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Il referendum nucleare nel 2011. La stampa italiana, strumentalizzazione e analisi del linguaggio

Informazioni tesi

  Autore: Simone Ottavis
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teoria della comunicazione
  Relatore: Domenico Candito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 292

Il fallimento del ritorno al nucleare in Italia e il suo ruolo nel referendum dello scorso anno. Come la grande stampa nazionale, ma anche quella locale della zona del vercellese e del Monferrato, ha trattato e proposto l’argomento. L’idea di base di questa tesi riguarda un discorso tornato fortemente in auge negli ultimi anni nel nostro Paese, ovvero il possibile ritorno al nucleare civile, risoltosi in un nulla di fatto con il referendum del giugno del 2011. Vivendo da sempre a Trino, provincia di Vercelli, sede della prima centrale nucleare in Italia, sono stato molto toccato dalle notizie che ho letto e sentito riguardo alla possibilità, poi tramontata, di far ripartite la produzione di questo genere di energia.
Ho sviluppato perciò un discorso in questo senso, al di là del mio coinvolgimento diretto in quanto “trinese”, anche per via del fatto che il disastro ambientale verificatosi in Giappone ha riaperto prepotentemente il dibattito sul nucleare a livello nazionale e mondiale. Tutto questo poco prima del referendum del 12 e 13 giugno che ha portato gli italiani a esprimere la loro opinione su atomo, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Ho potuto constatare come prima di quanto accaduto in Giappone, con la centrale di Fukushima a un passo dallo scatenare una della più grandi catastrofi ambientali mai verificatesi sul pianeta, i mezzi d’informazione italiani guardassero in modo piuttosto distratto e un po’ “leggero” al possibile ritorno italiano al nucleare. Le conseguenze del terremoto nipponico hanno però rispolverato la questione dell’atomo nelle menti degli italiani, con annesso maggior interesse al referendum e a tutto ciò che riguardato la possibile apertura di nuove centrali o il riutilizzo di quelle già esistenti.
Nel mio lavoro ho preso in considerazione il periodo a partire dai giorni in cui Claudio Scajola e Silvio Berlusconi annunciarono il possibile riavvio del nucleare (maggio e settembre 2008), fino a quanto è accaduto negli ultimi mesi che hanno portato al referendum; un lasso di tempo al quale ho dedicato l’analisi del lavoro svolto dalla stampa a diffusione nazionale, dai tre grandi quotidiani ai giornali militanti, oltre che da quella più vicina alle sorti della centrale di Trino. Nel corso dell’osservazione ho sviscerato le prime reazioni della stampa a quanto annunciato dall’allora Presidente del Consiglio, come i giornali si sono posti a proposito della questione, come l’hanno trattata e proposta ai lettori in questi anni. L’analisi si è spostata poi a quanto successo negli ultimi mesi appena precedenti al referendum, con la confusione che ha avvolto la consultazione (si fa? Non si fa? Perché?). Attraverso tutte queste testimonianze è stato possibile capire quale e quanto è stato l’interesse della carta stampata sul problema nucleare, in che misura questi si sono interessati a quello che sarebbe potuto accadere, se gli impianti presenti sul territorio fossero stati in qualche modo coinvolti dai progetti della classe politica.
Uno spazio importante è stato riservato alla stampa locale che, al contrario di quanto si potesse pensare in piena era di globalizzazione e di uniformità del consumo, anche di notizie, ha preso sempre più piede nel mercato mediatico italiano. Nel caso specifico del vercellese, molte di queste pubblicazioni sopravvivono da più di cento anni e sono diventate ormai un punto fisso nella vita delle persone che abitano in provincia, o comunque al di fuori delle grandi aree urbane. Per analizzare questo tema quindi è stato importante prendere in considerazione anche l’ambito locale vercellese e monferrino, di modo da poter tastare con mano quello che era il clima nelle zone interessate dall’eventualità nucleare. L’analisi del linguaggio utilizzato dai giornali per proporre il problema è stata affiancata da una parte storico-introduttiva, per inquadrare il tema secondo una visione che comprendesse anche la situazione dell’istituto referendario in Italia, secondo la sua storia e la sua valenza.
L’obiettivo del lavoro è stato quello di mettere in evidenza la confusione che ha aleggiato attorno alla questione sui media nazionali, specie sulla carta stampata; diverse delle pubblicazioni analizzate sono state esemplari nel dimostrare quanto il nucleare in Italia sia stato soggetto a interpretazioni confuse, contrastanti e ideologiche, il più delle volte strumentalizzate.

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7 Sommario Il fallimento del ritorno al nucleare in Italia e il suo ruolo nel referendum dello scorso anno. Come la grande stampa nazionale, ma anche quella locale della zona del vercellese e del Monferrato, ha trattato e proposto l’argomento. L’idea di base di questa tesi riguarda un discorso tornato fortemente in auge negli ultimi anni nel nostro Paese, ovvero il possibile ritorno al nucleare civile, risoltosi in un nulla di fatto con il referendum del giugno del 2011. Vivendo da sempre a Trino, provincia di Vercelli, sede della prima centrale nucleare in Italia, sono stato molto toccato dalle notizie che ho letto e sentito riguardo alla possibilità, poi tramontata, di far ripartite la produzione di questo genere di energia. Ho sviluppato perciò un discorso in questo senso, al di là del mio coinvolgimento diretto in quanto “trinese”, anche per via del fatto che il disastro ambientale verificatosi in Giappone ha riaperto prepotentemente il dibattito sul nucleare a livello nazionale e mondiale. Tutto questo poco prima del referendum del 12 e 13 giugno che ha portato gli italiani a esprimere la loro opinione su atomo, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Ho potuto constatare come prima di quanto accaduto in Giappone, con la centrale di Fukushima a un passo dallo scatenare una della piø grandi catastrofi ambientali mai verificatesi sul pianeta, i mezzi d’informazione italiani guardassero in modo piuttosto distratto e un po’ “leggero” al possibile ritorno italiano al nucleare. Le conseguenze del terremoto nipponico hanno però rispolverato la questione dell’atomo nelle menti degli italiani, con annesso maggior interesse al referendum e a tutto ciò che riguardato la possibile apertura di nuove centrali o il riutilizzo di quelle già esistenti. Nel mio lavoro ho preso in considerazione il periodo a partire dai giorni in cui Claudio Scajola e Silvio Berlusconi annunciarono il possibile riavvio del nucleare (maggio e settembre 2008), fino a quanto è accaduto negli ultimi mesi che hanno portato al referendum; un lasso di tempo al quale ho dedicato l’analisi del lavoro svolto dalla stampa a diffusione nazionale, dai tre grandi quotidiani ai giornali militanti, oltre che da quella piø vicina alle sorti della centrale di Trino. Nel corso dell’osservazione ho sviscerato le prime reazioni della stampa a quanto annunciato dall’allora Presidente del Consiglio, come i giornali si sono posti a proposito della questione, come l’hanno trattata e proposta ai lettori in questi anni. L’analisi si è spostata poi a quanto successo negli ultimi mesi appena precedenti al referendum, con la confusione che ha avvolto la

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