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Performativo e riconoscimento nella filosofia di Judith Butler

Qual è il senso della necessità di riconoscere gli individui come appartenenti ad uno ed un solo sesso? Come crediamo di poterli riconoscere? Cosa accade quando non riusciamo ad incasellare gli individui? Questi sono alcuni dei quesiti cui mi sono proposta di rispondere, con il supporto delle teorie di Judith Butler.
Un'introduzione agli studi di genere ed uno spunto di riflessione per nuovi riferimenti normativi che superino il binarismo in favore di tolleranza e comprensione

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1 Introduzione Il 10 Maggio 2014 vince l’Eurovision Festival a Copenaghen 1 Conchita Wurst, nome d’arte dell’artista austriaco Thomas Neuwirth, e nell’opinione pubblica si scatena il finimondo: chi è costui, chi è costei, perchØ ha la barba se è “costei”? Io avevo già da tempo iniziato a studiare testi che riguardassero Studi di Genere, con lo scopo di porre basi culturali al mio femminismo innato, per poter influire nella società dando il mio contributo, e seguivo con curiosità l’opinione dell’Uomo della strada. Ma uno schieramento ha colpito in particolare la mia attenzione, ed è quello, folto, delle donne che si scagliavano con acredine contro la Drag queen sentenziando che, se proprio costui volesse esser donna, allora dovrebbe “togliersi tutto”, perchØ è troppo facile mettere un paio di scarpe col tacco e passare per donna. Tutto ciò può far scappare inizialmente un sorriso, ed è accaduto, ma la riflessione successiva è stata: da dove nasce questo desiderio di mutilazione? Cosa disturba in questa Drag queen, la barba o quello che la barba significa? Cosa ci vede una donna non assertiva? Un pericolo, evidentemente. Per essere una donna è necessario mutilare una parte, poichØ “la femminilità è la significazione di una mancanza” sempre per dirla con la Butler nella disquisizione attorno a Lacan ed il Fallo 2 che in questo caso diviene fortemente simbolico poichØ presente in ogni sua percezione, dell’Essere Fallo e del Possedere il Fallo. 1 Sito ufficiale Eurovision. < http://www.eurovision.tv/page/timeline. > (03.06.2014) 2 J. Butler, Corpi che contano. I limiti discorsivi del “Sesso, Trad. it. S. Capelli, Feltrinelli, Milano, 1996. pp. 31 – 53

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paola Calcagno Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1150 click dal 23/07/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.