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Sviluppo del sistema di controllo per l'accumulo tramite supercondensatori

L'impiego dei supercondensatori per l'accumulo dell'energia offre numerosi vantaggi, specialmente in quelle applicazioni che sono caratterizzate da brusche variazioni della potenza assorbita, come ad esempio nel caso della trazione elettrica. In questo campo i supercondensatori possono affiancare gli accumulatori tradizionali, andando a migliorare il comportamento dell'intero sistema.
Osservando infatti il ciclo di lavoro di un veicolo elettrico si nota subito una grande differenza tra la potenza media e quella di picco richiesta. Inoltre anche nelle fasi di frenatura rigenerativa si ha un picco di potenza, che questa volta fluisce verso gli accumulatori. Questi picchi e brusche variazioni di potenza si traducono in picchi e rapide variazioni di corrente, che però sono mal sopportate dalle batterie. Le batterie infatti, a causa delle reazioni elettrochimiche che le caratterizzano, lavorano in maniera ottimale con correnti di carica o di scarica basse e poco variabili nel tempo. Per evitare quindi un eccessivo stress degli accumulatori, che si traduce in una diminuzione della vita, del rendimento e delle prestazioni degli stessi, è opportuno affiancargli dei dispositivi che sopperiscano ai picchi e alle variazioni di potenza, andando quindi a livellare potenza richiesta alle batterie. Particolarmente adatti a questo scopo sono i supercondensatori, che consentono di erogare o assorbire elevate potenze seppur per brevi periodi di tempo.

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2 1. Capitolo primo – Descrizione del sistema 1.1. Introduzione L’impiego dei supercondensatori per l’accumulo dell’energia offre numerosi vantaggi, specialmente in quelle applicazioni che sono caratterizzate da brusche variazioni della potenza assorbita, come ad esempio nel caso della trazione elettrica. In questo campo i supercondensatori possono affiancare gli accumulatori tradizionali, andando a migliorare il comportamento dell’intero sistema. Osservando infatti il ciclo di lavoro di un veicolo elettrico si nota subito una grande differenza tra la potenza media e quella di picco richiesta. Inoltre anche nelle fasi di frenatura rigenerativa si ha un picco di potenza, che questa volta fluisce verso gli accumulatori. Questi picchi e brusche variazioni di potenza si traducono in picchi e rapide variazioni di corrente, che però sono mal sopportate dalle batterie. Le batterie infatti, a causa delle reazioni elettrochimiche che le caratterizzano, lavorano in maniera ottimale con correnti di carica o di scarica basse e poco variabili nel tempo. Per evitare quindi un eccessivo stress degli accumulatori, che si traduce in una diminuzione della vita, del rendimento e delle prestazioni degli stessi, è opportuno affiancargli dei dispositivi che sopperiscano ai picchi e alle variazioni di potenza, andando quindi a livellare potenza richiesta alle batterie. Particolarmente adatti a questo scopo sono i supercondensatori, che consentono di erogare o assorbire elevate potenze seppur per brevi periodi di tempo. 1.2. Struttura del sistema Tra tutti gli schemi di collegamento possibili, quello che offre i maggiori benefici, è quello in cui supercondensatori e batteria sono in parallelo tra loro[1], come mostrato in Figura 1.1.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Angelo Vendetti Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.