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Studio della prevalenza della sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome) in pazienti oncologici in corso di trattamento chemioterapico

Contesto. I disturbi del sonno sono frequenti nei pazienti oncologici in trattamento chemioterapico. Il ruolo della sindrome delle gambe senza riposo (RLS) in suddetti pazienti è stato poco indagato.
Obiettivi. Questo studio indaga la prevalenza della sindrome delle gambe senza riposo in una popolazione di pazienti affetti da neoplasia in corso di chemioterapia. Si propone inoltre di identificare possibili fattori di rischio per lo sviluppo della stessa, quali il tipo di neoplasia e la tipologia di trattamento chemioterapico.
Metodi. Gli strumenti di valutazione utilizzati includono un questionario anamnestico demografico, scala di Epworth (ESS), intervista semi strutturata per insonnia, Berlin Questionnaire, domande sui criteri per diagnosi clinica di RLS e la scala di severità per RLS (IRLSSG). Il campione è composto da 195 soggetti (121 oncologici e 74 controlli).
Risultati. La sindrome delle gambe senza riposo e l’insonnia sono maggiormente presenti nei pazienti oncologici (p<0,05). È stato osservato un trend positivo per l’associazione tra RLS e trattamento chemioterapico. I pazienti oncologici affetti da RLS hanno ottenuto punteggi maggiori nella scala per l’insonnia (p<0,05). Confrontando I pazienti oncologici e i soggetti di controllo non affetti da RLS è stato possibile accertare una maggiore presenza di insonnia e di NAP diurno e un più frequente utilizzo di ipnoinducenti nei pazienti oncologici.
Conclusioni. Questo studio mostra un’alta prevalenza di sindrome delle gambe senza riposo e di insonnia in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia. È importante indagare ulteriormente le cause che sottendono l’insorgenza di tale sindrome.

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5 CAPITOLO 1: IL SONNO Architettura e fasi Il sonno è lo stato intermedio tra la veglia e la morte; la veglia è considerata come lo stato attivo di tutte le funzioni intellettuali e animali, e la morte come quello della loro sospensione totale (MacNish R., 1834). Questa definizione esemplifica la storica dicotomia tra le ricerche sul sonno e la medicina del sonno, dunque tra le visioni del sonno come un processo passivo o come processo attivo. Prima della scoperta dei movimenti rapidi oculari si riteneva che il sonno fosse uno stato di inattività del cervello, la maggior parte degli studiosi considerava lo stesso come l’inevitabile risultato del ridotto input sensoriale e la conseguente diminuzione di attività cerebrale. Risveglio e veglia erano pensati come il capovolgimento di tale processo (Hobson J.,1989). Nella prima metà del ‘900 tale concezione ha subito diverse modificazioni. È diventato chiaro che gli esseri umani, e la maggior parte dei mammiferi, trascorrono la vita in tre stati totalmente diversi: la veglia, il sonno NREM (no rapid eye movement) e il sonno REM (Saunders, 1994). Gli attuali studi sul sonno definiscono lo stesso in conformità a criteri di tipo comportamentale e fisiologico. Dal punto di vista comportamentale è posta attenzione alla mobilità assente o

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Giada Della Corte Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1114 click dal 30/06/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.