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L'Europa cambia l'Europa

Ora che forse l'Unione rischia di perdere il suo sudato equilibro, questo lavoro potrebbe addirittura diventare un lavoro di pura storia, su di un argomento che è scomparso con la dissoluzione dell'UE. La considerazione iniziale da fare è che uno dei problemi maggiori col quale ci si confronta nella realizzazione di un lavoro che riguardi la didattica delle lingue, la storia dell'uomo o delle idee che contornano diverse popolazioni e periodi storici, è quello relativo alla parola cultura, una parola chiave di tutti i secoli. Multiculturale, interculturale, sono termini che ricorrono non raramente negli ambiti sopra citati, ma spesso rischiano di essere utilizzati in maniera erronea perdendo il proprio significato originale. Proprio queste due parole hanno rappresentato uno dei punti di partenza dell'analisi svolta qui di seguito: "L'Europa cambia l'Europa" è un lavoro trasversale e multidisciplinare in un certo senso, è una riesamina di tutto ciò che è la moderna società, da dove è partita e come ha continuato ad evolversi fino al giorno d'oggi, col fine di fornire ai lettori le informazioni considerate più importanti in questo continuo percorso di evoluzione della cultura europa. Una chiara definizione di multi o inter culturale è una base per comprendere l'attuale struttura europea, ma se non si aggiunge a ciò una conoscenza degli obiettivi e delle azioni volte a sorreggere questa struttura, non si può analizzare a pieno l'evoluzione della nostra società. Questa analisi si divide in un blocco prettamente storico, il primo, volto a trovare i punti cardine della nascita di una società europea moderna; tali punti sono rappresentati da diverse esperienze storiche che si sono susseguite e che hanno lasciato in eredità qualcosa di più che un semplice ricordo, una eredità culturale che attraverso i secoli è rimasta cristallizzata nelle menti europee. La seconda parte di questo lavoro, invece, si concentra su un aspetto forse ancora marginale nella visione dell'Europa come unità, la società multiculturale e gli sforzi che gli stati membri compiono per migliorarla, soprattutto attraverso l'insegnamento delle lingue. Proprio le lingue sono un fattore caratterizzante di ogni individuo prima che di ogni paese ed è proprio questa caratteristica che rende difficile ed in un certo senso confuso il lavoro dell'Europa. Le società occidentali da anni cercano di costruire un blocco omogeneo, tentando di ridurre al minimo le difficoltà di convivenza, attraverso ad esempio organi sovranazionali con l'obiettivo di monitorare i progressi svolti in diversi ambiti e l'attuazione delle norme: l'UE rappresenta solo il blocco europeo, ma oltre questa non può essere dimenticato l'OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, fondato molto prima dell'Unione e composto da paesi di tutto il mondo. Questo ogni anno compie, tra gli altri, uno studio sull'istruzione all'interno di un paese analizzandone tutti gli aspetti, dall'età degli alunni a quella degli insegnanti, al sesso, alla presenza della matrice multiculturale, fino alla spesa del paese per sostenere l'istruzione ed agli obiettivi degli studenti. E proprio questo organismo mondiale ha rappresentato un altro degli spunti per questa ricerca, poiché il concentrarsi sullo sviluppo e sulla cooperazione tra i paesi del mondo è tra i fondamenti della società moderna. Oltre le direttive, le leggi, le decisioni, c'è un lato umano, perché uno degli obiettivi primari che hanno portato alla fondazione dell'Europa è la coesione sociale e la pace tra i popoli del vecchio continente. Nel lato umano rientra il campo di studio di partenza di questa ricerca, la didattica delle lingue, perché data la grande varietà di culture presente in Europa, non può esserci maggiore fattore di coesione che la comprensione linguistica. La sfida non è delle più semplici, sia da parte dell'Europa per conseguire un obiettivo di unificazione o coesione, sia da parte di chi vuole ricercare i modi in cui l'Europa ha intrapreso questo percorso ed i passi che sono stati fatti e che si prospettano: dipingere lo "sforzo di migliorare la comunicazione a tutti i livelli" incontrate dall'Unione, scavare tra i documenti che sono messi a disposizione, analizzare le diverse evoluzioni e considerazioni dettate soprattutto dalle diverse culture che ogni paese attua.

