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L'emocoltura nella gestione del paziente con sepsi: procedure e raccomandazioni

Per emocoltura si intende la coltura di un campione di sangue ottenuto in condizioni di sterilità. È un'importantissima tecnica per la diagnosi microbiologica di batteriemia o sepsi. L'emocoltura ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente prevalentemente per l'aumentata incidenza di sepsi in pazienti immunodepressi. L'efficacia ed il significato clinico dell'emocoltura dipendono da molteplici aspetti metodologici ed interpretativi. Nella fase preanalitica le modalità di prelievo ed il numero dei campioni rappresentano elementi di fondamentale importanza. In questo ambito si inserisce il presente studio descrittivo- osservazionale, che ha indagato sull'accuratezza della procedura, in conformità a quelle che sono le linee guida di riferimento. Lo studio è stato condotto presso l'U.O. di Anestesia e Rianimazione I e II del Policlinico di Bari nel bimestre giugno-luglio 2013, valutando 37 rilevazioni. Dallo studio è emersa una scarsa aderenza da parte del personale infermieristico ai protocolli presenti in letteratura, inerenti la corretta procedura dell'emocoltura. I punti critici più salienti riguardano il lavaggio delle mani, che non viene eseguito nella metà dei casi prima della procedura; il mancato rispetto di una tecnica sterile, se vengono utilizzati i guanti sterili, o di una tenica no-touch, se vengono impiegati guanti monouso; il mancato rispetto del tempo d'azione dell'antisettico, nel caso in cui venga utilizzato lo iodiopovidone 10% (un minuto e mezzo, 2 minuti); l'utilizzo preferenziale, come sede del prelievo, del catetere arterioso, piuttosto che un vaso periferico, per ovviare allo scarso patrimonio venoso dei pazienti e in molti casi la scarsa attenzione a non riempire della giusta quantità di sangue (8-10ml) il matraccio per emocoltura. Quindi dai dati emersi, si evince la necessità di redigere un protocollo interno, da affiggere magari in reparto, o condurre un audit clinico, dove vengano esposte le criticità, implementando le conoscenze del personale infermieristico circa la corretta procedura dell'emocoltura.

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2 Per emocoltura si intende la coltura di un campione di sangue ottenuto in condizioni di sterilità. È un'importantissima tecnica per la diagnosi microbiologica di batteriemia o sepsi. L’emocoltura ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente prevalentemente per l'aumentata incidenza di sepsi in pazienti immunodepressi. L’efficacia ed il significato clinico dell'emocoltura dipendono da molteplici aspetti metodologici ed interpretativi. Nella fase preanalitica le modalità di prelievo ed il numero dei campioni rappresentano elementi di fondamentale importanza. In questo ambito si inserisce il presente studio descrittivo- osservazionale, che ha indagato sull’accuratezza della procedura, in conformità a quelle che sono le linee guida di riferimento. Lo studio è stato condotto presso l’U.O. di Anestesia e Rianimazione I e II del Policlinico di Bari nel bimestre giugno-luglio 2013, valutando 37 rilevazioni. Dallo studio è emersa una scarsa aderenza da parte del personale infermieristico ai protocolli presenti in letteratura, inerenti la corretta procedura dell’emocoltura. I punti critici più salienti riguardano il lavaggio delle mani, che non viene eseguito nella metà dei casi prima della procedura; il mancato rispetto di una tecnica sterile, se vengono utilizzati i guanti sterili, o di una tenica no-touch, se vengono impiegati guanti monouso; il mancato rispetto del tempo d’azione dell’antisettico, nel caso in cui venga utilizzato lo iodiopovidone 10%(un minuto e mezzo, 2 minuti); l’utilizzo preferenziale, come sede del prelievo, del catetere arterioso, piuttosto che un vaso periferico, per ovviare allo scarso patrimonio venoso dei pazienti e in molti casi la scarsa attenzione a non riempire della giusta quantità di sangue(8- 10ml) il matraccio per emocoltura. Quindi dai dati emersi, si evince la necessità di redigere un protocollo interno, da affiggere magari in reparto, o condurre un audit clinico, dove vengano esposte le criticità, implementando le conoscenze del personale infermieristico circa la corretta procedura dell’emocoltura. KEY WORDS: EMOCOLTURA, SEPSI, MATRACCI, PROTOCOLLI, RIANIMAZIONE ABSTRACT

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Alessia Schiavone Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5461 click dal 18/07/2014.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.