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Giornalisti in bilico: tra informazione e diffamazione. Dalla carta stampata alle nuove tecnologie, quando manifestare il proprio pensiero significa correre un rischio

L'evolversi della coscienza sociale e la crescente diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, specialmente quelli telematici, pongono il problema dell'individuazione del ruolo degli operatori dell'informazione, nonché dei limiti di liceità della stessa, ove potenzialmente lesiva della reputazione altrui, alla ricerca del difficile contemperamento di diritti opposti ma costituzionalmente garantiti, quali la libertà di espressione e la tutela dell'onore.

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7 INTRODUZIONE. IL RISCHIO DI FARE IL GIORNALISTA «I giornalisti sono esseri immondi, che lavorano di notte per spargere i loro veleni davanti alle case degli uomini onesti». Con questa efficace immagine il filosofo Kierkegaard 1 , divenuto bersaglio di articoli e caricature sul giornale umoristico “Corsaren”, descriveva tra i suoi pensieri del Diario tale professione, attraverso una metafora che ben si presta a figurare il reato per eccellenza, la diffamazione a mezzo stampa, di quella che è comunemente considerata una vera e propria casta: i giornalisti. E la Corte di Cassazione, con sentenza del 26 settembre 2012, deve aver ritenuto che quanto pittorescamente descritto dal filosofo danese non fosse poi così scevro dalla realtà: rigettando il ricorso proposto dal giornalista Dr. Alessandro Sallusti, ha, infatti, confermato la pena nei suoi confronti alla reclusione di un anno e due mesi, oltre alla multa di 5.000 euro, per i reati di diffamazione a mezzo stampa nonché di omesso controllo sul contenuto dell’articolo diffamatorio, come disposto nel precedente grado dalla Corte d’Appello di Milano, la quale, invece, aveva rideterminato la pena della multa di 5.000 euro irrogata dal Tribunale di Milano. 1 Søren Kierkegaard, filosofo e teologo danese, 1813-1855, è considerato il padre dell’esistenzialismo; il quotidiano Il Corsaren canzonò più volte il filosofo attraverso maligne caricature, mettendo in dubbio la sincerità del suo cristianesimo e prendendolo in giro per i suoi difetti fisici e la bruttezza; si narra che la gente cominciò ad irriderlo per la strada, contribuendo allo sviluppo di temi quali la sofferenza, l’isolamento e l’incomprensione da parte dei contemporanei, che ricorrono con frequenza nei suoi scritti.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marika Poggese Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 816 click dal 24/06/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.