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Il metodo Life Cycle Assessment (LCA) per la filiera vitivinicola (vino bianco) - Studio sperimentale comparativo tra una realtà italiana ed una spagnola.

La Tesi tratta l'analisi Life Cycle Assessment (LCA) (analisi del ciclo di vita dei prodotti) di due aziende vitivinicole site in due paesi differenti del mediterraneo: Italia e Spagna. Dopo una introduzione descrivente i processi tecnologici per la produzione del vino, viene spiegata l'analisi LCA. Successivamente vengono analizzate le due realtà, processati i dati raccolti tramite software SimaPro e comparati i dati. Con i risultati si sono identificati le fasce di maggior inquinamento e gli elementi che contribuiscono maggiormente all'impatto totale e specifico. Si è inoltre fatta una comparazione dei processi per capire chi inquina meno e perchè.

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2 Capitolo 1 - L'analisi Life Cycle Assessment (LCA) e la filiera vitivinicola 1.1 L'analisi Life Cycle Assessment (LCA) Negli anni 70 la priorità dell’industria alimentare, concordantemente con il boom industriale, era riuscire ad offrire alla popolazione una serie di alimenti che prima non erano accessibili alla maggior parte delle categorie sociali, e di offrirne in quantità tale da soddisfare la crescente domanda di questi data dal maggior benessere economico-sociale. In seguito alla ulteriore crescita del welfare nei paesi più industrializzati, l’attenzione dell’opinione pubblica, appartenente a queste nazioni, si è sensibilizzata maggiormente su argomenti legati a cosa comporta una così larga produzione ed offerta di alimenti, spesso provenienti da paesi lontani, iniziando ad attribuire sempre più importanza ad elementi prima trascurati dai consumatori quali la provenienza delle derrate, i metodi di coltivazione ed allevamento, la presenza o meno di additivi alimentari e numerosi altri componenti. Oggi, in questi paesi, non si parla più di food security, quanto di food sustainability. “Sostenibilità è qualsiasi azione destinata a mantenere le condizioni energetiche, informazionali, fisico-chimiche, che reggono tutti gli esseri, specialmente la Terra viva, la comunità di vita e la vita umana, tenendo presenti la loro continuità e anche la soddisfazione dei bisogni della presente generazione e di quelle future, in modo tale che il capitale naturale sia mantenuto e arricchito nella sua capacità di rigenerazione, riproduzione e coevoluzione” (L. Boff, 2012). Il settore agroalimentare è il maggiore responsabile dell’inquinamento mondiale. Basti pensare che la sola filiera della carne, comprendente allevamenti bovini, suini, pollami ed altri, emette circa il 51% del totale delle emissioni di GHGs nel mondo (F.A.O. 2006). In ottica di ridurre queste emissioni che peggiorano il nostro pianeta perchè spesso recano danni irreversibili, si sono studiate delle misure per ridurre gli impatti ambientali, come ad esempio l’adozione di depuratori per le acque reflue al fine di purificarle per riutilizzarne parte, o comunque, per introdurre nell’ambiente acqua meno inquinata e in

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Agraria

Autore: Carmine Milone Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1573 click dal 11/06/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.