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L’EUROPA CAMBIA L’EUROPA Compiere una ricerca sull’Europa, sul suo modo di agire e di influenzare la cultura dei diversi paesi membri, è stato un caso, non era nelle mie intenzioni farlo proprio quest’anno che l’Unione vive forse il momento di massima crisi della sua seppur breve storia. Gli scontri ideali tra i diversi paesi e le diverse ideologie pro e contro l’Europa unita, stanno avendo molta più evidenza ora, in conseguenza delle elezioni, ma il lavoro che ho svolto nei mesi precedenti, puntava a fare chiarezza e a cercare una linearità per quanto riguarda il modo di agire dell’Europa in campo glottodidattico. Ora che forse l’Unione rischia di perdere il suo sudato equilibro, questo lavoro potrebbe addirittura diventare un lavoro di pura storia, su di un argomento che è scomparso con la dissoluzione dell’UE. Spingendoci molto oltre nel tempo e con la fantasia, la divisione dei paesi membri sarebbe realizzabile, ma in momenti di crisi forse il rimanere uniti rappresenterebbe il modo migliore per ripartire anche se, a quanto pare, l’uomo in alcuni casi preferisce usare le proprie forze invece della collaborazione. Mettendo da parte i discorsi socio-politici e parlando della realizzazione di questo lavoro, la considerazione iniziale da fare è che uno dei problemi maggiori col quale ci si confronta nella realizzazione di un lavoro che riguardi la didattica delle lingue, la storia dell’uomo o delle idee che contornano diverse popolazioni e periodi storici, è quello relativo alla parola cultura, una parola chiave di tutti i secoli. Multiculturale, interculturale, sono termini che ricorrono non raramente negli ambiti sopra citati, ma spesso rischiano di essere utilizzati in maniera erronea perdendo il proprio significato originale. Proprio queste due parole hanno rappresentato uno dei punti di partenza dell’analisi svolta qui di seguito: “L’Europa cambia l’Europa” è un lavoro trasversale e multidisciplinare in un certo senso, è una riesamina di tutto ciò che è la moderna società, da dove è partita e come ha continuato ad evolversi fino al giorno d’oggi, col fine di fornire ai lettori le informazioni considerate più importanti in questo continuo percorso di evoluzione della cultura europa. Una chiara definizione di multi o inter culturale è una base per comprendere l’attuale struttura europea, ma se non si aggiunge a ciò una conoscenza degli obiettivi e delle azioni volte a sorreggere questa struttura, non si può analizzare a pieno l’evoluzione della nostra società. Questa analisi si divide in un blocco prettamente storico, il primo, volto a trovare i punti cardine della nascita di una società europea moderna; tali punti sono rappresentati da diverse esperienze storiche che si sono susseguite e che hanno lasciato in eredità qualcosa di più che un semplice ricordo, una eredità culturale che attraverso i secoli è rimasta cristallizzata nelle menti europee. La seconda parte di questo lavoro, invece, si concentra su un aspetto forse ancora marginale nella visione dell’Europa come unità, la società multiculturale e gli sforzi che gli stati membri compiono per migliorarla, soprattutto attraverso l’insegnamento delle lingue. Proprio le lingue sono un fattore caratterizzante di ogni individuo prima che di ogni paese ed è proprio questa caratteristica che rende difficile ed in un certo senso confuso il lavoro dell’Europa. Le società occidentali da anni cercano di costruire un blocco omogeneo, tentando di ridurre al minimo le difficoltà di convivenza, attraverso ad esempio organi sovranazionali con l’obiettivo di monitorare i progressi svolti in diversi ambiti e l’attuazione delle norme: l’UE 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere

Autore: Gabriele Chignoli Contatta »

Composta da 30 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 922 click dal 23/07/2014.

 

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