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L’opinione degli infermieri rispetto alla formazione permanente. Risultati di un’indagine

Informazioni tesi

  Autore: Simona Nerone
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Gaetano Romigi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

Ogni uomo, necessariamente e inevitabilmente, apprende per tutto l’arco della propria vita, seguendo un cammino che non è quasi mai rettilineo e descrivile.
Tra l’altro, gran parte del life long Learning, avviene in circostanze che non sono deputate primariamente alla formazione.
L’esigenza di rendere, almeno in parte, questo processo di apprendimento manifesto e di regolarlo secondo finalità ben precise è, invece, una necessità del vivere sociale e delle imprese.
Qualsiasi azienda, che voglia puntare al proprio sviluppo, non può non prescindere dalle competenze professionali, dalle capacità d’intervento e dall’operato dei propri dipendenti.
In una simile prospettiva la formazione, si configura come l’elemento chiave per orientare e rafforzare il personale e pertanto gli obiettivi formativi coincidono con gli obiettivi di apprendimento dei singoli.
Poiché l’attività stessa di un’azienda subisce continui e innumerevoli cambiamenti, anche il processo formativo ha messo in atto innovazioni non occasionali: è sempre più frequente parlare di formazione continua (FC) o permanente.
Ciò è certamente positivo, e in buona parte, dovuto all’obbligo di acquisire crediti per l’Educazione Continua in Medicina, introdotta in Italia con il d. Lg 229/1999.
Tuttavia, l’Educazione Continua in Medicina, ancora oggi, riamane un argomento mal affrontato e spunto di dubbi e critiche, soprattutto se parliamo della professione infermieristica.
In questo studio, si è cercato di tracciare il lungo percorso che ha permesso all’infermiere di divenire un professionista, istituzionalmente riconosciuto e valido all’interno del sistema sanitario nazionale; ricalcando il ruolo che la formazione ha assunto come “arma principale” capace di garantire la conquista dell’autonomia e dell’indipendenza professionale.

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4 CAPITOLO 1. EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA IN ITALIA INTRODUZIONE La professione infermieristica è considerata la più antica delle arti e la più giovane delle professioni. Il termine infermiere deriva dal latino “infirmus” che etimologicamente significa “debole”. Quello dell’infermiere è uno dei mestieri più antichi, che ha subito evoluzioni e cambiamenti continui. Analizzando il percorso storico di questa figura è opportuno sottolineare che l’unica relazione con il passato risiede unicamente nel nome e nell’'antica propensione solidaristica, mentre oggi, più che mai dimostra la volontà di affermarsi come un’attività nuova e moderna. Ponendo l’attenzione sull’odierno scenario della professione infermieristica, possiamo affermare di aver ottenuto eccellenti risultati concernenti l'identità professionale. L’infermiere non esercita più esclusivamente nelle corsie di degenza degli ospedali come mero esecutore di ordini e consegne, ma riveste un ruolo fondamentale nel settore della Sanità sia, pubblica che privata. La società attuale vede operare l’infermiere attivamente su più fronti: nelle cure domiciliari, come libero professionista, nei centri di turismo, sulle navi, e ancora all’opera in uffici pubblici, in grandi industrie, nei tribunali, nelle Università, o alla dirigenza di servizi sanitari. La figura infermieristica dei nostri giorni è riuscita ad ottenere e conquistare i suoi meritati diritti; ha, infatti, un proprio profilo professionale e un codice deontologico, improntati sull’autonomia e la responsabilità, consegue il proprio status mediante tre anni di studi incentrati sull’acquisizione di un titolo accademico ed ha possibilità di carriera e di formazione post base. Il merito di tali vittorie e traguardi raggiunti, in quest’ambito, è da attribuire alla formazione. Per formazione s’intende l’effetto di crescita e maturazione delle facoltà psichiche e intellettuali, basate su criteri quali lo studio e l’esperienza. Infatti, il termine formare indica una trasmissione di conoscenze, nozioni, concetti, valori e principi che intervengono sulla cultura degli individui. Lo scopo di tutto ciò è quello di generare, prima di tutto, figure competenti contraddistinte da tre qualità basilari: sapere, saper fare e saper essere. Per estensione il termine formare designa una ciclicità di studi atti a conseguire titoli, diplomi o attestati. In ambito infermieristico, si riscontrano tre distinti percorsi di studio: la formazione di base (laurea in

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e-learning
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