponenti della celebre scuola filosofica di Francoforte quali Walter Benjamin e Theodor Adorno per poi procedere alla presa in esame dell'ideologia di Giulio Carlo Argan il più influente storico e critico dell'arte italiano degli anni '60.
Mentre Benjamin si dimostra tollerante, giudicando positivamente la riproducibilità delle opere d'arte a patto che non sia subordinata alla logica di mercato e che abbia una funzione didattica, Adorno ha espresso un punto di vista più negativo in quanto secondo la sua opinione l'arte non può educare le masse perché pilotata dal mercato e dal sistema capitalista. Il filosofo approva quindi il concetto kantiano di arte come forma estetica che sollecita un piacere non interessato, sul quale si è trovato d'accordo anche Argan, convinto che non può essere arte quella che accetta di collaborare ad una sistematica riduzione dell'uomo alla sfera economica. Il critico inoltre è convinto che l'estetico non può integrarsi nel sistema produttivo senza essere assoggettato alle leggi di mercato e distingue arte e prodotto difendendo il senso della storia e il senso dell'arte come esemplarità storica.
L'argomento dell'elaborato è stato scelto per il mio interesse nei confronti dell'arte intesa come fine a se stessa, oggi purtroppo strumentalizzata a scopi commerciali e, mettendo a confronto i punti di vista di pubblicitari e critici d'arte l'intento è di mettere in risalto le modalità in cui è cambiato il concetto di arte.
Per elaborare la tesi sono stati utilizzati non solo volumi cartacei ma anche articoli ed immagini tratti dal web.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Premessa Di recente sul sito on line di repubblica.it 1 è stato fatto riferimento al progetto “OMG who stole my ads?” (Oh mio dio, chi ha rubato la mia pubblicità?) lanciato da Etienne Lavie, artista di strada francese: quest'ultimo ha sostituito parte dei cartelloni e manifesti pubblicitari di Parigi con riproduzioni di quadri presenti al Louvre, dando così modo alle celebri opere d'arte ivi custodite di entrare nella vita quotidiana dei cittadini e di manifestarsi a tutti con la stessa immediatezza della pubblicità. Lavie con questa sua iniziativa ha voluto indurre i passanti ad avvicinarsi all'arte, ad ammirare capolavori celebri per il solo piacere estetico, mettendo da parte posters e immagini che attirano l'attenzione solo con lo scopo di spingere all'acquisto: per questo la sua potrebbe essere valutata come una forma di protesta verso la mercificazione delle opere d'arte nella nostra epoca postmoderna dove l'arte è diventata un affare, un investimento in termini economici. 2 Nel corso degli anni, l'universo dell'arte e quello della pubblicità si sono gradatamente compenetrati tanto che dalla metà del secolo scorso in poi, infatti, non solo ci sono stati fenomeni come la pop art in cui l'arte ha teso ad appropriarsi delle tecniche comunicative della pubblicità, ma è avvenuto anche l'opposto: l'arte è infatti entrata nelle pubblicità sia citata che rivisitata, sintomo della cancellazione del confine tra la cultura alta e quella di massa o commerciale, avvenimento tanto appassionatamente denunciato da tutti gli ideologi del moderno. 3 1 Chi ha rubato la pubblicità?''. Parigi invasa dalle opere d'arte, in http://www.repubblica.it/esteri/2014/02/04/foto/omg_who_stole_my_ads_opere_d_arte_al_posto_della_pubblicit- 77700363/1/?ref=search#1, accesso del 18/02/2014. 2 Grazioli, Elio, Arte e pubblicità, Milano, Bruno Mondadori, 2001, pp. 193-194. 3 Ibidem 1

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

pubblicità
capitalismo
marketing
arte
brand
citazionismo
scuola di francoforte
argan
opere d'arte
commercializzazione dell'arte

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi