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Laura Kibel, cento valigie e uno spasso - ovvero la condizione anfibia di una burattinaia

Un'indagine e un resoconto sul significato e sull'attività teatrale di Laura Kibel, artista conosciuta in tutto il mondo per la sua bravura, eccentricità, originalità.
Con il suo "teatro dei piedi" crea, attraverso un'efficace microdrammaturgia, una serie di scene, di gag, di situazioni esilaranti, poetiche, irriverenti capaci di stupire e arrivare al cuore di grandi e piccini.
Un teatro universale, dunque, che può essere capito da tutto il mondo: un teatro in cui le parole sono ridotte all'essenziale, e che non necessita di traduzione.
Laura crea i suoi enormi personaggi - burattini? marionette? - da sola e li dota di una serie incredibile di piccoli o grandi oggetti: ogni sketch nasce da una valigia dipinta a mano dalla Kibel, una valigia è una sorpresa, ogni valigia è una piccola opera d'arte.

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3 INTRODUZIONE Viviamo in un’epoca in cui lo spettacolo è parte integrante della nostra esistenza, soprattutto qui, in Occidente. Sono certa che se improvvisamente si oscurassero tutte le tv, si chiudessero i cine - ma, si sprangassero i teatri, si “sequestrassero” attori, registi, cantanti, insomma, tutto ciò che concorre a fare spettacolo, si scatenerebbe una rivolta. Credo che, almeno per quel che mi ri- guarda, mi sarebbe più facile superare una carestia alimentare piuttosto che una carestia artistica. Eppure, in questo ingurgitare continuo di eventi spettacolari, si rischia una sorta di indifferen- za: così come al buio tutte le vacche sono nere, nel caleidoscopio in movimento tutti i frammenti, pur nella loro diversità, si equivalgono. Può accaderci di pensare che tutto sia già stato detto, già stato fatto. Come potremo incontrare qualcosa lungo il cammino che ci potrà stupire? Sarà un ennesimo capolavoro cinematografico a scuoterci? Una pièce teatrale a sconvolgerci per la sua novità? O l’incredibile perfezione ginnica degli acrobati circensi? Può capitare di essere assaliti dal timore che prima o poi nulla ci smuoverà o ci emozionerà più di tanto; un atteggiamento esi- stenziale ben descritto dalla canzone di Ornella Vanoni È poi tutto qui il cui testo recita: “È poi tutto qui, perché se è così va beh, lasciamo andar. Non vale la pena di soffrir, se è poi tutto qui”.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alida Castagna Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.