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Gli anglicismi nel lessico italiano della gastronomia

L'indagine si propone di fornire una prima valutazione dell'interferenza inglese, sempre più spesso in realtà anglo-americana, attraverso un'analisi limitata al periodo storico compreso tra il XIV ed il XXI secolo, fondamentalmente di tipo semantico con riferimento all'ambito di appartenenza settoriale, senza escludere qualche accenno a quella di tipo morfologico-grammaticale e fonologico. Similmente valuterà la reazione dell'italiano contemporaneo alla manipolazione così operata, con riferimento all'aspetto quantitativo (es. incidenza numerica degli anglicismi integrali o dei calchi strutturali) e qualitativo (marca d'uso ed ambito). Non verrà naturalmente tralasciata la valutazione polisemantica che, soprattutto nel settore gastronomico, determina la generazione di termini omografi con una pluralità di significati importanti, di pseudo anglicismi e dei cosiddetti "falsi prestiti".
Il lavoro sarà così articolato.
Nel primo capitolo, dopo aver illustrato alcune nozioni tecniche che chiariscono il concetto di interlinguistica, verranno fornite indicazioni di carattere storico temporale, così come gli effetti evolutivi che tale processo ha determinato in generale sull'italiano; inoltre, si porrà l'attenzione a quanto diversamente proposto dal purismo, quella corrente letteraria che rifiuta tale arricchimento lessicale.
Nel secondo capitolo, scansionando dettagliatamente l'arco temporale compreso tra il XIV ed il XXI secolo, si illustreranno gli eventi sociali, culturali ed economici maggiormente significativi nell'itinerario formativo del patrimonio italiano intersecato con quello inglese e americano.
Proseguendo, il terzo capitolo verterà sui prestiti, i calchi e i "falsi prestiti", fornendo le nozioni basilari di tali forme linguistiche, classificandoli e passando in rassegna alcune casistiche che delineino la loro funzione nel processo interlinguistico.
Il quarto ed il quinto capitolo costituiscono insieme il corpus del presente lavoro: rispettivamente nel quarto viene proposto, con una tabella, il complesso degli anglicismi reperiti nel settore gastronomico, mentre nel quinto verrà approfondita e commentata la ricerca effettuata con esemplificazioni intese a chiarire come, quando e in quale misura tali nuove parole determinano la crescita evolutiva della lingua italiana.
A tal fine è stato individuato un corpus composto da un insieme di anglicismi raccolti in prima istanza attraverso il Dizionario delle parole straniere di De Mauro-Mancini (ed. 2003)3; il Dizionario degli Anglicismi nell'italiano postunitario di Gaetano Rando, 1987, limitatamente ai soli anglicismi diffusisi nel periodo postunitario e direttamente pervenuti dall'inglese senza la mediazione di altre lingue, come il francese e la monografia Influssi inglesi nella lingua italiana, pubblicata da Ivan Klajn circa 15 anni prima.
Giacché il settore gastronomico è un ambito di recente interesse, sono state utilizzate altre fonti specialistiche quali il Dizionario Gastronomico Compatto, Inglese–Italiano Italian-English, AA.VV. a cura di EDIGEO, 2010, così come siti web - per i quali si rimanda a quanto indicato in Bibliografia - http://www.samaroli.it, per il glossario relativo al whisky, http://www.ricette.giallozafferano.it e http://www.cocktailmania.it, per la terminologia gastronomica.
Oltre a ciò, poiché il settore gastronomico opera principalmente attraverso l'approvvigionamento, la produzione, la distribuzione e il consumo alimentare, si è operata un'investigazione attraverso l'esperienza diretta, visitando locali, supermercati, ristoranti ed in genere luoghi atti a tale attività. A titolo esemplificativo, si è ritenuto opportuno inserire un'appendice al presente lavoro, nella quale sono state riportate alcune ricette di piatti gastronomici, cocktail e menu vari; inoltre sono state riprodotte alcune etichette di bottiglie di whisky: tutto ciò per evidenziare la frequenza con la quale gli anglicismi vengono utilizzati nelle specifiche categorie del settore gastronomico.
I risultati dell'indagine, esposti nelle conclusioni del presente lavoro, confermeranno pertanto che l'interferenza degli anglicismi non è un'esclusiva di alcuni settori, ma si ripercuote anche in altri ambiti come appunto quello della gastronomia, contribuendo e favorendo in tal modo l'arricchimento del patrimonio linguistico italiano.

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6 INTRODUZIONE Sempre più frequentemente si sente parlare di Itangliano o Italiese, definizione coniata per riferirsi ad una “nuova” lingua italiana che, soprattutto nell’ultimo secolo, ha subito un massiccio influsso da parte di quella inglese ed americana; un italiano fortemen- te caratterizzato da termini che, propriamente denominati dalla terminologia linguistica forestierismi, e più in particolare anglicismi, sono comunemente identificati come parole straniere, vocaboli spesso riconoscibili nel vasto patrimonio lessicale della nostra lingua per una diversa forma grafica o per una pronuncia incerta. “Esotismi crudi” 1 che si mescolano e talvolta sostituiscono vocaboli ed espres- sioni tradizionali italiane in ambiti e contesti sempre più numerosi. Una commistione ita- liano-inglese di ampia consistenza qualitativa e quantitativa in costante cambiamento, un rinnovamento sempre più rapido e geometricamente progressivo che si è esteso verso set- tori considerati, fino a pochi decenni fa, esclusi da tale importante processo di interferen- za. Conseguentemente, accanto ai tradizionali settori del business, del turismo, dello sport e soprattutto dei media - solo per citarne alcuni – si ritrovano aree di nuovissima competenza: dagli ambiti di tipo politico istituzionale (authorities incaricate di specifici controlli o membri del Governo che rispondono alle interrogazioni durante il question time), al linguaggio dei giovanissimi (scambi di amicizie e/o opinioni in blog o chat) o all’informatica (una nuovissima speciale lingua definita e-learning 2 ). Nondimeno appare eclatante il divenire del settore della gastronomia, argomento appunto del presente lavo- ro, il quale storicamente e tradizionalmente è stato sempre considerato oggetto dell’influenza della lingua francese, prestigiosa concorrente dell’inglese fino al XIX secolo soprattutto in ambito letterario e culturale, nonché nel settore dell’abbigliamento e della moda. L’indagine si propone di fornire una prima valutazione dell’interferenza ingle- se, sempre più spesso in realtà anglo-americana, attraverso un’analisi limitata al periodo 1 De Mauro-Mancini: 2003, p. III, che rimanda a Bruno Migliorini. 2 R. Bombi: 2006, p. 615.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Eva Savina Giori Contatta »

Composta da 153 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.